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Cavalli e cavalieri tra passato e presente.

| di Maria Antonietta Mele
| Categoria: Storia
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Murales a Fonni.

Il cavallo è sempre stato uno degli animali più amati dall'uomo, non solo per la sua bellezza ed eleganza, ma anche e soprattutto per la sua utilità ed efficienza. Presente in tutte le grandi civiltà del passato, dagli Egizi ai Fenici, ai Greci e ai Romani, esso era utilizzato come mezzo di trasporto, come temibile arma da guerra e come segno distintivo di potere.Non si conosce l'esatto periodo della sua introduzione in Sardegna. Nonostante l'esistenza di un bronzetto nuragico raffigurante un arciere in equilibrio su un animale che con molta probabilità rappresenta proprio un cavallo, le prime attestazioni certe della sua presenza nell'isola si hanno solo con i cartaginesi: in questo periodo infatti (2500 anni fa) le monete prodotte in Sardegna recano, sul rovescio, la figura di un cavallo che viene a rappresentare così uno dei simboli più importanti dell'isola.
Con i romani, il veloce animale venne utilizzato non solo come temibile arma da guerra ma anche e soprattutto come strumento di “servizio postale”. Per recapitare le notizie amministrative e diplomatiche da una parte all'altra dell'impero nel minor tempo possibile (non essendoci mezzi di trasporto più veloci, né telefoni, né fax), esistevano infatti degli appositi corrieri organizzati in un efficiente sistema di staffette. A distanza di circa mezza giornata di cammino, lungo le strade sorgevano dei luoghi di sosta chiamati mansiones e mutationes dove i giovani “postini” potevano cambiare il cavallo, già stanco per il viaggio, e pernottare: potremmo paragonarli ai nostri autogrill o ai motel, dove sostiamo per fare benzina, consumare qualcosa e talvolta trascorrere la notte. Proprio uno di questi “motel” esisteva, in età romana, a Sorabile, nella periferia settentrionale di Fonni, dove le fonti e le testimonianze archeologiche attestano la presenza di una stazione per il cambio di cavalli a servizio della strada che collegava Olbia a Cagliari passando per l'interno dell'isola (la famosa “per Mediterranea”).
Oggi il cavallo ha perso le funzioni che aveva in passato, sostituito in guerra da armi più distruttive e, come mezzo di trasporto, dall'automobile. Nonostante tutto, continua a vivere come uno dei simboli più forti della tradizione: è il caso, ad esempio, de S'Istangiartu a Fonni, manifestazione che ogni anno coinvolge centinaia di giovani che, con i cavalli addobbati a festa, sfilano in processione o si esibiscono in affascinanti pariglie e spericolate figure acrobatiche contribuendo così al rinnovo di una tradizione secolare.

Maria Antonietta Mele

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