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OLZAI. In ricordo di fratel Paolino Ercolani: l'atto integrale e le foto del conferimento della cittadinanza onoraria di Olzai del 2002

L'unanime cordoglio nel web. Domani, la Parrocchia di Olzai ricorderà il religioso scomparso a Roma il 19 agosto 2018

| di Giangavino Murgia
| Categoria: Territorio
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OLZAI. Da Amman a Roma, da Capodimonte a Olzai sono innumerevoli i messaggi di cordoglio pubblicati nei social network, in seguito all’improvvisa scomparsa di fratel Paolino Ercolani, avvenuta domenica scorsa nell'istituto romano “Colle La Salle” dei Fratelli delle Scuole Cristiane.

Nel web, si leggono anche svariati commenti e i ricordi personali di molti sardi che hanno avuto il privilegio di conoscere e frequentare fratel Paolino e di apprezzare – durante il lungo soggiorno a Olzai – la sua esemplare testimonianza, oltreché di religioso, di educatore, docente e dirigente scolastico, di instancabile animatore culturale e ideatore di molteplici attività ricreative.

Nel profilo ufficiale facebook del College Freres di Amman (LINK), sono state inserite e condivise alcune immagini fotografiche, con centinaia di “mi piace” e pensieri di gratitudine - in diverse lingue - dedicati a fratel Paolino, che aveva svolto la sua missione anche nella difficile terra di Giordania.

La notizia del decesso di fratel Paolino, appare anche nel sito internet del distretto Medio Oriente della grande famiglia lasalliana (La Salle - Proche Orient – LINK).

Martedì scorso, si sono svolti i riti di commiato, dapprima nella cappella dell’Istituto “Colle La Salle” e, nel pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Capodimonte.

La salma di fratel Paolino ora riposa nella tomba di famiglia del cimitero di Capodimonte, la cittadina sul lago di Bolsena dov’era nato 94 anni fa. Dei suoi parenti sono rimasti una cognata e alcuni nipoti. La sorella Teresa, invece, era morta qualche anno fa.

Anche la Parrocchia di Olzai si appresta a ricordare la sua figura. Domani mattina (ore 10:30), a conclusione della messa che sarà celebrata nella chiesa medioevale di Santa Barbara dal parroco don Nicolò Porcu, è prevista una commemorazione di fratel Paolino.

E per contribuire a ricordare la straordinaria opera svolta per un quarto di secolo in Barbagia da fratel Paolino, pubblichiamo l’atto integrale dell’Amministrazione comunale relativo al conferimento della cittadinanza onoraria di Olzai, accompagnato da alcune foto della solenne cerimonia realizzate – quasi sedici anni fa – da Giangavino Murgia e un link per consultare la rassegna stampa dell’epoca.

Oltre all’introduzione del sindaco Giovannino Moro (1936-2006) firmatario della pergamena, nel verbale del Consiglio comunale redatto dalla segretaria Teresa Gattu, si può leggere un’ampia relazione biografica dell’eminente concittadino onorario, curata dall’allora assessore alla cultura Tiberio Meloni (1947-2009), già sindaco del paese e poi diacono permanente.

La delibera del 1° dicembre 2002 contiene anche brevi e significative testimonianze di alcuni consiglieri comunali riguardanti l’opera di fratel Paolino: Francesco Noli (già sindaco di Olzai), Vannino Mereu (attivista dell’Azione Cattolica e assistente di fratel Paolino nelle colonie estive a Capo Comino) e Giovanni Morisano, oltre a Giovanni Agostino Pala, Carmine Falconi e Giovanni Andrea Marcello che, nei primi anni Settanta, avevano frequentato il convitto lasalliano diretto da fratel Paolino

Come riportato nel verbale, alla seduta del Consiglio comunale presero parte diverse autorità civili e religiose, come il visitatore della Provincia Romana dei Fratelli delle Scuole Cristiane fratel Mario Presciuttini, e un gruppo di allievi dell’Istituto Mesina provenienti da diverse località della Sardegna.

Una cerimonia indimenticabile per gli olzaesi e i numerosi ospiti convenuti quel giorno in municipio per salutare fratel Paolino Ercolani: una grande figura carismatica, che ha lasciato un ricordo incancellabile in tutti coloro che l’hanno conosciuto durante la sua lunga vita.

Giangavino Murgia

Dello stesso autore, leggi anche il servizio “OLZAI. All'età di 94 anni, è scomparso fratel Paolino Ercolani, cittadino onorario di Olzai” pubblicato da LaBarbagia.net il 20 agosto 2018: LINK.

***

COMUNE DI OLZAI

Provincia di Nuoro

Deliberazione del Consiglio comunale n. 31 del 1 dicembre 2002

Oggetto:

Conferimento cittadinanza onoraria a Fratel Paolino (Ercolani Pietro Paolo)

 

L’anno duemiladue, il giorno uno del mese di dicembre, alle ore 11,00, nella sala delle adunanze Consiliari del Comune di Olzai, alla prima Convocazione nella seduta straordinaria ed urgente in seduta pubblica partecipata ai signori consiglieri a norma di legge con regolare avviso risultato all'appello:

Presenti: Moro Giovanni (Sindaco); Corrias Franco, Falconi Carmine, Marcello Giovanni Andrea, Meloni Tiberio, Mereu Vannino, Morisano Giovanni Maria, Noli Francesco, Pala Giovanni Agostino, Sanna Salvatore e Siotto Luciana.

Assenti: Oleda Pietro Francesco, Satta Ester.

Totale presenti n. 11 su n. 13 componenti assegnati ed in carica.

Assiste il Segretario Comunale dr.ssa Teresa Gattu il quale provvede alla redazione del presente verbale.

Essendo legale il numero degli intervenuti il sig. Giovanni Moro, in qualità di Sindaco, assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell'oggetto sopra indicato.

Il SINDACO

apre la seduta porgendo i saluti, anzitutto a Fratel Paolino al quale il Consiglio comunale si appresta a conferire la cittadinanza onoraria, ed a tutti i presenti che, numerosi, hanno voluto partecipare a questa importante cerimonia. Premette che il Consiglio comunale è oggi riunito in seduta straordinaria, appunto, per il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Fratel Paolino al secolo Ercolani Pietro Paolo.

Ricorda che: a Olzai nel 1767 nacque Francesco Boi, primo professore di Anatomia dell’Università di Cagliari, dottore onorario del Regno di Sardegna, famoso anche perché aveva fatto le dissezioni da cui erano stati scolpiti i modelli in cera di Clemente Susini. È in nome di Francesco Boi che il Comune di Olzai ha iniziato, nel 1978 con l’Amministrazione guidata dal sindaco Costantino Murgia, l’attribuzione dell’importante riconoscimento della cittadinanza onoraria del nostro Comune a illustri studiosi che si sono distinti nel campo della medicina in continuità con l’insegnamento di Francesco Boi: i primi cittadini onorari furono prof. Luigi Cattaneo e prof. Bruno Zanobio; successivamente, nell’ordine, fu la volta di: prof. Alessandro Riva con l’allora sindaco Francesco Noli; prof. Luigi Gessa con l’allora sindaco Bachisio Porru e, nel 1991, prof. Philip Valentine Tobias, antropologo del Sud Africa. I nostri cittadini onorari sono stati, finora, tutti scienziati di fama internazionale per questo Olzai ora è considerata la capitale degli scienziati.

I meriti per il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Olzai che questa Amministrazione, che ho l’onore di rappresentare, sta per attribuire, oggi, a Fratel Paolino non sono per meriti scientifici, ma sono ugualmente importanti, perché Fratel Paolino è stato per Olzai educatore, insegnante, preside, missionario religioso e tanti altri sono i meriti di cui ci parlerà ampiamente l’assessore Meloni Tiberio.

Voglio, a nome della Amministrazione e dell’intera comunità, ringraziare Fratel Paolino per il lavoro che ha fatto per Olzai nei 23 anni di permanenza a Olzai. Passa, quindi, la parola all’assessore Meloni Tiberio ed ai Consiglieri presenti.

TIBERIO MELONI:

Il saluto più cordiale a quanti hanno accettato l’invito di unirsi a noi in questa particolare giornata che offre alla comunità di Olzai l’opportunità di esprimere tutta la sua gioia nell’accogliere tra i suoi cittadini più amati fratel Paolino, mai dimenticato, nonostante la sua assenza dal nostro paese perduri da ben oltre un decennio.

Un saluto ai rappresentanti delle istituzioni: avrei dovuto ringraziare per aver accettato il mio invito a partecipare a questa cerimonia il dottor Francesco Marcello, procuratore della Repubblica di Nuoro e sempre legato al suo paese d’origine.

Purtroppo inderogabili sopraggiunte esigenze familiari gli hanno impedito di essere oggi tra noi. Voglio ringraziare l’onorevole Salvatore Ladu e il consigliere provincialeTonino Ladu che con la loro presenza hanno voluto esprimere la loro compiacente adesione alla odierna onorificenza.

Ringrazio anche gli ex sindaci di Olzai che ho contattato singolarmente e che hanno espresso il proprio plauso per l’iniziativa dell'Amministrazione.

Sono (li elenco secondo la successione cronologica in cui hanno ricoperto la carica): Manlio Curreli, Salvatore Ladu, Carmela Zedde, Costantino Murgia, Battista Murgia, Franco Mussoni, Mauro Mattu, Isidoro Sechi, il sottoscritto, Francesco Noli e Bachisio Porru.

Un caloroso benvenuto al prof. Alessandro Riva, già nostro concittadino da diversi anni, e ai rappresentanti del mondo della scuola: professori, maestri e alunni.

Un saluto particolare a tanti amici di fratel Paolino in rappresentanza del clero diocesano; sono presenti mons. Giovanni Carta, direttore del settimanale diocesano “L’Ortobene”, don Albino Sanna, direttore dell’ufficio catechistico, don Piu, parroco a Olzai da oltre dieci anni.

Sarebbe dovuto essere presente anche il responsabile culturale e direttore dell’Istituto di Scienze Religiose della Diocesi, don Pietro Muggianu, ma proprio ieri notte mi ha telefonato informandomi che è venuto a mancare uno stretto parente per cui è impossibilitato a partecipare.

Un vivo grazie infine al Visitatore fratel Mario Presciuttini, che ha fatto l’impossibile per essere presente accanto a fratel Paolino in questa indimenticabile giornata; l’accompagna, da Monserrato, fratel Giuseppe.

Speravo di contare, per la prima volta a Olzai, sulla contemporanea presenza di due vescovi; purtroppo monsignor Melis vescovo emerito di Nuoro era impossibilitato per precedenti impegni; mi ha comunque pregato di porgere a fratel Paolino che conosce da oltre trent’anni e a tutti i convenuti i suoi saluti cordiali; monsignor Meloni invece, attuale vescovo di Nuoro, è impegnato oggi a Posada per l’amministrazione delle cresime e nel pomeriggio a Orani per l’ingresso in quella parrocchia del nuovo parroco. Ha espresso il desiderio di incontrare fratel Paolino fin da domani mattina.

Mi hanno invitato a porgere il proprio compiacimento per l’iniziativa fratel Pasquale il direttore della comunità dove in questo periodo fratel Paolino è ospitato, l’ex visitatore nonché compaesano di fratel Paolino, fratel Piergiorgio, impossibilitato a partecipare per gli impegni alla direzione dell’Istituto San Giuseppe a Roma.

Altrettanto hanno fatto i mai dimenticati dagli olzaesi: fratel Ciro, che ha passato a Olzai i migliori anni della sua giovinezza, fratel Gaetano, economo della comunità lasalliana di Olzai per quasi un decennio e fratel Rosario che gli subentrò nell’incarico dopo il suo trasferimento e ne divenne direttore fino alla definitiva chiusura.

Non è presente tra noi perché deve subire un intervento chirurgico fratel Pino Murru, l’unico olzaese tra i Fratelli delle Scuole Cristiane.

Salutiamo infine una nutrita rappresentanza degli ex aspiranti dell’Istituto Mesina che hanno voluto manifestare a fratel Paolino l’immutato affetto nei suoi confronti.

Un ulteriore saluto alle Forze dell’ordine, agli operatori nel mondo della cultura del lavoro e del volontariato.

A tutti: benvenuti!

Dopo questo lungo ma pur sempre doveroso saluto, è il momento di rivolgere l’attenzione a fratel Paolino al quale fra poco verrà conferita la cittadinanza onoraria del nostro Comune. In realtà cittadino di Olzai fratel Paolino lo era diventato di fatto con la sua presenza operosa per oltre un quarto di secolo. Ritengo comunque culturalmente corretto evidenziare che l’Amministrazione comunale non è la sola né la prima a riconoscere l’opera educativo culturale svolta da fratel Paolino nel nostro paese. Qualche anno prima dell’ultimo decennio l’Associazione Culturale “Grazia Dore” ebbe la felice intuizione di festeggiare fratel Paolino con un lusinghiero riconoscimento per il suo molteplice impegno.

Quindi il nostro, oggi, è senz’altro tardivo; forse neanche da tutti compreso nella sua pienezza; è comunque un atto doveroso al quale non era più possibile sottrarsi.

Se ciascuno di noi qui presenti potesse oggi descrivere, seppure per sommi capi, un semplice ricordo di un incontro con fratel Paolino, sono certo che la seduta di questo consiglio comunale si protrarrebbe per diversi giorni!!! Comunque potete star tranquilli!

Coloro che mi conoscono sanno bene quanto poco ami dilungarmi, particolarmente in circostanze come questa, allorché dove i ricordi personali, anche se numerosi e sempre presenti, altro non potrebbero servire che ad annoiare quanti ascoltano.

Prima di riflettere sull’opera di fratel Paolino negli anni del suo apostolato nella comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane presso l’Istituto Mesina di Olzai, ritengo opportuno presentarne un breve profilo biografico:

È nato a Capodimonte (Viterbo) il 10 agosto 1924

1936 Albano Laziale: aspirante

1940 Torre del Greco: ingresso noviziato – 1° vestizione

1941 primi voti temporanei

1949 25.08 - primi voti perpetui - Roma

Studi superiori: Istituto magistrale: Albano

Laurea: Catania 1954 “Il maestro nel pensiero del de La Salle”

Studi di ascetica e mistica: Catania

1942: 18 anni, maestro a Catania: “bambino tra i bambini”

1943 - 45 guerra: Roma (da Catania: pericolo!)

1945 - 1955: Catania, anche S. Venerina (CE): Piccolo noviziato - insegnante a studenti che dovevano essere preparati al noviziato

1955 - 1956: Roma Casa Generalizia - Via Aurelia: 2° noviziato

ritiro di S. Ignazio: 1 mese: corsi formazione religiosa e approfondimento (l’anno prima del capitolo generale)

1957 - 1962 S. Venerina: insegnante lettere e vice direttore

1962: reclutatore aspiranti: dal visitatore, al centro (S. Giuseppe)

1963: Olzai: insegnante

1972: Olzai: direttore - professore

1981: preside di ruolo fino al 1990

1990-91: Castel Gandolfo: residenza 20.11.1990: maestro noviziato

1992: Terra Santa: da maggio alcuni mesi di preparazione a Gerusalemme

1992: inizio anno scolastico: Amman (Giordania)

All’inizio della scorsa estate l’ho incontrato, casualmente, dopo tanti anni, a Roma, al Colle la Salle.

Confesso che mi è tornato immediatamente in mente un desiderio sempre presente ma che, con la partenza ad Amman di fratel Paolino, avevo ormai disperato di poter realizzare.

La notizia dell'intervento all’anca e la necessità di una lunga convalescenza mi hanno spinto a proporre alla Giunta e al Consiglio comunale la possibilità di concedere la cittadinanza onoraria ed oggi eccoci qui!

Che dire? Il pensiero che si potrebbe esprimere nella immediatezza di questi attimi ci può essere ispirato da una pericope tratta dal racconto evangelico del quarto mistero della luce: bonum est nos hic esse - è bello per noi stare qui (Lc. 9,33).

È bello perché ci viene offerta l’occasione di soddisfare un debito che avevamo contratto con fratel Paolino in oltre 25 anni di “lavoro” che sarebbe più esatto definire “apostolato” soprattutto tra le giovani generazioni del nostro paese.

Non voglio tediarvi con un dettagliato quanto arido elenco delle innumerevoli iniziative da lui intraprese e portate a termine.

Un breve profilo l’abbiamo predisposto e consegnato ai più importanti quotidiani regionali e al settimanale diocesano “L’Ortobene” che hanno provveduto a pubblicarlo.

In questo intervento preferirei soffermarmi in modo particolare sulle motivazioni che hanno prima spinto e poi sostenuto fratel Paolino nel suo operare.

Noi tutti siamo consapevoli delle innumerevoli e talvolta quasi insormontabili difficoltà nei vari campi del nostro agire.

Svolgere la propria missione nel mondo del lavoro, nella scuola, tra le famiglie, coi giovani, perfino all'interno della comunità ecclesiale o religiosa, non è sempre semplice! Tutt’altro! Richiede disponibilità assidua, costante, ispirata da motivazioni profonde che la sostengano nell’impegno quotidiano. “Lavorare” animati da questo spirito giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno diventa difficile!

Che dire poi se non si esaurisce neppure dopo 25 anni? oltre un quarto di secolo?!

In questo sforzo fratel Paolino è stato animato da un sempre ricercato equilibrio, umano e cristiano, sperato e invocato e quotidianamente rinnovato.

Il suo apostolato è stato sempre contraddistinto per impegno nel respingere il “male” da sé e da quanti a lui si rivolgevano; nel compatire le debolezze umane, evitando sempre i compromessi e i conformismi di cui sono spesso impregnate le nostre azioni e le nostre scelte.

Forse è opportuno ricordare che il primo decennio della sua permanenza a Olzai ha coinciso con gli anni di quello che è stato da molti definito l’evento culturale più importante del ventesimo secolo: il Concilio Ecumenico Vaticano II, con le successive difficoltà di trasfonderne i contenuti più autentici nelle comunità ecclesiali e soprattutto nella più ampia diversità dei contesti sociali.

Erano anche gli anni roventi delle contestazioni studentesche e delle rivendicazioni salariali negli autunni caldi degli operai di mezza Europa. È da ricordare anche la Primavera di Praga. Nell’incessante succedersi di tanti eventi la prudente semplicità di fratel Paolino, sorretta dall’equilibrio che lo ha sempre contraddistinto, lo ha tenuto lontano dai miti e dalle illusioni che in quegli anni allettavano anche molti uomini di Chiesa.

E nei momenti di maggiore difficoltà non lasciava spazio ad alcuno segno di scoraggiamento, così come ostacolava attentamente ogni tentativo di penetrazione del vento dell’orgoglio sulla semplicità del suo animo, quando gli eventi erano a lui favorevoli.

La fedeltà alla vocazione religiosa non lo ha distolto dall’impegno nel “mondo”, anzi è stata proprio la totale fedeltà allo spirito del de La Salle a proiettarlo e sostenerlo non solo nel mondo della scuola, che era a lui più congeniale, ma anche nel mondo del volontariato, nell’impegno sociale e nel campo dello sport.

A questo proposito vi inviterei a considerare (e sorriderci su) come lui, che di calcio capiva ben poco, oserei dire quasi niente, sia stato tra i promotori, i fondatori e poi presidente del Gruppo Sportivo Olzai. Né posso tacere – e diversi “creditori” ancora oggi me lo ricordano – come riuscisse a convincere tanti a mettere a disposizione la propria auto per le trasferte, salvo poi “dimenticarsi” di rimborsare le spese per la benzina, per il semplice motivo che non poteva disporre di alcunché di proprio (anche perché il voto di povertà non glielo permetteva).

Mi sia permesso anche ricordare le lunghe giornate nelle “Colonie La Salle” a Capo Comino. Erano giornate intense di impegno e di apprensioni (non bisogna dimenticare i continui pericoli cui potevano andare incontro, nella spiaggia e soprattutto in acqua, i ragazzi che i genitori ci avevano affidato); giornate che iniziavano alle sei del mattino e finivano a notte inoltrata quando attorno al “cerchio” (dove convenivano anche molti turisti delle villette vicine), tra un gioco e un canto fratel Paolino recitava il consueto “Gloria Patri” cioè si appisolava con la solita frequenza e dopo aver ultimato le “poste”, ad un più brusco risveglio “decretava” che si deponessero le chitarre, cessassero le canzoni, ... si recitasse la preghiera della sera e ci si avviasse ai dormitori!

Ed ora non posso, pensando a Capo Comino, non ricordare con profonda commozione, colui che dal suo sorgere e fino a quando le forze lo hanno sostenuto, di Capo Comino La Salle è stato il custode fedele e puntiglioso: tutti voi avete capito che intendo riferirmi a fratel Roberto. Se qualche anno fa non fosse tornato alla casa del Padre, oggi senz’altro l’avremmo accomunato a fratel Paolino in questo grato riconoscimento.

Fratel Roberto è stato l'unico tra i figli del de La Salle ad aver operato nella sua missione ad Olzai per un periodo di tempo superiore a fratel Paolino!

La sua permanenza tra noi si è protratta per circa quattro decenni e ciascun Olzaese, in questo lungo periodo, ha potuto beneficiare, in qualche modo, del suo aiuto, del suo insegnamento: sempre del suo esempio, della sua testimonianza.

Completamente diverso da fratel Paolino nel temperamento, totalmente simile invece nell’impegno apostolico.

Vorrei proporlo al vostro ricordo col soprannome che gli avevano attribuito i ragazzi della colonia La Salle di Capo Comino: PUROSANGUE.

Ormai ultrasettantenne, si permetteva, poco più di vent’anni fa, di rincorrere, tra gli altri, due attuali consiglieri comunali (Corrias e Mereu) che, forti allora dell’agilità delle loro gambe, contravvenivano al divieto di sprecare l’acqua delle docce (scarsa anche allora).

E quando poi riferiva il “reato” e ne chiedeva, con “sanguigna” decisione l’esemplare punizione, a fratel Paolino non restava altro che prospettargli la possibilità di lenirne il “furore” con l’offerta di un bel cornetto che sempre fratel Roberto respingeva con sdegno, ma che alla fine riusciva sempre a "divorare" con malcelata avidità!

So, inoltre, che su fratel Roberto fratel Paolino aveva un sogno che per il momento non mi è consentito rivelare; sarà lui stesso, se lo riterrà opportuno, prospettarlo; altrimenti aspetteremo che i tempi siano più maturi!

Come ho detto prima, se si volesse parlare anche di brevi incontri con fratel Paolino, non si finirebbe più.

Per cui vorrei avviarmi a concludere proponendo qualche semplice considerazione.

Oggi il Consiglio comunale di Olzai conferisce a fratel Paolino la cittadinanza onoraria. Sono convinto che mai in passato, e lo dico non solo in riferimento a questo riconoscimento onorifico, la volontà della popolazione sia stata espressa con tanta pienezza (intendiamoci: qualche bastian contrario non manca mai! Magari dopo aver attinto dalla bontà e dalla disponibilità di fratel Paolino o dall’Istituto che rappresentava a piene mani!).

Se però noi andassimo a consultare l’anagrafe del nostro comune e ricercare il nome: fratel Paolino, possiamo state certi che non lo troveremo. Troveremo invece quello di Ercolani Pietro Paolo.

A questo punto ritengo che un’ulteriore considerazione sia d’obbligo.

Se ci soffermiamo a leggere la motivazione per cui viene conferita la cittadinanza onoraria troveremo che è per «l’assiduo e generoso impegno profuso per la formazione civile, culturale, sociale e religiosa della gioventù olzaese, in oltre venticinque anni di fecondo apostolato nella comunità dei fratelli delle Scuole Cristiane dell’Istituto Mesina di Olzai».

Sorge ora spontanea una domanda: “Ercolani Pietro Paolo avrebbe potuto compiere l’opera che ha compiuto se non fosse stato "fratel Paolino?”.

E ancora: “avrebbe potuto essere fratel Paolino se non fosse stata fondata da Giovanni Battista de La Salle una Congregazione religiosa che è quella dei Fratelli delle Scuole Cristiane?”.

Non vorrei essere frainteso! È vero che Olzai non ha gradito, anzi, ha quasi violentemente contestato la chiusura dell’Istituto Mesina.

Ciò comunque partendo da un presupposto unilaterale, senza cioè voler tenere conto della validità o meno delle motivazioni che hanno costretto i responsabili a giungere a questa drastica decisione. Ma forse non è questo il momento di insistere su questo argomento: sono certo che chi ha orecchi da intendere intenderà!

Concludendo mi piace pensare a fratel Paolino come ad un religioso che ha risposto con generosità alla “chiamata” di prestare la sua opera nel nostro paese. Opera non facile: ma non si è mai lasciato scoraggiare dalle numerose avversità; allo stesso tempo però, non si è lasciato esaltare dagli eventi favorevoli.

Ha pregato sempre, (come insegna un grande “dottore” della Chiesa) che l’unica, vera sua gioia fosse la fedeltà alla propria vocazione educativa e l’unica tristezza quanto da questo impegno avesse potuto allontanarlo o distoglierlo.

Nel suo apostolato ha lasciato perdere quanto riteneva transitorio, terreno; ha rivolto soltanto la sua attenzione a ciò che non si esaurisce nel quotidiano, ma che trova i suoi reali valori oltre la temporalità.

Nessuna gioia, nessun desiderio poteva soddisfare i suoi sforzi se non quando questi erano rivolti al conseguimento degli obiettivi delle sue iniziative nei vari campi dell’agire umano: civile, culturale, sociale, sportivo e, soprattutto, religioso.

La sua attività era talmente “frenetica” che quasi gli sembrava dolce ogni fatica pur di riuscire a conseguire i suoi scopi più nobili e nello stesso tempo non poteva che essere quasi privo di gusto ogni riposo in caso di insuccesso.

Pensando ai 25 anni di Olzai non possiamo non ammirare la semplicità del suo “obbedire”, anche e soprattutto quando ha dovuto lasciare il nostro paese, al quale, siamo certi, era fortemente affezionato. Ma abbiamo ammirato anche il suo personale distacco dalla ricchezza, senza ostentazione; la sua pazienza, sempre senza mormorazione; la sua umiltà, senza alcuna finzione; la sua allegrezza, senza però esagerazione o dissipazione

La sua sincerità singolare, senza mai alcuna doppiezza o superbia.

Ci piace ricordare il bene che ha fatto, sempre senza alcuna presunzione; i modi semplici di correggere chi sbagliava, sempre senza orgoglio, anzi edificando tutti con la parola e con l’esempio e senza simulazione.

E non possiamo non evidenziare la continua e attenta vigilanza per evitare che qualsiasi “curiosità” o ricerca di “novità” potesse distoglierlo dal suo impegno; ma anche la solidità dei suoi principi che nessuna sofferenza o ignominia poteva scalfire.

Alla luce di quanto detto, ora potrebbe essere doverosa un’ultima considerazione.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a fratel Paolino è senz’altro da ritenere un “fatto”, un “evento” culturale, almeno per noi, che tutti ci interpella.

Sono note a tutti le dolorose vicende che hanno afflitto il nostro paese in modo particolare nell’ultimo anno.

Non sono forse da attribuire a quel lento ma quasi inesorabile venir meno, in alcuni strati della nostra comunità, di quei valori di cui fratel Paolino si è sempre fatto portatore? E sono valori umani, non soltanto cristiani! Pazienza, prudenza, comprensione, giustizia, dialogo, pacificazione!

Se come abbiamo sottolineato in precedenza, la cerimonia odierna ha una qualche rilevanza culturale, non dovrebbe indurre, noi qui presenti per primi a fare un breve esame di coscienza? Partecipiamo a questa seduta quasi tutti i sindaci che si sono succeduti alla guida degli olzaesi negli ultimi trenta anni. Abbiamo sempre dato loro, a cominciare dai rapporti tra noi stessi, esempio di pazienza, o di comprensione, di dialogo o di pacificazione?

Penso che tutti ciascuno per la parte che gli compete, debba mestamente sollevare la destra e battersi con identica forza il petto, riconoscendo anche le proprie non sempre lievi responsabilità.

È quindi auspicabile che questa circostanza ci sproni tutti, amministratori e amministrati, ad un sincero sforzo di imitazione delle virtù, almeno di quelle umane, del nuovo compaesano.

A fratel Paolino rinnoviamo il nostro più sincero e sentito “grazie” per l’opera tra noi svolta nei suoi venticinque anni di apostolato.

Alla luce della realtà attuale non possiamo non guardare a quel periodo se non con profondo rimpianto.

Forse oggi abbiamo la possibilità di non contrarre debiti per le “trasferte sportive”, ma purtroppo ci rendiamo tristemente conto che sono scomparsi o, per lo meno, notevolmente affievoliti quei valori che, nonostante le inevitabili, umane difficoltà, ci sostenevano in quegli anni.

L’odierno conferimento della cittadinanza onoraria vuole quindi essere un pressante, se si vuole anche accorato invito a tutti gli olzaesi, in particolare ai più giovani, ad apprezzare ma soprattutto ad imitare le virtù e l’opera del “nuovo” concittadino.

Se poi la durezza della nostra cervice non ci consentisse di approdare a risultati soddisfacenti, non ci resta che rivolgerci a fratel Paolino perché, forte del nuovo vincolo che lo lega alla nostra popolazione, possa impetrare dall'Alto quei doni inestimabili della giustizia, della pace, concordia, serenità ...... che con le nostre sole forze, paralizzate dai nostri egoismi e dalle nostre deficienze culturali, non riusciamo ad ottenere.

FRANCESCO NOLI:

Caro fratel Paolino. Se oggi il sindaco volesse concedere la parola a tutti coloro che vorrebbero rivolgerLe un pensiero, credo che nessuno dei presenti si sottrarrebbe; molti lo faranno e pertanto bisogna imporsi di essere brevi.

D’altronde, chi guardando indietro nel tempo, e sono quarant’anni, non trova nella sua vita di olzaese momenti che si incrociano necessariamente con la storia dell’Istituto Mesina, con i Fratelli delle Scuole Cristiane e in particolare con fratel Paolino Ercolani.

Oggi il Consiglio comunale, a nome di tutta la comunità olzaese, Le conferisce la cittadinanza onoraria, ma Lei sa bene che in cuor loro tutti gli olzaesi la considerano da tempo, concretamente, effettivamente un loro concittadino.

Ed è immancabile che si pensi ancora con dolore al momento in cui tutti appresero che la sua missione doveva continuare altrove.

Io so per certo che è stata una sofferenza anche per Lei.

Lei sapeva bene che a Olzai c’era ancora molto da fare. Anzi, in quel tempo si era agli inizi degli anni Novanta, comparivano già all’orizzonte le prime ombre inquietanti che investivano soprattutto il mondo del lavoro e in particolare il futuro dei giovani. Una realtà la nostra che non poteva tener passo ai ritmi frenetici e congeniali ai processi dell’urbanizzazione e più in generale della globalizzazione.

E forse questo inarrestabile processo, oggi possiamo dirlo, ha influito anche sulle sorti del cuore pulsante di questa comunità, dell’Istituto, il nostro fiore all’occhiello, almeno in tutta la Sardegna centrale.

Ma io credo di ricordare bene, Fratel Paolino, anche perché personalmente ne porto con orgoglio una impronta indelebile, quale sia lo spirito e la missione dei Fratelli delle Scuole Cristiane “quella di procurare una educazione umana e cristiana ai giovani, specialmente quelli poveri”.

E Lei che è interprete genuino del mandato di San Giovanni Battista de La Salle, non poteva negare la Sua presenza tra i giovani poveri di Amman, in quella terra dove lo spettro della guerra è toccato con mano tutti i giorni. Sono certo, però, che anche ad Amman gli olzaesi sono sempre nel suo cuore.

Tornando ad Olzai avrà trovato certamente un paese diverso, molti non ci sono più, alcuni in particolare a Lei molto cari. I nuovi nati non sono altrettanto numerosi e, per giunta, già da piccoli crescono in altre realtà. Eppure per chi è rimasto o vi ritorna, è sempre triste passare lì davanti e non sentire il vociare dei ragazzi, il rimbalzare di un pallone, le note di un canto o la recita di una preghiera.

Era l’anno 1702, quando i Fratelli arrivarono in Italia. Trecento anni, cinquanta dei quali appartengono anche a Olzai.

Nell’offrirLe questa cittadinanza, ricordando anche fratel Roberto e fratel Riccardo, gli olzaesi coltivano forse un’illusione, o forse vogliono alimentare una speranza, quella di vedere, in qualche modo e in qualsiasi forma pulsare nuovamente quel cuore nel centro di Olzai e che il suo sangue vitale possa circolare ancora tra le vie, i vicoli, i rioni spesso malati di questo paese.

Da oggi, fratel Paolino, avrà un motivo in più per tornare!

VANNINO MEREU:

Carissimo fratel Paolino, inizio col dirLe che per me è un po' strano e, mi consenta, anche “emozionante” essere qui oggi tra le persone che istituzionalmente Le conferiscono la cittadinanza onoraria di Olzai. Anche se questa Le è conferita da tutto il paese di Olzai.

Sono stato fra quei ragazzi dell’ultima generazione di adolescenti che seguì in prima persona prima di partire nel 1989. Proprio ieri ricordavamo il momento esatto del nostro “ultimo abbraccio” all’Istituto Mesina con la sua 112 che se ne andava.

Mi vengono alla mente le varie esperienze vissute con i gruppi ACR, la domenica, i convegni zonali, il primo viaggio a Roma per vedere il Papa. Con il nostro cartello Olzai. Un cartello ormai purtroppo impolverato.

Ma come tanti ragazzi ricordo anche i campi scuola a Capo Comino, i soggiorni al mare. Bei tempi. Anche quando il fornitore di turno batteva cassa e c'era sempre la stessa risposta “la Provvidenza”. Pensavo che questa avesse un bel carnet di assegni in bianco pronti da compilare per permetterci di stare lì il più a lungo possibile. E come dimenticare i 50 posti letto che diventavano di colpo 90 per “rendere felice qualche bambino in più”. Ci dava le prime “responsabilità”. Ed era tanto.

Nei contatti avuti dalla Giordania ricordo sempre i suoi «saludami sa bidda». Così come la sua prima affermazione venerdì alle due al mio arrivo è stata «torramus a bidda» accompagnato dal «a 500 metros de altura bat Olzai, vidda de cultura».

Ora forse quel «torramus a bidda» ha più valore anche se credo che questa cittadinanza onoraria va ben oltre il pezzo di carta che la rappresenta

Spero sia il pretesto per tornare qua, di tanto in tanto. Per trovare e ritrovare la gente. Anche noi, quelli che chiamava amorevolmente «serboneddusu» che anche da grandi la ricordano sempre con affetto. Benvenuto compaesano!

GIOVANNI ANDREA MARCELLO:

Saluto tutti i presenti e fratel Paolino. È emozionante essere qui con tutto il paese a conferire con il cuore la cittadinanza a fratel Paolino che abbiamo sempre considerato nostro concittadino. I ricordi personali sono tanti, tutti emozionanti e importanti, momenti dell’infanzia vivaci e felici, momenti che ci hanno accomunati. Per noi fratel Paolino è stato non solo un maestro, ma un Padre.

Fratel Paolino mi ha insegnato l’umiltà e la socievolezza. E con lui ho fatto anche le mie prime esperienze professionali. Sono felice di questo conferimento di cittadinanza onoraria.

GIOVANNI MORISANO:

È doveroso salutare Fratel Paolino. È normale ricordare esperienze personali, tutti noi abbiamo ricordi legati a Fratel Paolino.

Io ricordo che ci ha portato per due volte a ballare in Continente. Ricordo il legame con mio padre con il quale aveva un buon rapporto. Purtroppo a Olzai rimane questa contraddizione: un rapporto personale certamente positivo con Fratel Paolino e vedere, invece, l’Istituto Mesina chiuso. Questa cittadinanza di fatto esisteva già, oggi la stiamo solo formalizzando. Speriamo che questo diventi un tassello per rivedere l’Istituto Mesina di nuovo vivo e cuore pulsante di Olzai.

GIOVANNI AGOSTINO PALA:

Sono orgoglioso di far parte di questo Consiglio comunale e, da aspirante della Scuola, felice di questo conferimento di cittadinanza onoraria. Anche per me i ricordi sono tanti ed emozionanti.

Fratel Paolino ha trasmesso a tutti qualcosa, a me ha trasmesso il senso dell’onestà. A fratel Paolino porto il saluto dei ragazzi degli anni 71/74.

CARMINE FALCONI:

Da ex collegiano, sono anch’io molto lieto di poter rivedere qui a Olzai fratel Paolino. Di Lui è stato già detto tutto, anche a me, come a tutti, ha lasciato tanto. Spero di poterlo rivedere anche quando questa Amministrazione ricorderà fratel Roberto.

Al termine degli interventi dei Consiglieri Comunali, il Sindaco, prima di procedere al conferimento della cittadinanza, invita coloro fra i presenti che volessero intervenire a prendere la parola.

Intervengono per salutare affettuosamente fratel Paolino don Albino Sanna, direttore dell’Ufficio Catechistico, il senatore Salvatore Ladu, fratel Giuseppe, il parroco di Olzai don Piu, gli ex sindaci di Olzai Franco Mussoni e Mauro Mattu, don Carta, Tonino Ladu (consigliere provinciale), Manlio Moro, Salvatore Murgia.

Tutti nei rispettivi interventi ricordano esperienze personali di vita legate a Fratel Paolino ed, allo stesso tempo, auspicano che possa ritrovare vita l’Istituto Mesina.

Al termine degli interventi, si procede alla cerimonia ufficiale del conferimento della cittadinanza onoraria.

Il Sindaco dà lettura della motivazione del conferimento e subito dopo

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

Unanime

DELIBERA

di conferire a Fratel Paolino della Congregazione Fratelli delle Scuole Cristiane San Giovanni Battista de La Salle al secolo Ercolani Pietro Paolo la cittadinanza onoraria di Olzai per l'assiduo e generoso impegno profuso per la formazione civile, culturale, sociale e religiosa della gioventù olzaese, in oltre venticinque anni di fecondo apostolato nella comunità dei Fratelli delle Scuole Cristiane dell'Istituto Mesina di Olzai.

Il Sindaco consegna, quindi, a Fratel Paolino la pergamena della cittadinanza onoraria.

Subito dopo interviene il Superiore della Scuola Fratelli Cristiani, Mario Presciuttini con un saluto al Consiglio ed a tutti i presenti ringraziando per le cose dette nel corso della riunione, consapevole che fratel Paolino porta ovunque il suo amore, la sua bontà e disponibilità.

Al termine interviene Fratel Paolino:

«Penso che debba dire poche parole dopo tante che sono state dette e che mi hanno ricordato gli anni passati a Olzai. Ringrazio il Sindaco ed il Consiglio comunale per questo gesto che non mi aspettavo perché comunque mi sono sempre considerato Olzaese. Mi sono subito considerato di Olzai ed ho lavorato come cittadino olzaese. Oggi dimostriamo l’alternarsi delle cose. Credo molto ai segni dei tempi e allora andiamo avanti con sicurezza. Provo molta emozione nel rivedere tanti ex alunni che si fanno onore in tutta la Sardegna. Mi farò portavoce per vedere realizzata una speranza. Bisogna avere rispetto delle idee. Nella terra dove sono ora ricordo tutti gli amici ed ora in modo particolare la cittadina di Olzai».

Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto.

Il Presidente (f.to Giovanni Moro) Il Segretario comunale (f.to Dr.ssa Teresa Gattu).

Certificato di pubblicazione. Il Segretario Comunale attesta, su conforme dichiarazione del Messo Comunale, che copia della presente deliberazione è stata affissa all'Albo Pretorio dal giorno 10.12.2002 dove resterà per giorni quindici consecutivi. Il Segretario Comunale (f.to Dr.ssa Teresa Gattu).

***

Trascrizione integrale della delibera comunale, con minime correzioni di alcuni refusi di stampa, a cura di Giangavino Murgia.

Per consultare la rassegna stampa dell’epoca inerente il conferimento della cittadinanza onoraria di Olzai a fratel Paolino Ercolani, vai al sito internet dell’Associazione culturale Kérylos di Olzai, aprendo questo LINK.

Giangavino Murgia

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