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OLZAI. Qualche domanda alla neo eletta sindaco Ester Satta

| di redazione
| Categoria: Politica
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Il momento della proclamazione a sindaco di Ester Satta (al centro)

Quando è scattato l’applauso per la vittoria della lista s’Arveschida, Ester Satta era, come dice lei stessa, “frastornata”. Non riusciva a realizzare di essere riuscita nell’impresa di vincere in una delle ultime roccaforti inespugnabili.

“Sto riscontrando molto affetto da parte dei miei compaesani – risponde il primo cittadino dall’ufficio del Municipio –. Mi sto godendo questa soddisfazione, dopo una campagna elettorale difficile ma allo stesso tempo intensa ed emozionante”.

Che paese hai trovato in campagna elettorale?

“Un paese che ha tanta voglia di cambiare. Hanno accolto positivamente la nostra proposta politica, improntata al dialogo, al coinvolgimento, alla condivisione delle scelte e alla trasparenza. Hanno individuato in noi la novità. Per questo sentiamo ancora di più il peso della responsabilità, ma non deluderemo le attese. Ci sarà una partecipazione reale dei cittadini. Il Municipio sarà aperto a tutti, spalancheremo porte e finestre. Per noi la politica è un servizio. Non siamo al comando di un paese ma al suo servizio, con l’onere di dare risposte e soluzioni”.

Parlami del vostro programma.

“Non ci interessa criticare le scelte del passato ma guardiamo avanti. Il traguardo è l’impegno per il bene della comunità. Il nostro progetto è incentrato sulla sostenibilità. Vogliamo investire le forze migliori per un progetto di piccole iniziative che possa creare sviluppo socio-economico, nel rispetto e valorizzazione delle vocazioni locali e delle eccellenze agroalimentari. Lo vogliamo fare in un clima di serenità e collaborazione” 

Che squadra guidi?

“Rappresentativa della comunità. Molto motivata, legata e affezionata al paese rappresentativa di entrambi i generi: siamo quattro uomini e quattro donne”. 

Avete già individuato gli assessori? Che metodo seguirete?

“No. Anche in questo caso saranno scelte condivise, in cui terremo conto del consenso popolare e delle competenze. Ma aldilà delle deleghe il nostro sarà un lavoro di squadra”.

 
Che ruolo rivestono per voi le politiche territoriali?

“Fondamentale. Non possiamo pensare al bene del nostro paese slegato dal resto del territorio. Non si progetta in solitudine.
 

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