
Una petizione con l’intento di chiedere regole più severe sul gioco d’azzardo in streaming: è l’iniziativa lanciata da alcuni spettatori con l’obiettivo di chiedere ai giganti responsabili delle principali pubblicità di obbligare i gestori a chiudere le dirette streaming dedicate al gioco d’azzardo. Ogni settimana, infatti, milioni di persone guardano dirette streaming: diversi grandi content creator hanno rifiutato le sponsorizzazioni dai gestori di tali siti, ma moltissimi altri, soprattutto streamer statunitensi, hanno accettato partnership redditizie addirittura da 4 milioni di dollari al mese.
La crescita della presenza del gioco d’azzardo su Twitch è stata rapidissima e, in un certo senso, inaspettata. Senz’altro hanno giocato un ruolo importante le restrizioni dovute alla pandemia, che hanno comportato un generale aumento nell’utilizzo della piattaforma da parte degli utenti, consolidando fortemente questa relazione: nei momenti di picco (soprattutto la sera) un singolo canale italiano fra i più popolari arriva a raggiungere decine di migliaia di spettatori in diretta e le cifre giocate superano con regolarità le migliaia di euro.
Ora, però, si ritiene sempre più preoccupante l’idea che piattaforme del genere utilizzino celebrità e content creator per attrarre i clienti, soprattutto i più giovani, ed è proprio questo il focus della petizione lanciata su Change.org. Un esempio di questa protesta è Alessandro Nannipieri, streamer toscano conosciuto sulla piattaforma come NanniTwitch, che ha ricevuto una di queste offerte di sponsorizzazione e l’ha rifiutata spiegando: “Si tratta di una scorrettezza etica e morale. Noi streamer non dobbiamo essere degli educatori o dei modelli d’esempio, però influenziamo il nostro pubblico e abbiamo dunque una responsabilità. Non avevo alcuna intenzione di sponsorizzare una malattia, ovvero il gioco d’azzardo, ho rifiutato tanti soldi, di fatto una pensione a vita, ma l’ho fatto con convinzione perché con la mia community ho un rapporto trasparente e diretto, loro non sono nickname ma persone reali che ho conosciuto anche di persona. Sapere di essere la potenziale rovina di queste persone e delle loro famiglie sarebbe stato schifoso a livello umano. Sarebbero stati dei soldi sporchi”.
Oggi il focus sul gioco d’azzardo è necessario, non solo per evitare che sfoci in una vera e propria malattia, ma anche per favorire ed esaltare i processi di informazione necessari in qualsiasi ambito. L’ultimo Comscore Snapshot riguarda la regione Eu5, composta da Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito e si focalizza nell’analisi dei siti web e delle app mobili in cui si possono trovare notizie sui videogiochi. I numeri degli utenti che visitano siti di informazione sui videogiochi sono più o meno simili a quelli che visitano siti in cui vi si può effettivamente giocare. Non si tratta dello stesso pubblico: in Italia, solo la metà di coloro che visitano siti di informazione visita anche quelli di giochi. Quasi il 60% degli utenti di siti di informazione analoghi ha visitato anche siti per giocare.