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Coldiretti. La muffa ingrediente della particolare Malvasia presente al Vinitaly

A produrla la ventenne Giada Porcu

| Categoria: Economia | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Una speciale Malvasia di Bosa, prodotta dagli acini ammuffiti e maturata interrata è stata uno dei prodotti proposti dalla Coldiretti che maggiormente ha incuriosito i visitatori del Vinitaly.

La proposta del vino sperimentale arriva dalla giovanissima Giada Porcu di Silattari, cantina all’avanguardia che si distingue per le sue produzioni innovative.

La malvasia sperimentale è stata presentata domenica all’apertura del Vinitaly dalla Coldiretti che nel suo stand ha proposto le novità italiane del mondo vitivinicolo. Insieme alla malvasia di Bosa c’erano tra gli altri il vino vinificato in antiche anfore dell’isola di Creta, le bottiglie gioiello con cristalli e oro, quelle hi-tech che consentono di ricostruire con lo smartphone la storia e le caratteristiche del vino, il ritorno della pigiatura con i piedi e le oche che concimano il vigneto.

La malvasia di Bosa Botrytis Cinerea, è l’ultimo esperimento nato in casa Silattari grazie a Giada, la più giovane dell’azienda, 20 anni, iscritta al corso di Scienze biomediche e biotecnologie dell’Università di Sassari. In precedenza si erano distinti per essere stata l’unica cantina che produce la Malvasia di Bosa DOP Spumante dolce (certificata grazie a loro con un preciso disciplinare codificato dalla Camera di Commercio di Nuoro e Oristano), che gli è valso il diploma di medaglia d’argento nel 2008, la medaglia di bronzo nel 2009 e Gran Menzione nel 2014 proprio al Vinitaly. Mentre in Expo hanno conquistato il premio dell’Innovazione aziendale 2015 di Coldiretti Sardegna.

“Quest’anno stiamo sperimentando la malvasia ottenuta dagli acini in cui si è sviluppata la Botrytis Cinerea – spiega Giada Porcu -. Si tratta di un marciume nobile che si sviluppa in condizioni climatiche particolari, in cui si alternano giornate soleggiate – che consentono il proseguimento della maturazione “tradizionale” dell’acino – e notti tiepide, umide e nebbiose, che facilitano invece lo sviluppo della muffa. Questa muffa nobile riprogramma il metabolismo dell’uva provocando un sostanziale accumulo di aromi e sapori, che sono proprio gli elementi chiave dei vini dolci prodotti da uve botritizzate. Si tratta di una produzione di nicchia a numero limitatissimo che non può essere programmata proprio perché dipende dal clima”.

L’altra grande novità di questa nuova malvasia è che la maturazione avviene a contatto con la terra che l’ha prodotta. Le bottiglie infatti, coperte di ceralacca e con una antenna, vengono interrate in vigna. “In passato la cantina di cui faccio parte ha sperimentato con successo la maturazione della malvasia sott’acqua nel mare – continua la giovane viticoltrice -. Adesso abbiamo pensato ad un ritorno nel grembo materno per garantire la migliore maturazione di questa speciale malvasia. Ed infatti le due bottiglie presenti al Vinitaly grazie a Coldiretti sono arrivate con la terra sarda della vigna Silattari”. 

“Il settore vitivinicolo ed i giovani si stanno distinguendo per le idee innovative e creative – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. C’è tanto fermento ed entusiasmo che stanno portando vitalità a tutta l’agricoltura sarda con prodotti che spesso sono una rivisitazione in chiave moderna di metodi produttivi del passato. Si producono prodotti nuovi e particolari, dall’alta qualità, e sempre nel rispetto dei ritmi della natura e dell’ambiente”.

 

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