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Gli industriali caseari chiedono al Distretto del Fiore sardo di non utlizzare il nome, ma gli scopi sono diversi

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Secondo il Consorzio di Tutela del Fiore Sardo Dop, il progetto di costituzione del distretto del Fiore sardo Dop portato avanti dall’Unione Comuni Barbagia e dall’Agenzia Laore sarebbe in contrasto con quanto riportato nel disciplinare di produzione del formaggio Fiore Sardo Dop approvato dal Ministero delle Politiche Agricole. "Poiché il Fiore Sardo è una Dop prodotta nell’intero territorio della Regione Sardegna essa non può essere ricondotta ad un distretto territorialmente limitato e riconducibile ai soli comuni amministrativi dei comuni coinvolti nel progetto. A tal fine il consorzio di tutela chiede che il nascente progetto di distretto del Fiore Sardo Dop si astenga dall’utilizzare il nome proprio del prodotto agroalimentare con annessa denominazione di origine protetta". 

E' quanto riportato in una lettera indirizzata all'Unione Comuni Barbagia, all'agenzia Laore e all'assessorato regionale all'agricoltura. A firmarla il presidente del Consorzio di Tutela della Dop Fiore Sardo Antonio Sedda. 

"Il progetto di costituzione del Distretto è nato a novembre 2016 - spiega di contro Efisio Arbau, sindaco di Ollolai, tra i promotori e sostenitori del progetto - con la volontà di utilizzare uno strumento legislativo che permette di mettere in atto tutte le azioni per valorizzare con il tramite di un prodotto di riferimento, tutte le eccellenze territoriali legate direttamente o indirettamente alla produzione di quel prodotto. Il distretto per legge, nasce con un progetto specifico, dove vengono indicate le risorse, modalità di reperimento e le azioni da portare avanti. Come hanno avuto modo di spiegare i tecnici Laore nelle quattro riunioni operative aperte a tutti, anche ai Comuni esterni all'Unione dei Comuni Barbagia e al Consorzio degli industriali compreso, a cui hanno preso parte numerosi pastori ed operatori economici. In sostanza il Distretto, attraverso un prodotto e la sua valorizzazione vuole porre la lente d'ingrandimento su tutto l'intricato sistema economico e culturale che vi ruota attorno. Due cose distinte quindi, con funzioni e scopi diversi. Il fatto che il Fiore Sardo rappresenti una produzione di qualità del territorio geografico dell'Unione dei Comuni Barbagia e che tale territorio voglia lavorare in funzione di una sua valorizzazione senza escludere geograficamente nessuno, non equivale quindi a un abuso, nè è concorrenza sleale, nè contraffazione nè un ad utilizzo improprio della denominazione tutelata. - E conclude - il Fiore sardo non è una esclusiva del Consorzio di tutela fondato da soli industriali che producono un fiore sardo industriale. Che si mettano l'anima in pace il Distretto nascerà con pastori ed amministrazioni comunali e sarà forte ed importante al punto che ha sempre le porte aperte a tutti".

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