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Fine settimana a Olzai: Cortes Apertas tra arte, l'antico mulino e cultura barbaricina

| Categoria: Informazione Aziendale
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Di Olzai, piccolo e grazioso comune della Barbagia di Ollolai, ciò che colpisce appena arrivati è senza dubbio il colore predominante del granito utilizzato per costuire le case del centro storico. E' tendente al rosa e dona al contesto perfettamente ordinato e curato, quel calore che difficilmente sarebbe accostabile alla fredda pietra. E invece il paese si presenta proprio così, armonioso e incredibilmente fermo in un tempo che richiama la grandezza di antiche famiglie, che con le loro maestose dimore hanno disegnato i contorni dell'abitato donandogli quella importanza ancora oggi ben conservata. Olzai aprirà le sue corti questo fine settimana (sabato 17 e domenica 18), nella 15esima edizione di Cortes Apertas, con la quale ancora una volta, l'amministrazione comunale, coadiuvata dalla proloco e dalle numerose associazioni locali, e in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro, darà la possibilità di creazione di una vetrina turistica, dove esporre la grandezza e la bellezza delle tradizioni locali e del tessuto produttivo. 

E' così che, chi viene a Olzai deve sapere che può immergersi in qualcosa di unico, difficilmente replicabile in altri paesi della Barbagia, per via di elementi che solo qua trovano spazio: uno di questi è sicuramente il Rio Bisine (leggi l'approfondimento), un torrente che scendendo dalle montagne di Ollolai, attraversa il paese, e più a monte aziona la ruota verticale di uno dei pochi mulini idraulici funzionanti in Sardegna. Un'opera di archeologia industriale sapientemente ristrutturata dal Comune, situata in un sito di una bellezza unica, dove i boschi incorniciano il paesaggio e l'acqua che scende copiosa regala melodie di una natura incontaminata. E' possibile raggiungere il Mulino grazie al servizio navetta gestito dalla proloco e che parte da piazza Sant'Ignazio, e qua assistere alla molitura del grano Cappelli, coltivato nei campi di Olzai. 

Paesaggio di una bellezza unica dunque, che è possibile vedere dal vivo e allo stesso tempo ammirare nei dipinti del grande maestro dell'arte del '900 Carmelo Floris. Dove? Nella sua casa, oggi museo e luogo di scambi culturali di un certo livello, dove sabato 17 alle ore 11 ci sarà l'inaugurazione di una mostra curata dalla direttrice Marzia Marino. Una mostra nata sul filo della poesia che ripristina il legame profondo tra l'olzaese Carmelo Floris e il desulese poeta Antioco Casula. 

Il legame tra i due amici è stata la base su cui è nata l'idea della mostra, visitabile dal 17 novembre fino al 3 marzo 2019, chiamata "Sos Amigos Artistas" (leggi l'approfondimento). Di cosa si tratta? Gli spazi museali ospiteranno 47 opere provenienti da collezioni private, di artisti che gravitarono attorno al grande poeta Montanaru, e che tessero con lui e con il pittore olzaese un legame di forte amicizia. 

"Francesco Ciusa, Giuseppe Biasi, Remo Branca, Cesare Cabras, Mario Delitala, Stanis Dessy, Filippo Figari, Giambattista Rossino e, chiaramente, Carmelo Floris, tutti, tranne Stanis Dessy, varcarono la porta della casa di Montanaru a Desulo e furono suoi ospiti. Di loro il poeta, dimostrando una non comune sensibilità, volle segnare, in rime fugaci, le caratteristiche dell’arte e le impressioni che ne conservava -. Spiegano gli organizzatori della mostra finanziata e patrocinata dal Bim Taloro e dal Comune di Olzai -. In mostra 47 opere, tra dipinti, piccole sculture e opere grafiche, tutte provenienti da collezioni private, si succedono a loro agio nelle sale della casa Museo, seguendo il ritmo dei versi del poeta desulese".

Usciti dalla casa museo, sarà possibile passeggiare per i vicoli del centro storico, e raggiungere le splendide chiese che rappresentano dei veri e propri gioielli architettonici. Una di queste è la chiesa di Santa Barbara, risalente al XV secolo, che custodisce al suo interno il Retablo della Pestilenza; e dopo la Chiesa Sant'Anastasio o la Chiesa parrocchiale di San Giovanni risalente al XVII secolo. E' possibile inoltre visitare ''Sa domo de dottor Franziscu Dore'', nel rione di ''Drovennoro'', con visite guidate curate del nipote Lorenzo Dore. A spasso per Olzai sarà possibile poi scoprire l'antica arte della lavorazione dell'asfodelo, l'antico abito tradizionale o le maschere nella corte della proloco in piazza Su Nodu Mannu. 

Sono previsti inoltre degli eventi dove approfondire pillole di storia locale come la presentazione al pubblico dei fondi librari donati al Comune dalle famiglie Cardia-Mesina, Dore, e Soro, a cura degli studenti delle Scuole di Olzai. L'evento si terrà nella Biblioteca Comunale Pietro Meloni Satta, sabato 17 alle 10.

Arte, cultura, tradizioni agroalimentari ma anche buon cibo nei numerosi punti ristoro organizzati per l'occasione, e buona musica grazie all'animazione musicale con gli allievi della Scuola civica di musica Barbagia che è possibile ascoltare lungo il percorso delle Cortes. 

 

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