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Il sindaco di Gavoi: "E' facile avere delle belle ricette e sbandierarle".

Nanni Porcu risponde alle accuse lanciate dal presidente dell'Anp Bachisio Porru.

| di Michele Arbau
| Categoria: Attualità
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L'Istituto Carmelo Floris di Gavoi

“Dopo aver letto l’intervista del professore Bachisio Porru mi sento più sollevato”. Il sindaco di Gavoi Nanni Porcu, chiamato in causa dal presidente dell’associazione dei presidi sardi in un intervista rilasciata domenica all’Unione sarda (vedi sotto l’articolo), ribatte colpo su colpo alle accuse.
 

Porru dice che voi Sindaci e Provincia ragionate “esclusivamente con la logica campanilistica di salvaguardia dell'esistente, incapaci di opporvi alla deriva demografica con un nuovo, razionale modello di rete scolastica”.
“Ho letto attentamente le dichiarazioni del professore. La prima cosa che ho pensato è che abbiamo fatto bene. Le sue dichiarazioni rafforzano la scelta di accorpare il Floris al Ciusa di Nuoro. Perché, come tra le righe dice lo stesso Porru, si voleva scorporare il nostro istituto in tre tronconi e accorparlo a tre Istituti nuoresi diversi. Questo sarebbe significato l’indebolimento e la conseguente chiusura del nostro Istituto. Noi, date le condizioni che non ci lasciavano altri margini di scelta, abbiamo optato per la soluzione più conveniente: mantenere uniti i nostri corsi e affiliarli ad un solo Istituto. Avevamo capito che volevano chiudere il Floris scorporandolo e dividendolo, Porru domenica l’ha esplicitato”.
 

Si però il presidente dei presidi sardi vi dice chiaramente che presi dalle logiche di salvare il vostro orticello non siete stati in grado di prospettare un nuovo “modello educativo in base alla distribuzione demografica della Sardegna”.
“Intanto chiariamo una cosa: Bachisio Porru, persona che conosco e stimo, in questo contesto non parla da preside ma da politico, perché non compete all’Anp trattare di questi argomenti. Poi per quanto riguarda questa sua affermazione in parte la condivido. Io ho dato e do la disponibilità per fare un ragionamento territoriale. Bisogna essere realisti e chiedersi: siamo sicuri che se riuscissimo a unire e coordinare tutti gli Istituti del territorio fino al Mandrolisai, avremmo i numeri per essere a norma con i parametri imposti dalla Regione? Forse per l’Istituto comprensivo, sicuramente no per le superiori".
 

E allora, che fare? Direbbe qualcuno.
"Ci stiamo già muovendo in questo direzione. L’assessore provinciale all’Istruzione, competente in materia, sta cercando interlocuzioni con i Comuni del territorio, per poi andare uniti in Regione e chiedere di cambiare i parametri assurdi esistenti ora. Insomma rivendicheremo le specificità territoriali. Dice bene in questo caso il professor Porru, a Cagliari hanno numeri diversi dai nostri. Purtroppo però la Regione, che ci avrebbe dovuto guidare, è latitante".
 

L’ex sindaco di Olzai non è meno tenero quando sostiene che con i soldi che spendete per  salvare l’accorpamento delle classi create “un grave danno erariale”.
"Se questi sono i danni erariali vorrei commetterli sempre. Lo dica ai genitori degli alunni delle pluriclassi che stiamo buttando i soldi.  Negli anni scorsi siamo intervenuti come Unione dei Comuni, consci di non risolvere il problema ma di alleviarlo. Questa è la realtà nei nostri paesi, questi sono i numeri e Bachisio Porru, che è stato anche sindaco di Olzai dovrebbe saperlo”.

 

Michele Arbau

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