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La difficoltà dei consulenti del lavoro, costretti ad operare in situazione di emergenza ma con strumenti vecchi

| di Il Presidente Dott. Giuseppe Oggiano
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Scrivo la presente nota stampa, nella mia qualità di Presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Sassari, per rappresentare la grave situazione, nella quale i Liberi Professionisti delle materie economiche, e in special modo, i Consulenti del Lavoro, si trovano e sono costretti ad operare, tra mille difficoltà operative, che quotidianamente incontriamo a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legge 18/2020: la scelta del Governo di finanziare la Cassa Integrazione emergenziale “COVID-19”, inserendo le risorse disponibili sulle varie gestioni dell'Inps, ci costringe a presentare una molteplicità di domande differenti, caso per caso, ma che sono accomunate, invece, dalla stessa uguale situazione per tutti, che qui di seguito verrà meglio spiegata. Infatti, gli strumenti a disposizione sono ancora strutturati con vecchie procedure amministrative, che nulla hanno a che vedere, con una situazione di emergenza, come quella del COVID 19, e che prevedono: – una fase di presentazione della domanda di interventi dell'Istituto di riferimento da parte del datore di lavoro, stimato mediamente in un tempo di lavorazione di 20 giorni, con l'obbligo di procedure di consultazione sindacale; – una fase di analisi amministrativa delle domande, da parte dell'Ente ricevente, stimato in altri 60 giorni, aggravata dal fatto che le strutture non potevano prevedere l'afflusso contemporaneo di milioni di richieste; – una fase di gestione del sistema di pagamento ed eventuale erogazione diretta al lavoratore, stimato in altri 60 giorni, sempre aggravata dal fatto che le strutture non potevano prevedere l'afflusso contemporaneo di milioni di richieste. Sarebbe stato, invece, più produttivo e veloce creare un unico ammortizzatore sociale emergenziale, così come indicato dalla nostra Presidente Nazionale Marina Calderone, in una lettera inviata in data di ieri, al Presidente del Governo Giuseppe Conte, e proposto nel documento presentato al Senato con le osservazioni sulla conversione in legge del Decreto Legge 18/2020, che avrebbe raggiunto l'obiettivo di pagare i primi sussidi entro il 15 Aprile, come promesso dal Governo! Ciò, invece, con la procedura amministrativa di cui appena sopra non sarà possibile e i lavoratori non riceveranno i sussidi nei tempi promessi, nonostante l'enorme sforzo profuso dai Consulenti del Lavoro, i quali, nonostante il periodo di quarantena forzata, e per giunta lavorando anche da casa ed a volte con mezzi di fortuna, non hanno mai fatto mancare il loro supporto e sostegno professionale alle Aziende, nostre clienti, e conseguentemente, agli stessi lavoratori. Inoltre, ad oggi, non risulta ancora pubblicato l'accordo con le parti sociali per la Cassa Integrazione in Deroga, con conseguente impossibilità, per i Consulenti del Lavoro, di presentazione delle domande e di tutto quello che ne consegue ..... - Abbiamo troppo rispetto per le Aziende e i lavoratori assistiti, per i loro bisogni, per le difficoltà e per il dramma che tutti noi stiamo vivendo, per non dare il meglio del nostro contributo..... . Nulla, però, si dice sul fatto che le Aziende, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno la liquidità necessaria per far fronte ad un eventuale anticipo delle prestazioni di Cassa Integrazione, perché non hanno riserve di denaro e andavano avanti con gli incassi sui quali, oggi, non possono fare affidamento, a seguito della chiusura imposta dal nostro Governo, per combattere la diffusione dell'epidemia. Il dichiarare che, il 15 del mese di Aprile, verranno corrisposti gli stipendi ai dipendenti, alla luce di quanto appena sopra descritto, sembra una vera e propria utopia ed ingenera false illusioni nella popolazione, che, da una parte, è preoccupata per la propria salute e per quella dei suoi cari, ma dall'altra, è preoccupata per la situazione economica sua e della sua famiglia. E' giusto, quindi, che vengano fornite corrette informazioni sulla reale attuale situazione, al fine di poter trovare, tutti insieme, soluzioni, più giuste e più rapide, per poter uscire da questo dramma sanitario, che, a breve, rischierà di trasformarsi anche in dramma economico. I Consulenti del Lavoro non si tireranno indietro e faranno, come sempre hanno fatto, la loro parte, ma chiediamo, con grande forza, di essere messi nelle giuste condizioni di poter operare in favore delle Aziende nostre assistite, che costituiscono il tessuto sociale della nostra realtà, e dei loro dipendenti e delle loro famiglie, senza fare proclami e promesse che, ad oggi, non potranno essere mantenute.

Il Presidente Dott. Giuseppe Oggiano

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