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Caria a Ledda: "Se conosce frodi si rivolga al Consorzio di tutela del Fiore Sardo Dop"

| Categoria: Attualità
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Arriva la risposta alla interrogazione consiliare presentata da Gaetano Ledda al presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, in merito alla richiesta di predisposizione degli strumenti e delle risorse idonee a smascherare possibili frodi alimentari che riguardano il Fiore Sardo Dop che per disciplinare deve essere prodotto con la lavorazione a latte crudo.

A rispondere al capogruppo in Consiglio Regionale del Psd'Az è direttamente il titolare del settore agricoltura, l'assessore Pier Luigi Caria che replica: 

"Se l’onorevole Ledda è a conoscenza di violazioni delle norme e quindi di reati di frode alimentare che riguardano talune produzioni ha il dovere di informarne subito il Consorzio di tutela o ancor meglio le autorità competenti”. 

'“È nostro obiettivo - scrivono dall'assessorato all'agricoltura - tutelare il più possibile tutte le produzioni Dop dell’agroalimentare regionale e in particolare quelle che hanno una storia specifica legata alla tradizione agricola isolana. Il formaggio ovino Fiore sardo DOP è certamente una di queste e va prodotto nel rispetto dei disciplinari che prevedono, fra le varie cose, lavorazioni a latte crudo e quindi non termizzato. Se l’onorevole Ledda è a conoscenza di violazioni delle norme e quindi di reati di frode alimentare che riguardano talune produzioni ha il dovere di informarne subito il Consorzio di tutela o ancor meglio le autorità competenti”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, nel rispondere alla nota stampa lanciata dal consigliere regionale Gaetano Ledda in merito a una sua interrogazione, presentata alla presidenza della Regione, in cui si denuncia il mancato rispetto dei disciplinari produttivi sul Fiore sardo DOP.

“Questo esecutivo – ha ricordato Caria – ha già finanziato all’Agenzia di ricerca in agricoltura Agris Sardegna e a Porto Conte ricerche un primo progetto di studio, da 300mila euro, che prevede la realizzazione di uno strumento capace di testare i formaggi e definirne la provenienza di lavorazione: o da latte crudo o da latte pastorizzato. Adesso, in collaborazione con i gruppi di maggioranza del Consiglio regionale – ha proseguito l’assessore –, abbiamo deciso di finanziare con altri 200mila euro l’ultima tranche dei lavori che possa accompagnare il programma all’esecutività finale. Una fase in cui i test e la sperimentazione pratica possano permetterci di brevettare uno strumento capace di raggiungere livelli particolarmente elevati di affidabilità e infine il riconoscimento ufficiale da parte del ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo”.

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