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OLZAI. Arte in rosa nel mondo di Carmelo Floris

Sabato 18 novembre, in occasione della prima giornata di Cortes Apertas, l’inaugurazione della mostra dedicata alle artiste sarde

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Arte
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OLZAI. Ultimi preparativi a Olzai per la quattordicesima edizione delle Cortes Apertas, in programma il 18 e 19 novembre prossimi nel caratteristico paese della Barbagia diviso in due parti dal monumentale arginamento nel rio Bisine.

Fra le diverse iniziative inserite nel programma divulgato dal Comune di Olzai, in evidenza la mostra «Arte in rosa a Casa Floris», in corso di allestimento nella Casa Museo Carmelo Floris con la direzione artistica curata da Marzia Marino.

A partire dalle ore 11 di sabato prossimo, nel museo situato nello storico rione “S’Umbrosu”, i turisti delle Cortes avranno la possibilità di ammirare alcuni capolavori del grande maestro «Carmelo da Olzai», ma anche di scoprire quaranta opere realizzate da ventidue artiste nate o vissute in Sardegna nell’ultimo secolo.

Una rassegna molto interessante, poiché comprende diverse opere inedite concesse in prestito al Comune di Olzai da alcuni privati coordinati dal collezionista cagliaritano Giorgio Bartolomeo.

Alle opere prestate dai collezionisti privati, si aggiungono tre pezzi della Pinacoteca comunale, fondata esattamente trent’anni fa e intitolata all’insigne artista olzaese.

L’iniziativa «Arte in rosa a Casa Floris» rientra in un programma più ampio avviato dall’Amministrazione comunale di Olzai e finalizzato alla valorizzazione e rilancio dell’immagine del museo: una delle principali risorse culturali e turistiche del paese, riaperto al pubblico un anno fa e, da qualche mese, diretto dalla storica dell’arte Marzia Marino.

Il percorso della mostra, curata da Marzia Marino

A segnare l’inizio della visita Le tre donne di Maria Murgia (Ossi 1935), un’immagine emblematica, quasi simbolica, che nella sintesi delle forme e nell’estrema luminosità dei volti, trasmette la coscienza, limpida e serena, della dignità e dell’orgoglio delle donne sarde. Il percorso espositivo prosegue secondo un criterio cronologico e si dispiega attraverso tre sale del museo.

Tutti gli olzaesi riconosceranno Alla fonte di Lillina Marongiu (Sassari 1899-1994), la maestrina di Olzai, opera donata dal figlio, Enrico Piras, in occasione della prima edizione del concorso letterario in lingua sarda, intitolato alla sua memoria. Il piccolo olio, datato 1922, dialoga amabilmente con la ceramica A convegno di Edina Altara (Sassari 1898 – Lanusei 1983) e con due collage di Albina e Giuseppina Coroneo (Cagliari, 1898 – 1994; Cagliari, 1896 – 1978), opere nelle quali traspare come la passione spontanea per l’ornamento, supportata da una manualità duttile e sensibile, abbia raggiunto livelli creativi capaci di condizionare ogni aspetto del vivere quotidiano.

La scuola dell’incisione è documentata da tre eccellenze: le cagliaritane Anna Marongiu (Cagliari 1907 – Ostia 1941), Dina Masnata(Cagliari 1893 – 1961) e Tona Scano (Cagliari 1906 - 2002), quest’ultima presente anche con due disegni.

 

Sono quattro i ritratti femminili in mostra dipinti da Francesca Devoto (Nuoro 1912 –  1989), indagati, con la consueta sensibilità, nell’intimità dell’ambiente domestico. Sono al mare, invece, le donne di Liliana Cano (Gorizia 1924), novecentiste nella sintesi plastica delle figure e nella solitudine dei paesaggi, si confrontano con l’asciutto e dinamico grafismo con il quale Maria Lai (Ulassai 1919 – Cardedu 2013) ha trasformato i temi della “sardità” in punti di condensazione cosmica.

Dalla natura morta di Verdina Pensè (Alghero 1913-1984) al paesaggio geometrico di Rita Thermes (Cagliari 1923 – 2006), passando attraverso un’inedita Rosanna Rossi (Cagliari 1937), presente con un Vaso di fiori, rara testimonianza della sua prima produzione figurativa, e con due composizioni astratte, che ben si accostano all’opera di Zaza Calzia (Cagliari 1932), quasi esercitazioni stilistiche sullo stesso tema.

E se la mostra non esaurisce il suo potenziale figurativo grazie ai nudi e ai ritratti firmati da Mirella Mibelli (Olbia 1937 – Cagliari 2015),Maria Pia De Angelis Anna Cabras Brundo (Cagliari 1919 – 2008), le ricerche più contemporanee sono rappresentate da Cielo d’acquadi Rosanna D’Alessandro (Spinazzola 1954), in cui convivono l’espressività del gesto e del colore in un continuo divenire della materia, dalle geometrie decorative di Carolina Melis (Cagliari 1975), dai codici plastici di due ceramiche di Anna Maria Secci (Cagliari 1946) e dalla ricerca astratta e concettuale di Annamaria Caracciolo (Cagliari 1947) e Narcisa Monni (Alghero 1981), la più giovane del gruppo.

La mostra «Arte in rosa a Casa Floris» rimarrà aperta al pubblico fino all’Epifania del 2018.

Per ulteriori informazioni e visite guidate, contattare Lidia Siotto della Cooperativa Agorà Sardegna (tel. 333.295.61.88 - 366.462.50.22; email museocarmelofloris@gmail.com).

Giangavino Murgia

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