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A Mamoiada e Olzai in crescita il turismo enogastronomico

Grazie ai vini della cantina Sedilesu e ai formaggi Erkìles

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Attualità
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Mamoiada. Imprenditori della Lettonia nella cantina Sedilesu (foto G. Murgia, 2014)

OLZAI.  Mamoiada e Olzai: due comunità rurali legate da molte affinità. Dal dialetto simile, alle tradizioni gastronomiche e al Carnevale con le antiche figure dei Mamuthones e dei Maimones.

Ai nomi di queste maschere, corrispondono due prodotti di eccellenza dell’agro-alimentare: il vino “Mamuthone” dell’azienda vitivinicola Giuseppe Sedilesu e il formaggio “Maimone” del caseificio Erkìles di Giovanni Agostino Curreli.

Due realtà imprenditoriali che hanno puntato sulla qualità dei prodotti, con forti legami alle rispettive storie famigliari e alle peculiarità del territorio, capaci – non solo di esportare all’estero vini e formaggi “Mady in Barbagia” – ma di intercettare interessanti flussi turistici. Grazie anche alle attività promozionali aziendali, a cui si aggiungono le campagne pubblicitarie unitarie dell’associazione «La strada del vino Cannonau», come l’ultima iniziativa “Vini e sapori” che si concluderà il prossimo 12 ottobre.

Così, a Mamoiada e Olzai stanno arrivando turisti da tutto il mondo: dalla Gran Bretagna, dal Canada, dagli U.S.A. e ora anche dai Paesi Baltici. Ad accoglierli, sempre con la tradizionale ospitalità, i componenti dei clan Curreli e Sedilesu.

Anche mercoledì scorso, sono arrivati diversi imprenditori stranieri che lavorano nel settore della ristorazione. Come i proprietari dell’elegante ristorante “32Augusts” (www.32augusts.lv) della cittadina di Mārupe, nelle vicinanze di Riga, capitale della Lettonia, uno dei Paesi Baltici con la più forte crescita economica dell’Unione Europea.

Dopo aver festeggiato un compleanno nella discoteca Billionaire di Flavio Briatore, i cinque turisti della Lettonia sono arrivati in Barbagia per una visita programmata, tramite internet, sin dallo scorso mese di maggio. A Mamoiada i facoltosi, ma sobri, imprenditori della Lettonia, sono stati accolti da Emilio Mulargiu e da Salvatore Sedilesu con Mariella. Con la professionale assistenza dell’interprete multilingue Janny Van Baars Patteri, gli ospiti hanno visitato i locali della splendida cantina situata nel centro del paese.

Nell’accogliente sala degustazioni, i simpatici lettoni – buongustai e importatori di vini – hanno assaggiato tutte le etichette della cantina Sedilesu. Dal morbido vino rosato “Erèssia”, al rosso “Mamuthone” (vino simbolo dell’azienda Sedilesu), per continuare con il Cannonau barricato “Carnevale” e il “Ballu Tundu” prodotto da antichissimi vigneti.

Al termine della degustazione, i cinque visitatori stranieri sono rimasti particolarmente entusiasti dai bianchi “Perda Pintà” e “Perda Pintà sulle bucce”. Due prodotti da un vitigno autoctono di Mamoiada (la “Granazza”), vinificati in purezza e caratterizzati da un notevole grado alcoolico e, quindi, felicemente abbinabili ai formaggi pecorini stagionati, come quelli del caseificio Erkìles.

Dopo la foto ricordo con Emilio Mulargiu e Janny Van Baars Patteri,  gli ospiti hanno acquistato alcune bottiglie e avviato le prime trattative per importare i vini Sedilesu nella capitale della Lettonia.

Nel pomeriggio, gli ospiti stranieri sono arrivati a Olzai per visitare il caseificio Erkìles di Giovanni Agostino Curreli e completare la degustazione dei vari tipi di formaggi. In serata, i cinque visitatori della Lettonia sono ripartiti per Santa Caterina di Pittinnuri, molto soddisfatti della loro visita a Mamoiada e Olzai. Il giorno successivo, hanno inviato un messaggio di ringraziamento per la calorosa accoglienza riservata dalle famiglie Curreli e Sedilesu, a dimostrazione che la qualità e la cortesia pagano sempre.

Nei prossimi mesi, nella cantina Sedilesu e nel caseificio Erkìles sono attesi altri imprenditori e turisti stranieri per alcune degustazioni e visite guidate. Questo dimostra che anche le imprese a conduzione familiare della Barbagia possono inserirsi a pieno titolo nei mercati internazionali di fascia medio alta e ottenere notevoli gratificazioni, dopo anni di sacrifici, investimenti e lungimiranti politiche aziendali.

Giangavino Murgia

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