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Fronte unitario per salvare il diritto allo studio

L'esito della riunione tenutasi questo pomeriggio a Gavoi

| di Michele Arbau
| Categoria: Attualità
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Adesso si fa sul serio. Non c'è più tempo da perdere. O entro lunedì si avrà la terza liceo e la terza geometri oppure si va a Cagliari. Alla fine nonostante qualche scaramuccia si fa fronte comune. L'assemblea di questo pomeriggio tra amministratori, genitori e studenti sull'istituto Floris ha partorito l'armistizio tra le parti e l'unione delle forze contro il capoluogo sardo. E' da lì che dovranno arrivare le risposte tanto attese. Quelle che decideranno il futuro prossimo degli studenti barbaricini. Il tutto sarà messo nero su bianco e inviato al direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani e all'assessore regionale all'Istruzione Sergio Milia che dovranno dare risposte immediate e concrete. Altrimenti la parola passerà alla piazza.


Ad aprire l'assemblea il sindaco di Gavoi Nanni Porcu che ha riferito dell'incontro di martedì con Feliziani. Appuntamento che si è rivelato negativo, dove era stata confermata la condanna a morte del liceo e della seconda geometri e un'apertura tutt'altro che convinta sulla terza geometri. “Il Floris ha già dato – ha detto poi l'assessore all'istruzione provinciale Costantino Tidu – non è ammissibile un altra anno a progetto, dobbiamo pretendere la classe ministeriale. Non si tratta di una questione di soldi, anche perchè quelli li troviamo, il problema è che ne hanno fatto una questione di principio. Per noi non ci dovranno essere subordinate, dobbiamo puntare alla ministeriale e basta”. Sulla stessa linea si sono schierati il sindaco di Olzai e presidente dell'Unione Comuni Barbagia, Tonino Ladu e il primo cittadino di Ovodda Cristina Sedda: “è un'ingiustizia applicare al nostro territorio i numeri di Roma. Lo sappiamo tutti che chiudere quest'istituto significherebbe condannare tanti giovani all'abbandono della scuola perchè non si possono permettere neppure il costo del viaggio”. A quel punto si è acceso il dibattito con gli interventi di due genitori. Remigio Soru a cui non è andato giù il silenzio sulla prima geometri “il che significa la fine del corso”. Fine, che secondo il genitore gavoese, è figlia dell'accorpamento al Ciusa”  Intervento rafforzato dall'ex assessore all'istruzione di Gavoi, nonché mamma, Angioletta Cadau: “l'accorpamento è stato un errore che ci condannerà alla perdita dell'istituto”. Concrete e mature le parole dello studente del liceo Antonio Cadoni di Ovodda che ha parlato a nome della classe. “Per noi è fondamentale avere delle riposte subito perchè dobbiamo decidere il nostro futuro. In questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori. Le classi a progetto sono state un fallimento che non possono essere replicate per l'ultimo anno. Per questo è fondamentale sapere subito se conseguiremo la maturità a Gavoi o in altri istituti, dove ci presenteremo in ritardo rispetto agli altri studenti visto il nostro percorso accidentato”. A seguire l'intervento del consigliere regionale Efisio Arbau. “Martedì ho incontrato l'assessore Milia che ha assunto una posizione di comodo. La nostra risposta deve essere l'unità. Questi ragazzi meritano rispetto e risposte. Diamoci tempo fino a lunedì. In caso di assenza di risposte dobbiamo andare in forze a Cagliari. Tutti. Deve partire un pullman da ogni paese. Questo è il momento di lasciare da parte le divisioni e fare fronte comune”.

Michele Arbau

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