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Allevo vacche: regalo la mia stalla alla Brambilla

Dall'Abruzzo un allevatore lancia la sua proposta

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Immagine tratta da wikipedia

La notizia che ha scosso il mondo agropastorale sardo, ha varcato il mare coinvolgendo tante aziende della penisola. La proposta di legge per il divieto di macellazione riguarda, ovviamente non solo gli agnelli, ma qualsiasi animale da allevamento. Capita così che si sentano colpiti i pastori sardi che allevano pecore o capre, ma anche gli allevatori di bovini. Riceviamo quindi una lettera da parte di Dino Rossi, proprietario e allevatore di una stalla di vacche in Abruzzo. “Ho visto l’articolo su labarbagia.net, che riguardava la beffa ai tanti pastori, proprio la settimana prima di Pasqua. Non posso che associarmi allo sdegno di tanti lavoratori del settore. A questo proposito, sottoscrivo in pieno l’articolo a firma di Tania Marrocu da cui prendo liberamente spunto, e vorrei anche io lanciare la mia proposta, direttamente all’onorevole Brambilla”.


Di seguito il testo della lettera:


“Nelle ultime ore i tg ci hanno bombardato con servizi che sponsorizzavano la proposta di legge della Brambilla contro la macellazione di animali da carne sotto i sei mesi. Forse non tutti sanno che gli agnelli e i vitelli  italiani sono prodotti ottimi e pochi tutelati. Gli agnelli infatti vivono al seguito delle madri al pascolo e vengono macellati non appena svezzati, non subiscono nessun allevamento intensivo, mentre i vitelli vengono allevati senza estrogeni, contrariamente agli altri stati. Ritardare la macellazione significa mettere in ginocchio le ultime aziende rimaste sul territorio creando ulteriormente disoccupazione e dare un altro colpo all’economia, con la creazione di altri migliaia di disoccupati che si aggiungono a quelli esistenti. Sistematicamente  sotto Pasqua, arrivano questi falsi animalisti, pronti a danneggiare un settore, già fortemente compromesso da scelte scellerate della politica italiana. Le regole di questo mondo sono la nostra tradizione e non è mai saltato in testa a nessuno pensare che fosse oltraggioso mangiare l’agnello a Pasqua. Ancora una volta viene ingiustamente attaccato un  comparto che lavora sodo,senza conoscere festività, ferie e la mutua.  Non si posso sovrapporre le legge impartite dalla politica clientelare alle leggi della natura, e  nessun allevatore si potrebbe permettere di mantenere tutti gli agnelli e vitelli nati in stalla.  Porre un limite di tempo per la macellazione, macellare gli agnelli e i vitelli dopo sei mesi di vita significherebbe proporre al mercato un prodotto che il mercato non cerca. Quindi il risultato che si avrebbe se questa scellerata proposta diventasse legge, sarebbe la morte degli allevamenti. Niente agnello, niente pecorino, niente lana, niente vitelli a carne bianca,di conseguenza niente latticini italiani. La  campagna mediatica è ben studiata, per sensibilizzare i tanti ignari telespettatori,  alla notizia che tanti cuccioli di pecora,vengono sacrificati per imbandire le nostre tavole pasquali. Peccato che questo teatrino sia guidato da una dei soci fondatori della Sotra Cost International, un’azienda che commercializza  prodotti ittici surgelati (per un giro di affari di 45 milioni l’anno). Siamo sicuri che se la sua battaglia etica sia dettata dall’amore incondizionato verso gli animali alla fine di sponsorizzare la sua società ittiologica i? Si chiede per tanto alla magistratura di verificare la notizia sopracitata,, uscita il 13 aprile 2014 sul giornale on line La barbagia.Net. http://www.labarbagia.net/notizie/attualita/7328/lagnello-risponde-alla-brambilla. Non cambia il mondo  mangiando  pesce anziché carne, ma forse lo si potrebbe rendere migliore  se ognuno facesse il proprio lavoro senza interferire con l’altro e, soprattutto i politici, che  di cercare i consensi facili,dovrebbero pensare ai problemi reali della comunità. Nel contempo, ci tengo a far sapere  alla signora Brambilla, visto che gli piacciono tanto gli animali,cedo volentieri la mia azienda di vacche da latte “compreso il toro, con possibilità di optare ad  una azienda di pecore con i montoni!!

Dino Rossi - Il Cospa Abruzzo

 

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