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OLZAI. "Via la Maffei": il no al progetto di estrazione mineraria nei terreni vocati a pastorizia e agricoltura

| di Michela Columbu
| Categoria: Attualità
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E' un coro unanime quello della comunità barbaricina contro i progetti della Maffei Sarda Silicati che ha individuato nei terreni di S'Anzelu il luogo adatto alle sue ricerche minerarie. Terreni dalla vocazione millenaria alla pastorizia e agricoltura che ora potrebbero essere stravolti dalle operazioni di estrazione di materiale da esportare nelle fabbriche del nord Italia per la produzione di ceramiche. E Olzai, dove una buona parte del terreno è stato identificato come idoneo, dice no a questi progetti, e sabato l'ha fatto con una manifestazione popolare che ha radunato oltre agli olzaesi anche numerosi partecipanti dai paesi vicini. Il corteo aperto dai bambini, partito da Piazza su Nodu Mannu fino alla chiesa campestre di S'Anzelu, con tanto di cartelli ha intonato un coro di diniego verso la mancata possibilità di autodeterminare il futuro del proprio ambiente. Ad intervenire nel dibattito aperto una volta giunti nel cortile dell'edificio religioso, amministratori, rappresentanti di comitati spontanei, gli stessi bambini studenti delle scuole elementari e medie locali. 

Si tratta in sostanza di intervenire per 12 anni su 14 ettari (la concessione mineraria ne prevede 540 tra Olzai e Sarule) proprietà privata di alcuni allevatori che negli anni hanno costruito aziende agricole fiore all'occhiello della economia locale, che non possono opporsi perchè il sottosuolo per quanto attiene le ricerche minerarie è in totale disponibilità della pubblica amministrazione. Così recita l'articolo 840 del codice civile e l'articolo 10 di un Regio Decreto del 1927 che norma la materia, "i possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori di ricerca".

Olzai però non vuole questo tipo di industria, non vuole "posti di lavoro a costi ambientali così alti - come è stato definito a più riprese durante la manifestazione -, mentre in gioco c'è il futuro dei nostri figli".

Michela Columbu

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