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OLLOLAI. Firmato un accordo per spianare la strada alla formula della cooperativa di comunità

| di Michela Columbu
| Categoria: Attualità
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Dopo l’iniziativa amministrativa locale che ha portato nel paese di Ollolai diversi progetti, a partire dalle case a un euro e quindi i rapporti con gli olandesi, e per ultima l’alleanza con la città di Olbia per cercare di far ripartire il turismo delle zone interne e costiere, arriva nella Capitale della Barbagia la possibilità di conoscere da vicino la formula della cooperativa di comunità. Due giorni fa a Cagliari, il Municipio, rappresentato dal primo cittadino Efisio Arbau, ha firmato con i rappresentanti di Legacoop, rappresentata dal Presidente Claudio Atzori, un protocollo d’intesa per dare modo agli ollolaesi, in maniera completamente gratuita, di capire le dinamiche di una formula economica che in altre piccole realtà della penisola ha rappresentato un’àncora di salvezza per il mantenimento di servizi e professioni fondamentali per la vita di una comunità. Celebre è l’esempio di Succiso, modello contro lo spopolamento studiato in tutto il mondo. Il piccolissimo paese sull’Appennino Tosco Emiliano, nel 1991, contemporaneamente alla chiusura dell’ultima attività commerciale, ha dato avvio a una cooperativa di comunità, grazie alla quale la popolazione ora dispone di tutti i servizi e prodotti e ospita fino a 14 mila turisti all’anno. Si tratta di una formula che fa leva sul capitale umano. "Mette a sistema tutte le attività, le professionalità e le istituzioni presenti nella comunità - spiegano da LegaCoop - rispondendo a una esigenza di mutualità". Lo scopo primario è infatti il benessere della comunità stessa in maniera stabile e duratura. Fondamentale sarà quindi la parte della formazione: il ruolo di Lega Coop è infatti necessario per portare alla portata del paese gli strumenti necessari per avviare una cooperativa di comunità e poter quindi gestire tutti i meccanismi necessari alla rivitalizzazione di servizi e processi produttivi. Puntare sulla cooperazione quindi, come la recente esperienza che a Ollolai, dall'autunno scorso, ha dato avvio a un'associazione di pastori la cui intenzione, oltre a quella di fare squadra, è di diversificare l'offerta dei prodotti agroalimentari. Con l'unione hanno quindi sperimentato positivamente che la carne di pecora, solitamente di scarto ma non per questo qualitativamente inferiore, può invece adattarsi per la produzione di una serie di prodotti nuovi e non presenti sul mercato. Il tutto accompagnato da un marchio identitario che risponde al nome di Ollolai, conosciuto grazie alla grande pubblicità gratuita arrivata con case a un euro, e da un simbolo definito, identitario, barbaricino. Anche la gestione della agenzia della casa, che dovrà occuparsi della domanda e offerta immobiliare, rientrerà in questa formula di gestione congiunta e comunitaria che permetterà appunto alla comunità di gestire le numerose potenzialità emerse e metterle a sistema, ribaltando la formula economica che condanna i piccoli centri all'assenza di servizi.

Michela Columbu

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