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Roma si prepara ad accogliere sas prendas contra s'ogu malu di Nanni Rocca

Nel bellissimo monastero di Santa Susanna dove sarà possibile visitare anche una domus romana

| di Michela Columbu
| Categoria: Attualità
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Nanni Rocca con il figlio Pierluigi.

A Roma sarà possibile conoscere e scoprire nella giornata del 4 ottobre la collezione di circa duecento amuleti di Nanni Rocca. Ad organizzare l’evento la Banca di Sassari, che ha sede nella Capitale nel complesso del Monastero di Santa Susanna e che è sempre stata sensibile alla valorizzazione delle tradizioni sarde.

 

E’ un’arte senza tempo quella di Nanni Rocca che porta a spasso per il mondo un translatlantico di magia, tradizione, e storia della Barbagia: sono sas prendas contra s’ogu malu, che da sei generazioni vengono forgiate da mani esperte. Amuleti che racchiudono il sale della vita dei nostri piccoli centri, che ognuno di noi porta segretamente con se, o che vengono sfoggiati nei meravigliosi costumi.

Preziosi più per il potere che gli si attribuisce che per i materiali, i quali una volta lavorati diventano vere e proprie opere d’arte.
Nanni Rocca, con il figlio Pierluigi, vanno ormai affermandosi come gli unici custodi di una tradizione secolare, che ha visto muovere i primi passi a Sa Corte Manna, a Gavoi, grazie a Efisio Rocca verso la metà del 1800. Da lì il numero di perdas de ocru, sonazolos, puleos e rosarios che sono stati prodotti, non si contano.

Questi gioielli hanno addobbato, e in un certo modo protetto chissà quante culle, chissà quanti costumi. Fino ad arrivare persino alle mani del Santo Padre Giovanni Paolo II, o del Presidente della Repubblica, ambasciatori di bellezza, armonia e di una professionalità, quella dei Rocca che vive ancora con gli stessi gesti e le stesse tecniche millenarie: basti pensare al bellissimo bracciale di Tharros, che viene prodotto con la tecnica della granulazione etrusca.

Due esposizioni permanenti: una a Gavoi nella casa museo Satta e una a Bidonì, nel museo “Casa della strega”. Una collezione che vent’anni fa è stata esposta al pubblico per la prima volta proprio a Gavoi con il nome “Rocca argentieri di Barbagia”. Da li la registrazione del marchio “Prendas contra s’ogu malu” e l’inizio di un viaggio con una meta sempre diversa: New York, Ginevra, Il Cairo, Firenze, Savona, Milano, Pavia, Cagliari, Porto Cervo... e ora Roma.

Nella stessa giornata per chi vorrà visitare la mostra sarà anche possibile accedere alla domus romana del monastero, attraverso visite guidate gratuite a cura dell’associazione culturale l’Arteficio (prenotazioni per la domus romana al 366 7268469).

Michela Columbu

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