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MAMOIADA. Il depuratore funziona: a comprometterne l'operatività sono gli scarichi abusivi

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Il depuratore di Mamoiada funziona regolarmente: a condizionare l’operatività dell’impianto sono gli scarichi abusivi di attività legate alla lavorazione di prodotti caseari e alle attività vinicole per le quali Abbanoa ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica. Con un’ordinanza di questi giorni il Tar Sardegna ha sospeso la revoca dell’autorizzazione allo scarico da parte della Provincia di Nuoro. Il Gestore unico ha dimostrato che a causare le criticità non erano carenze strutturali o la gestione, ma bensì eventi eccezionali in determinati periodi dell’anno legati a determinate attività produttive (autorizzate all’esercizio e non). I Giudici amministrativi hanno quindi sospeso l’efficacia di una determina di maggio firmata dal dirigente del settore Ambiente che bloccava la possibilità di  scaricare i reflui urbani trattati nel rio Maramele.

Pericolo scongiurato. Abbanoa, rappresentata dall’avvocato Antonello Rossi, ha contestato il provvedimento sottolineando la corretta operatività del depuratore. Gli effetti del diniego della Provincia, tra l’altro, sarebbe stato gravissimo per l’ambiente come sottolineato dagli stessi giudici amministrativi nell’ordinanza: “Sussiste un danno grave e irreparabile che conseguirebbe dalla disattivazione dell’impianto”, viene riportato nel provvedimento. Per questo motivo il Tribunale ha sospeso il provvedimento.

Scarichi abusivi. In tutta l’Isola Abbanoa ha dovuto far fronte a una vera emergenza: nei depuratori sono finiti addirittura scarti di macellazione. Nelle zone a più alta produzione di prodotti caseari (autorizzati all’esercizio e non) i danni maggiori sono stati causati dalle rimanenze liquide oleose del processo di trasformazione del latte. Notevoli sono anche i danni prodotti della lavorazione delle olive. Infine la vinificazione: dal Nord al Sud dell’Isola gli impianti Abbanoa sono stati letteralmente inondati da fiumi di residui della lavorazione delle uve. Senza contare gli scarichi di oli minerali (oli di macchina) o gli idrocarburi liberamente rilasciati nelle fognature (relativi per esempio ai lavaggi delle cisterne dei condomini) oppure, ancora, i residui di vernici (carrozzerie). Tutti inquinanti che impattano sul normale funzionamento degli impianti di depurazione.

Le autorizzazioni. Per quanto riguarda gli episodi verificatisi a Mamoiada, Abbanoa ha già presentato una denuncia alla Procura della Repubblica e promosso col Comune un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei produttori. In base alla tipologia di attività, le aziende sono obbligate a installare alcuni strumenti di pretrattamento nei propri scarichi, come degrassatori o disoleatori. Grassi e oli esausti in massicce quantità hanno effetti devastanti sui depuratori e il rischio per l’ambiente è altissimo. Non a caso la legge ha previsto sanzioni penali (chi ha sistemi differenti di raccolta degli inquinanti come vasche asettiche o trucciolato assorbente è comunque tenuto a comunicarlo).

I danni. Nella “migliore” delle ipotesi gli scarichi abusivi creano un sovraccarico degli impianti, nei casi più frequenti  possono essere addirittura inibitori del processo depurativo. In Provincia di Nuoro, tra i depuratori per i quali sono stati segnalati alle autorità competenti scarichi non autorizzati tra il 2015 e il 2016 figurano, oltre a Mamoiada (caseificazione e vinificazione), anche Oliena (caseificazione e vinificazione) e Dorgali (caseificazione e vinificazione).

 

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