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OLZAI. In fuga da Neoneli a Olzai per raggiungere Roma

L'odissea di undici eritrei scappati da un centro di accoglienza del Mandrolisai

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Attualità
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OLZAI. Si è conclusa domenica mattina la penosa odissea di un gruppo di migranti africani, fuggiti da un centro di accoglienza di Neoneli e arrivati a Olzai dopo una lunga marcia sotto il sole cocente.

Sabato pomeriggio, undici disperati di nazionalità Eritrea arrivano nel paese di Olzai. Percorrono la strada principale del Taloro e si sdraiano in un marciapiede nelle vicinanze del Bar Gardenia, dove vengono dissetati da alcuni abitanti.

Ai primi soccorritori, gli immigrati chiedono informazioni sulla strada più breve per raggiungere Roma, ma non si rendono conto che la Sardegna è circondata dal mare.

In serata, i fuggiaschi si spostano nella piazza principale Su Nodu Mannu. A quel punto, scatta l'allarme generale e sul posto arrivano le pattuglie dei Carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Ottana e degli agenti del Commissariato di Gavoi, oltre al vice sindaco Claudia Meloni.

Lungo il parapetto dell'arginamento di via Giovanni Dore, gli eritrei organizzano un sit-in pacifico. Gli agenti di pubblica sicurezza tentano di identificare i cinque uomini (di cui uno quasi non vedente) e sei donne (almeno due sicuramente minorenni). Nessuno degli eritrei capisce l'italiano, ma uno di loro parla l'inglese e riferisce alle forze dell'ordine di essere fuggito, insieme agli altri dieci connazionali, da un centro di accoglienza del Mandrolisai, e quindi sotto la competenza della Prefettura di Oristano.

La situazione diventa complicata e quasi ingestibile, quando gli agenti scoprono che nessuno degli immigrati possiede dei documenti di identità, poiché da pochi giorni sbarcati in Italia, e comunque già alloggiati in una struttura di accoglienza.

Un rompicapo per tutti, non solo per gli agenti e autorità di pubblica sicurezza, ma soprattutto per il neo sindaco Ester Satta, anche lei mobilitata da questa emergenza umanitaria. Emergenza che andava affrontata e risolta dalle autorità, ma nel rispetto dei complicati protocolli ufficiali, anche per quanto riguarda il trattamento dei fuggiaschi minori di età.

È già notte nella piazza Su Nodu Mannu, quando si incrociano decine di telefonate fra la Prefettura, la Compagnia dei Carabinieri di Ottana, il Commissariato di Gavoi e di Orgosolo e il cellulare del sindaco Ester Satta.

Il primo tentativo, di far rientrare gli africani nel centro di accoglienza del Mandrolisai, non va a buon fine perché nessun autonoleggiatore dei paesi del circondario è disponibile ad eseguire il trasporto e non possono essere utilizzati automezzi privati.

A quel punto, scatta la solidarietà, e dal Bar Gardenia arrivano le pizze calde per tutti gli africani e dal bar centrale di Lina Curreli le bottiglie di acqua a volontà. In attesa delle decisioni delle autorità superiori, le due encomiabili pattuglie di carabinieri e poliziotti, vigilano continuamente la situazione per garantire adeguata protezione al sempre pacifico gruppo di africani ed evitare qualsiasi problema di ordine pubblico.

A mezzanotte inoltrata, non perde la calma neanche il sindaco Ester Satta, quando è costretta a reperire un locale per far trascorrere la notte agli immigranti. Ma a Olzai non esiste neanche una locanda e l'unico b&b è già interamente occupato. Non risultano agibili neanche tre edifici comunali a causa di lavori in corso di ristrutturazione e, allora, l'unica soluzione di alloggio notturno dei fuggiaschi rimane la sala d'aspetto della guardia medica, con annessi servizi igienici.

Intorno alle due di notte, arriva il benestare della Prefettura di Nuoro e gli undici profughi si incamminano dalla piazza Su Nodu Mannu all'ambulatorio, sempre costantemente sorvegliati dalle forze dell'ordine.

Domenica mattina, il sindaco Ester Satta ha accompagnato il gruppo di africani al bar Su Nodu Mannu, dove qualcuno ha generosamente offerto la colazione. Intorno alle ore 9, a Olzai arrivano nuove pattuglie dei Carabinieri e Polizia e il primo cittadino riprende i contatti telefonici con la Prefettura. In poco tempo, arriva la decisione di trasferire gli eritrei nell'agriturismo S'Erulargiu dell'agro di Olzai dove, da un anno, sono ospitati rifugiati di varie nazionalità. Dopo pranzo e sempre per ordine della Prefettura, il gruppo di fuggiaschi è stato finalmente riaccompagnato al centro di accoglienza di Neoneli.

In tutta questa vicenda – comunque conclusasi senza alcun incidente o problemi di ordine pubblico – non resta che segnalare la spontanea generosità e lo spirito solidaristico dimostrato da alcuni olzaesi, dai titolari del bar Gardenia di Franco Noli e del bar centrale Su Nodu Mannu di Lina Curreli, e da altri singoli cittadini che hanno supportato l'impegnativo lavoro del sindaco Ester Satta e degli altri amministratori comunali, come Michelangelo Nonnis che ha svolto egregiamente le funzioni di interprete.

Meritano una citazione, per la notevole professionalità e spirito di abnegazione dimostrato, tutti gli agenti e ispettori delle Forze dell'Ordine impegnati a Olzai durante questo particolare weekend, brillantemente coordinati sino all'alba di domenica dal commissario capo Giampiero Putzu del Commissariato di Orgosolo, oltre alla comprensione e disponibilità dimostrata dalla guardia medica e dalla guardia giurata, in servizio sabato notte nell'ambulatorio di Olzai.

Giangavino Murgia

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