Quando Cervantes si fermò a Cagliari: storia della targa che ricorda l'evento

01/04/2018
Attualità
Condividi su:

Non tutti sanno che l'autore del celebre Don Chisciotte, Miguel De Cervantes, nel 1573 fece sosta in Sardegna prima di imbarcarsi per la Tunisia a seguito del grave infortunio subito durante la battaglia di Lepanto nei mari della Grecia. Quell'evento viene tuttora ricordato nella città di Cagliari con una targa commemorativa, apposta nel 1955 in Piazza Arsenale: ripercorriamo dunque le fasi salienti di questa storia.

Miguel De Cervantes: il Don Chisciotte ma non solo

Di Miguel De Cervantes conosciamo oggi in profondità opere e filosofia, ma anche virtù e passioni, come quella per il gioco del 21, antenato del blackjack, protagonista anche di un suo racconto, Rinconete y Cortadillo, contenuto nella raccolta Novelle Esemplari. Non meno importante è, però, dal punto di vista biografico la sua carriera militare, che nel corso degli anni l'ha portato a vivere avventure incredibili e situazioni poco piacevoli, come la perdita dell'uso della mano sinistra e la prigionia di cinque anni dopo l'assalto alla nave che avrebbe dovuto ricondurlo da Napoli alla Spagna.

In effetti, la vita di Cervantes fu tutt'altro che tranquilla e "meditativa", ma è stata anzi caratterizzata da numerose vicissitudini che l'hanno portato a svolgere diversi mestieri molto differenti da quello dello scrittore. Nato nel 1547 ad Alcalá de Henares, nel pieno del cosiddetto Secolo d'Oro spagnolo, ossia quello successivo alla scoperta dell'America in cui enormi ricchezze confluirono nella penisola iberica, Miguel de Cervantes si ritrovò sin da bambino a fronteggiare le difficoltà della vita, con una famiglia in continuo movimento.

Accusato senza prove di aver ferito in un duello il muratore Antonio de Sigura, Cervantes fuggì in Italia a 22 anni, evitando la condanna al taglio della mano destra, e qui visse al servizio del cardinale Giulio Acquaviva a Roma iniziando la sua formazione letteraria. A 24 anni, la vita di Cervantes fu stravolta da un altro importante evento, ossia l'ingresso come archibugiere sulla galea Marquesa della flotta della Lega Santa, chiamata a combattere gli ottomani per impedire l'invasione musulmana in Europa.

Cervantes in Sardegna: un evento ancora oggi commemorato

Fu proprio a seguito della battaglia di Lepanto e dell'infortunio subito che Cervantes raggiunse la Sardegna: la sua delegazione, infatti, si fermò nel golfo di Cagliari e proprio da qui ripartì alla volta della Tunisia per una nuova spedizione. La presenza in città di un personaggio così importante per la letteratura mondiale, sebbene in veste di militare, viene ancora oggi ricordata con orgoglio, tanto che l'Associazione Amici del Libro nel 1955 decise di installare una targa commemorativa in piazza Arsenale.

Posta nella parte interna di Porta Cristina, la targa tuttora ben visibile recita così: “Soldato della spedizione spagnola in Tunisia, Michele Cervantes giunse nel mare cagliaritano nel settembre 1573”. Un passaggio certo breve, ma che reca lustro al capoluogo sardo e alla sua vocazione marittima.

Da militare a scrittore: la nascita di un grande artista

Dopo aver affrontato spedizioni difficili, come quella citata contro gli ottomani e quella tunisina partita proprio da Cagliari, provato sia fisicamente che mentalmente Cervantes maturò l'idea di abbandonare la vita militare. Deciso a tornare in patria, nel 1575 si imbarcò su un'altra galea, che fu purtroppo colpita da due pesanti tempeste al largo della Francia e assalita dai pirati barbareschi guidati da Arnaute Mamí, che rapirono e imprigionarono l'equipaggio portandolo ad Algeri.

Vittima di un altro evento sfavorevole, Cervantes riuscì a tornare in Spagna dopo 5 anni, nel 1580, e qui finalmente iniziò a dedicarsi alla sua passione per la scrittura. Tra il 1582 e il 1583 pubblicò il suo primo romanzo, La Galatea, e nel 1584 si sposò con la giovane Catalina de Palacios, matrimonio finito dopo appena 2 anni.

Dopo questo breve periodo di apparente tranquillità, la vita di Cervantes continuò sospesa tra l'attitudine letteraria e situazioni poco piacevoli, come la carcerazione di 7 mesi a Siviglia con l'accusa di aver sottratto denaro alle casse pubbliche o il ritrovamento di un cadavere di fronte casa sua, per il quale fu immediatamente sospettato. A costruire la sua fama mondiale, fu tuttavia la sua opera maggiore, ossia il Don Chisciotte della Mancia, ideato probabilmente proprio durante il periodo in carcere e pubblicato per la prima volta nel 1605.

Romanzo rappresentativo della poetica di Cervantes, il Don Chisciotte fu seguito da altre importanti opere come le "Otto commedie e otto nuovi intermezzi" del 1615 e "I travagli di Persiles e Sigismonda", pubblicato dopo la sua morte avvenuta nel 1616. Disagio e voglia di scoprire che si intrecciano tra le pagine dell'autore spagnolo ancora oggi appassionano i suoi tanti ammiratori, che di fronte a una vita così particolare e movimentata non possono che apprezzarne il coraggio e la tenacia.

Leggi altre notizie su labarbagia.net
Condividi su: