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Le imprese culturali come leva per lo sviluppo

Se ne parla in un convegno venerdì 24 gennaio a Nuoro

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Non solo musei, biblioteche e siti archeologici ma anche case editrici, emittenti televisive, radio e web-tv, studi di grafica e musica, moda e artigianato artistico, festival di letteratura  e studi di produzione di software: nell’ambito del settore culturale si muovono una miriade di attività imprenditoriali, spesso fortemente orientate all’innovazione. L’industria culturale agisce poi da interessante leva di sviluppo per il settore turistico e le produzioni tipiche tra cui l’agroalimentare. Sono questi i temi al centro del convegno “Cultura e impresa. Come dare una scossa all’economia” promosso da Confindustria e in programma il prossimo venerdì 24 gennaio a Nuoro all’auditorium della CCIAA a partire dalle 9. Tema della giornata le potenzialità dell’industria culturale, tra i settori strategici indicati nel “Progetto per la Sardegna centrale e le sue zone interne”, proposto da Confindustria ai candidati alla Presidenza della Regione.

L’iniziativa sarà l’occasione per far il punto sullo stato del settore in provincia di Nuoro dove si contano di 1500 imprese culturali con un totale di 2700 occupati e 106 milioni di valore aggiunto prodotto. L’impressione è che i numeri ufficiali registrino soltanto una parte della fertile e vivacissima realtà nuorese dove vanno avanti, spesso sottotraccia, tante esperienze e attività legate al settore culturale e creativo. In molti casi si tratta di iniziative innovative e che hanno tutti i requisiti per essere canalizzate verso le forme dell’impresa. Le prospettive di crescita del settore sono significative, soprattutto se si considera il potenziale in termini di offerta turistica e promozione e attrattività  del territorio. Eppure, nonostante la consistenza del patrimonio di beni e di aziende culturali nel territorio, non mancano le difficoltà: dall’assenza di un coordinamento unitario dell’offerta culturale all’ancora fragile integrazione tra le attività culturali dell’interno e l’industria turistica delle coste. Restano ancora debolissime e marginali le forme di partenariato tra pubblico e privato, che invece andrebbero sostenute e incentivate. Per questo riteniamo prioritario rendere operativo il distretto culturale nuorese, un importante strumento di coordinamento per sostenere la filiera e promuoverne l’integrazione con il turismo e altre fette dell’economia. Tutti temi su cui durante il convegno faremo alcune proposte operative.

Interessanti spunti di riflessione arriveranno il 24 gennaio dal vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, Alessandro Laterza, amministratore delegato della storica casa editrice barese. Insieme a Laterza, tra i relatori anche il sindaco di Nuoro, Sandro Bianchi, il presidente dell’ISRE, Bruno Murgia e il professore dell’Università Cattolica di Milano, Antonello Menne, esperto di distretti culturali. Parteciperanno anche i giornalisti Tonio Pillonca dell’Unione Sarda e Pier Luigi Piredda della Nuova Sardegna. Un ampio spazio sarà dedicato alle testimonianze delle imprese del settore, tra cui la casa editrice Ilisso, la sartoria Modolo di Orani, l’Acquario di Cala Gonone, l’Associazione La Strada del vino cannonau di Nuoro e l’Isola delle Storie di Gavoi. Interverranno anche il presidente della CCIAA di Nuoro Agostino Cicalò e il presidente Piccola Industria di Confindustria Sardegna, Giovanni Bitti.
 

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