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Ieri si è svolto il funerale dell'artista sarulese Armando Cheri

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Si è svolto ieri a Favaro, in Veneto, la cittadina dove risiedeva da tempo con la sua famiglia, il funerale dello scultore sarulese Armando Cheri, mancato improvvisamente a soli 55 anni. 

Nato a Sarule nel 1962, finanziere in pensione, ha declinato nelle forme delle sue opere l'amore per la sua Sardegna, dove tornava spesso per trovare ispirazione per la sua grande passione. Passione che lo ha portato a calcare i palcoscenici artistici più rinomati, arrivando ad essere riconosciuto come uno degli scultori più apprezzati. 

 La sua biografia sul sito internet pone come data della sua consacrazione nel variegato mondo artistico italiano il 2013 che "porta Armando all'attenzione del pubblico più esigente con la personale al Chiostro del Bramante in Roma, dal 09 aprile all'8 maggio, in contemporanea con la Grande mostra dei Brueghel “Le meraviglie dell´arte Fiamminga”, con la successiva personale nella sala Costantini del Museo Archeologico di Fiesole". Attorno a lui gravitano grandi personaggi, critici e artisti infatti "le due mostre erano accompagnate dal catalogo “La materia avvertita”, edito dalla Giorgio Mondadori e curato dal luminare dell’arte professor Giovanni Faccenda. - Inoltre, si legge nel testo - Cheri è presente nel catalogo generale dell´Arte moderna n°49, con due pagine nell´inserto dell’Arte plastica. Tra gli artisti con i quali ha esposto nelle varie mostre collettive ama ricordare Pomodoro, Minguzzi, Bodini, Blandino, Consagra, Conservo, Schiavocampo, Maraniello, Mazzotta, Polver, Cassani, Balena, Benevelli, Festa, Ghinzani, Giannotti, Ramous, Azuma, Balderi, Riva, Piemonti, Quagliotti, Spagnolo, Vicentini, Zazzeri, Marchese, Scimeca e molti altri ancora".

Inoltre è lui l'autore dell'opera Monumento alla Pace a Venezia, nell'area di fronte a piazzale Zendrini. Grande costernazione nel suo paese di origine che lo ricorda per la sua grande umiltà e capacità di cogliere l'essenza vera delle forme della natura, dalla quale traeva ispirazione per le sue opere. 

 

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