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Efisio Arbau boccia l'ipotesi dei nuovi sei distretti amministrativi in cui Ovodda dovrebbe andare con Villasimius e Gavoi con Olbia

"Decidono i territori. Bene la riduzione delle Asl. Noi ne vogliamo una"

| di a cura della redazione
| Categoria: Politica
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La cartina con i nuovi distretti pubblicata da La Nuova Sardegna

Secondo indiscrezioni la riforma delle Province dovrebbe portare alla costituzione di sei nuovi distretti amministrativi in cui verrebbero ridisegnati i confini (Ovodda dovrebbe andare con Villasimius, Gavoi con Olbia e Bolotana con Terralba) e abbandonati i nomi storici sostituendoli con gli asettici dei punti cardinali (distretto Nord, Nord-Est, Sud ecc).

Un’ipotesi che viene totalmente rigettata dal consigliere regionale barbaricino Efisio Arbau: “si tratta di una indiscrezione è tale deve rimanere”.

In questi giorni in Consiglio regionale si sta discutendo la riforma del sistema sanitario. La maggioranza ha presentato al riguardo un emendamento in cui è contenuta la volontà di ridurre il numero delle Asl previa definizione della mappa degli enti locali, secondo la logica dei due livelli di governo: di indirizzo (regionale) e di programmazione e spesa (comunale).

Si vuole, in sostanza, attuare finalmente la riforma delle Province secondo le indicazioni del referendum del maggio 2012.

“La riduzione del numero della Asl ci trova d’accordo – spiega Efisio Arbau – da tempi non sospetti La Base disse che bisognava dar vita ad un’unica Asl con otto distretti (quelli corrispondenti alle attuali 8 Province che la storia ci ha consegnato e che le comunità riconoscono) senza manager mangia-soldi. Questa sarebbe la soluzione ideale perché da una parte si accentrerebbe il controllo e la programmazione in campo sanitario e dall’altra si lascerebbe ai territori il controllo dei servizi”.

Diametralmente opposta la posizione di Arbau riguardo la scrittura di un codice delle autonomie locali in cui si darebbe vita al posto delle attuali otto Province a sei distretti. Nord (Sassari), Nord Est (dalla Gallura alla Barbagia), Ovest (da Bolotana passando per Macomer e Bosa fino a Mogoro), Sud Est (da Ovodda a Villasimius, comprendendo il Mandrolisai, l’Ogliastra e il Sarrabus), Sud Ovest (Sulcis e parte del Medio Campidano) e Sud (Cagliari).

“L’idea di fare sei distretti amministrativi – dice Arbau - è solo un proposito di chi lo propugna che deve necessariamente passare per una condivisione nella maggioranza ed una inderogabile co-decisione nei territori. Aldilà dei sacri confini della città metropolitana di Cagliari e della principale porta di Monastir, esistono comunità territoriali ben identificate culturalmente, socialmente ed economicamente che devono decidere, secondo parametri generali ed astratti che può definire il Consiglio regionale, quale organizzazione amministrativa darsi nei rispettivi territori”.

“E’ sconcertante – continua - pensare di smembrare una comunità come quella della provincia di Nuoro, fondata su una comune identità culturale, sociale ed economica. A questo ci opporremo in tutte le sedi.

Per questo, quando arriverà il disegno di legge sugli enti locali in consiglio, proporrò e difenderò la proposta di fare decidere i 377 consigli comunali della Sardegna circa la loro collocazione in enti di secondo di livello e, se necessario, in un unioni di Comuni. Questo perché da lontano le pecore sembrano tutte uguali con il rischio persino di confonderle con il cane pastore”.

a cura della redazione

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