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Un pezzo di Barbagia a Roma al Festival del Cinema

Nel film "Capo e croce, le ragioni dei pastori"

| di Redazione
| Categoria: Arte
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I pastori Tore Concas e Priamo Cottu

C’è anche la Barbagia, nel film "Capo e Croce, le ragioni dei pastori"  che in questi giorni è stato presentato al Festival del Cinema di Roma nella sezione Prospettive doc Italia (sezione che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema documentario italiano). Protagonisti i pastori e la pastorizia al giorno d'oggi in una regione, la nostra, che deve molto all'allevamento degli ovini. Con la regia di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani è stato girato tra il 2010 e il 2013, periodo durante il quale è stata seguita la nascita del movimento pastori sardi, il famoso sbarco a Civitavecchia e le ormai note manganellate, contro chi voleva solamente manifestare  in maniera pacifica. E’ in bianco e nero il film, una scelta che è stata non casuale, ma che vuole concentrare l’attenzione sulla realtà agropastorale di un’ isola che al contrario è tanto declamata solamente per i suoi colori. “La pecora ha fatto in modo che il mio paese si sviluppasse e crescesse” afferma Tore Concas, ovoddese. “Al posto della lastra che sta allì’inizio del mio paese dove c’è scritto “Paese del Pane” io ci metterei una pecora in granito”. Priamo Cottu invece, ollolaese, nel trailer dice che “bisogna che noi pastori ci rassegnamo a non prendere uno stipendio soddisfando solamente il nostro fabbisogno alimentare”.

Sotto il trailer.

Redazione

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