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La denuncia di Karel: "Le nostre immagini su Orgosolo su un servizio del Tg2 sul sequestro Soffiantini"

Davide e Luca Melis (Karel): "Un danno di immagine per il nostro lavoro, per il Tenore Supramonte Orgosolo e per tutta la comunità orgolese".

| Categoria: Attualità
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Ancora le immagini di Orgosolo per parlare di cronaca nera sulle reti nazionali: il centro barbaricino ha fatto da sfondo per un servizio sul sequestro di Giuseppe Soffiantini andato in onda martedì sera sul Tg di Rai 2. 

 Il servizio, firmato dal giornalista Vincenzo Freda, ha utilizzato Orgosolo e le voci del Tenore Supramonte per un approfondimento su sequestri e banditismo. Non c'è solo il danno per il Comune, utilizzato ancora come scenario per la descrizione di azioni criminali: questa volta le immagini sono state usate senza la licenza dei produttori, la società cagliaritana Karel. 

In onda sul Tg 2 una parte di un video tratto dal documentario "Supramonte", realizzato nel 2013 con il finanziamento dalla Provincia di Nuoro e dalla Regione Sardegna per il progetto comunitario Corem – Cooperazione delle reti Ecologiche nel Mediterraneo. Il video si trova su Youtube e mostra le spettacolari vedute aeree della montagna barbaricina accompagnate dal canto del Tenore Supramonte di Orgosolo registrato nella grotta Sa Oche di Oliena: ha raggiunto oltre quattrocento mila visualizzazioni proprio per la bellezza delle immagini e dei suoni. 

"Il video è stato scaricato dai giornalisti Rai senza alcun permesso – sottolineano Davide e Luca Melis di Karel – si tratta di un danno di immagine per il nostro lavoro, per il Tenore Supramonte e per tutta la comunità orgolese". 

Da tempo la società Karel sta lavorando su Orgosolo e sul canto a tenore: oltre al documentario "Supramonte (premiato al Terre Alte Film Festival e al Festival sul Paesaggio, menzionato al Sondrio Film Festival, al Festival Alpi Giulie, al Festival Off e in altri eventi internazionali dedicati al cinema documentario)​ attualmente è impegnata con il documentario "A s'orgolesa" ​finanziato dalla

 legge regionale sul cinema e con "A Bolu", nuovo progetto sul canto a tenore finanziato dal bando regionale Identity Lab. "Il canto a tenore è riconosciuto Patrimonio immateriale dell'Unesco, e vederlo associato ancora a episodi di violenza è per noi un danno ulteriore. Inoltre il testo cantato dal Tenore Supramonte Orgosolo che abbiamo inserito nel video è di Remundu Piras e parla di amore e nostalgia, quanto di più lontano dalle cronache di cui tratta il servizio giornalistico". 

Le immagini firmate da Karel sono andate in onda insieme a frammenti d'epoca della Rai. 

"Abbiamo registrato quel canto per un documentario sulle bellezze del territorio, l'accoglienza e l'ospitalità – ribadiscono le quattro voci del Tenore Supramonte di Orgosolo – e non certo perché venisse associato a servizi giornalistici sulla criminalità". 

A​nche l'assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena si unisce alle critiche sull'uso improprio del video: "​Il canto a tenore è ​P​atrimonio dell'umanità ​U​nesco​,

 non si può non comprenderne l'importanza e la bellezza associandolo in modo improprio a contesti ai quali  non appartiene. La Regione sostiene con risorse europee e bandi dedicati questo patrimonio immateriale affinché sia diffuso anche in ambito internazionale​"​.

Non è la prima volta che i tg della Rai mandano in onda inchieste su crimini, omicidi e banditismo associate a Orgosolo: nel maggio 2017, a corredo di un approfondimento sul Giro d'Italia, sul Tg 1 presentò un servizio sugli omicidi di Orune e Nule con le riprese di Orgosolo. 

 

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