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OLZAI. Due ritratti inediti di Francesca Devoto a casa del maestro Carmelo Floris

Fino al 7 gennaio, l’occasione per ammirare quattro opere della pittrice nuorese e di altre artiste nate o vissute in Sardegna nel Novecento

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OLZAI. È ancora in corso a Olzai la mostra «Arte in rosa a Casa Floris» organizzata  dall’Amministrazione comunale con la direzione artistica di Marzia Marino.

La mostra – che riunisce quaranta lavori realizzati da ventidue artiste nate o vissute in Sardegna nel Novecento – è allestita nell’antica abitazione del grande maestro Carmelo Floris (1891-1960), su quelle «pareti delle stanze che gli avevano dato la pace della meditazione, la gioia dell’amore e l’esultanza dell’inspirazione (M. Delitala, 1960)».

Una rassegna interamente dedicata all’arte isolana al femminile, un omaggio a tutte le donne della Sardegna, in particolare alle leggendarie madri e spose di Barbagia. Come Maria Grazia Nonnis Floris (1867-1956), che ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di Carmelo Floris, rimasto orfano del padre Salvatore all’età di due anni, insieme al fratello minore e futuro medico Sebastiano (1893-1950). 

E proprio nella camera da letto della “Sennora Grazietta” – dove in una notte del dicembre 1956 Carmelo Floris «tenne fra le braccia la madre malata fino all'ultimo alito di vita» – sono temporaneamente esposte quatto splendide opere di Francesca (“Pupa”) Devoto (Nuoro 1912-1989): un olio su tela degli anni Trenta di dimensioni ridotte con il “Ritratto di Maria Vivi”, una delicata matita su carta del 1946 con un “Volto di donna” e altri due notevoli ritratti inediti provenienti da collezioni private: “Le due sorelle” “Ritratto di giovinetta”.

 

Francesca Devoto: una grande ritrattista stimata anche da Carmelo Floris

L’artista nuorese, che apprende l’arte pittorica nello studio fiorentino di Nerina Simi (1890-1987), inizia ad esporre nel 1935 in occasione della VI Mostra del Sindacato fascista delle Belle Arti e l’anno successivo, a soli 24 anni, tiene la prima mostra personale nella Galleria Palladino di Cagliari, esponendo cinquantasette lavori.

Fino ai primi anni Sessanta partecipa a diverse collettive, ma allestisce solamente due mostre personali (l’ultima nel 1948).

Dopo la morte del grande amico Giovanni Ciusa Romagna (1907-1958), decise di ritirarsi dalla scena culturale, senza mai abbandonare l’attività pittorica.

Artista molto raffinata, amava dipingere in solitudine, soprattutto ritratti a olio e carboncino, ma anche nature morte e paesaggi.

Pittrice universalmente stimata, godeva dell’ammirazione di diversi artisti, compreso Carmelo Floris, che aveva sempre apprezzato i ritratti realizzati dalla più giovane collega nuorese. 

Dalla scomparsa della Devoto nel 1989 fino ad oggi, sono state organizzate due  retrospettive postume: nel 1996 nella Galleria comunale d’Arte di Nuoro e nel 2015 al Teatro Civico di Castello di Cagliari. Nelle altre mostre collettive allestite a Bosa, Cagliari, Gavoi, Nuoro e Oliena, era stato esposto un numero molto limitato di opere, ormai introvabili e mai inflazionate nel mercato dell'arte.

Un altro motivo per organizzare fino al prossimo 7 gennaio una visita al Museo Carmelo Floris di Olzai e ammirare le opere della mostra «Arte in rosa a Casa Floris».

 

Gli inediti di Francesca Devoto esposti a Olzai: “Le due sorelle” e “Ritratto di giovinetta”

«Nei due inediti esposti a Olzai – ha evidenziato Marzia Marino l’artista nuorese, messa da parte l’indagine ossessiva degli interni domestici, si concentra sui soggetti ritratti.

Il realismo impietoso con il quale rappresenta Le due sorelle, nel grande olio non datato ma attribuibile agli anni Quaranta, si serve di un punto di vista ravvicinato e di una luce artificiale che rende vivo e sincero il senso della loro realtà umana, hic et nunc.

La dimensione spaziale viene, invece, completamente annullata nel più tardo Ritratto di giovinetta, nel quale il soggetto raffigurato è ora sospinto entro uno sfondo neutro e ravvicinato. Come di consueto, la Devoto non indugia nella descrizione dell’abito: gli unici elementi decorativi sono gli orecchini pendenti di corallo e il tocco di rosso sensuale che infiamma le labbra, mentre l’attenzione dell’osservatore è catalizzata tutta sullo sguardo vigile e fortemente espressivo della giovane donna che ne svela l’essenza più intima. 

Un’occasione dunque conclude Marino  per approfondire la conoscenza di questa artista e ammirare tutti i lavori presenti nella magnifica cornice della casa museo Carmelo Floris».

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