La ricchissima cultura sarda ha lasciato un segno anche dal punto di vista del gioco e dell’intrattenimento. Sia adulti che bambini possono ancora sperimentare il divertimento dei giochi eterni che hanno fatto la storia dell’isola, fin da quando si viveva in maniera più rurale.
In questo articolo abbiamo raccolto alcuni dei giochi più interessanti della tradizione sarda, per non perdere le origini della nostra cultura e continuare a dare valore ad ogni aspetto della storia. Tra giochi di carte, giochi di legno e giocattoli fatti a mano vale la pena approfondire questo aspetto interessante del passato.
La Mariglia
Le origini della Mariglia sono in realtà spagnole del XVII secolo. Questo gioco di carte ha però sempre avuto un grande successo in Sardegna, tanto da avere il soprannome di “bridge sardo”. Non è raro vedere persone di ogni tipo sfidarsi tra loro. L'emozione di provare simili giochi può essere riscoperta anche online presso imigliori bookmakers non aams, su questi siti si possono trovare tutti i giochi di carte e anche quelli da casinò, oltre che le scommesse sportive.
Nella Mariglia si gioca a coppie, che si scontrano due contro due per raggiungere il punteggio. All'inizio del gioco si stabilisce con il mazziere qual è il punteggio finale, valore compreso tra 45 e 71. Il mazzo di carte utilizzato per questo gioco è solitamente quello sardo, oppure anche quello genovese più diffuso nella Sardegna del nord.
Gioco del Truco
Un po’ differente è il gioco del Turco, in cui è inclusa la possibilità di bluffare e usare strategie diverse. Questo gioco fu importato dal Sud America grazie a Serafino e Cosimo Cossu e Serafino Trogu, intorno al 1920. Tornati a Paulilatino (OR) dopo essereemigrati in Argentina, i tre hanno contribuito alla diffusione sempre maggiore del gioco, che sopravvive ancora dopo 100 anni di storia. Si gioca a squadre, con un mazzo di 40 carte e la dinamica principale prevede di saper capire se i compagni di gioco e gli avversari mentono o dicono la verità.
Sa Bardunfula e Su Barralliccu
Mentre i più grandi si sfidavano a carte, i bambini potevano godersi l’aria della campagna giocando con i più semplici ma divertenti giochi di legno. Sa Bardunfula era una semplice trottola di legno di ulivo con una punta di metallo. Ad essa era attaccato un filo di spago, che si teneva in mano dopo aver lanciato la trottola per farla girare il più possibile.
Un po’ diverso era Su Barralliccu, a metà strada tra trottola e dado. A girare su se stesso era un dado di legno con un perno al centro. Ogni faccia del dado aveva una lettera per segnalare le azioni del gioco: Tottu, Nudda, Mesu, Poni. Ad ogni lettera corrispondeva un’azione da compiere con la posta in palio di noci e nocciole. Con la lettera T si vinceva tutto, con la N niente, con la M la metà della posta e con la P si doveva aggiungere più posta.