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Il gioco in Barbagia: la passione per le slot è ancora forte

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La recente approvazione, da parte del Consiglio regionale, del Testo Unificato in materia di contrasto ai disturbi da gioco d’azzardo riaccende il dibattito relativo a questa forma di intrattenimento che in Italia sta vivendo un periodo di grande successo e sviluppo.

I dati presenti nel Libro Blu 2017, pubblicato dall’Agenzia Dogane e Monopoli, evidenziano come tra il 2016 ed il 2017, la raccolta complessiva dei giochi sia passata da 96,1 miliardi di euro a 101,8 miliardi di euro, confermando una tendenza alla crescita che ormai si ripete da anni. In Sardegna, invece, il mercato ha subito una contrazione rispetto alla raccolta, passando da 1,663 miliardi di euro nel 2016 a 1,644 miliardi nel 2017. Entrando più nel dettaglio delle forme di intrattenimento verso le quali vengono rivolte le preferenze degli italiani, le statistiche di ADM evidenziano come se da un lato la raccolta della rete fisica è rimasta quasi invariata nel 2017, quello che è cresciuto notevolmente è il settore del gioco a distanza, cioè quello dei siti di scommesse e dei casinò online.

Sono molti i fattori che incidono sulla crescita del gioco via internet e che contribuiranno anche nei prossimi anni a far sviluppare il settore. Da un lato vi è il costante sviluppo tecnologico che rende i casinò online sempre più facilmente accessibili – si pensi ad esempio alla proliferazione dei casinò per cellulare – dall’altro vi è la convenienza di poter ricevere promozioni speciali, come ad esempio i bonus senza deposito 2019, che stanno già facendo la loro comparsa nei siti dei maggiori operatori e che consentono agli utenti di divertirsi anche gratuitamente. A questi aspetti si aggiunge il fatto che il gioco online legale è reperibile senza limitazioni di orario o di localizzazione, due elementi sui quali agiscono spesso le restrizioni imposte dalle leggi regionali.

Questo è quanto accade anche con il Testo Unificato approvato dalla regione Sardegna, che introduce il divieto di installare apparecchi slot a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Le licenze attualmente in vigore saranno valide ancora per 5 anni, ma nel 2024 gli esercizi che ospitano slot machine saranno obbligati a dismetterle, nel caso si trovino entro il raggio d’azione del distanziometro. Il provvedimento crea chiaramente una certa preoccupazione tra gli operatori. La paura maggiore è quella di soccombere alla concorrenza posta dai migliori casino online 2019 e dal mondo del gioco online in generale, che come abbiamo visto sta già sviluppandosi ad un ritmo eccezionale.  

Lo scopo della normativa regionale è quello di agire in modo concreto e rapido nella riduzione dell’offerta di giochi allo scopo di arginare il fenomeno dell’azzardopatie. Grazie al milione 380 mila euro messi a disposizione dal Ministero, la Sardegna avrà la possibilità anche di pianificare interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da dipendenza da gioco.  

Il provvedimento coinvolgerà anche i comuni della Barbagia per i quali, grazie allo studio commissionato da Gedi a Visual Lab, abbiamo a disposizione dati relativi sia al numero di apparecchi sul territorio che alla spesa pro-capite. Poiché questo è il secondo anno consecutivo che Visual Lab monitora il mercato del gioco, possiamo anche confrontare i dati del 2017 con quelli del 2016 e vedere come si è evoluto il mercato nel territorio, come per comune:

- Gavoi: nonostante il numero delle slot sia rimasto invariato, nel 2017 la spesa è salita a 291€ pro-capite, pari ad un +14% circa.

- Lodine: a Lodine si è invece registrato il fenomeno opposto, la spesa è scesa a 615€ (-19.50%) mentre gli apparecchi si sono ridotti di una sola unità.

- Ollolai: anche questo comune si è dimostrato virtuoso nel 2017, riducendo la spesa pro-capite del 15,87% ed eliminando ben 4 slot.

- Olzai: anche con un apparecchio di gioco in meno nel comune, ad Olzai la spesa pro-capite è cresciuta passando da 183€ a 199€.

- Oniferi: con tre macchine da gioco in meno rispetto al 2016, gli oniferesi hanno giocato di più spendendo a testa 657€, contro i 642€ dell’anno precedente.

-Ovodda: anche in questo comune, la riduzione degli apparecchi di gioco non ha contratto la spesa, anzi, quest’ultima ha registrato una crescita del 27,36%.

- Sarule: come è accaduto per il comune di Ovodda, anche a Sarule cresce la spesa pro-capite che raggiunge quota 856€ e si riducono gli apparecchi, che passano da 28 a 22.

- Tiana: il numero di apparecchi è rimasto invariato nel 2017, ma la spesa è salita a 915€ pro-capite, contro i 771€ del 2016.

Dalla breve rassegna qui sopra non emerge un quadro omogeneo che possa sostenere una chaira correlazione tra numero di apparecchi e spesa, risulta quindi difficile dire se la le misure previste dal Testo Unificato avranno effetti concreti sulla contrazione della domanda. Gli anni prossimi saranno quindi determinanti per valutare l’efficacia del distanziometro nel contrasto al gioco d’azzardo patologico.

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