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NUORO. Ritardi sulla liquidazione dei fondi "Ritornare a casa": la Base per Nuoro chiede l'accesso agli atti

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I consiglieri comunali del gruppo “La Base per Nuoro” Giovanna Zedde, Eleonora Angheleddu e Michele Siotto, attraverso una richiesta di accesso agli atti protocollata in data 2 novembre 2015, indirizzata al settore dei  servizi sociali e al settore finanziario del Comune di Nuoro, chiedono chiarimenti in merito ai gravi ritardi sulla liquidazione e pagamento delle somme a favore degli utenti beneficiari dei progetti personalizzati denominati “Ritornare a casa”.
Il programma “Ritornare a casa” viene attuato attraverso il finanziamento di progetti personalizzati, della durata di 12 mesi, che prevedono un piano di spesa per l’80% a carico della Regione Sardegna e per il 20% a carico del Comune di residenza dell’interessato.
Il programma “Ritornare a casa” si pone come obiettivo quello di favorire sia la permanenza nel proprio domicilio di persone affette da gravi patologie degenerative, (SLA, Alzheimer etc.) che il rientro in famiglia di persone attualmente inserite in strutture a carattere sociale e/o sanitario che necessitano di un livello assistenziale molto elevato. Oltre a promuovere la domiciliarità dell’intervento, obiettivo del programma è anche quello di aiutare la famiglia sulla quale grava il carico assistenziale attraverso l’organizzazione della rete dei servizi e il sostegno al familiare di riferimento. 
Il programma regionale “Ritornare a casa” è pertanto rivolto esclusivamente a persone con situazioni che necessitano di un livello assistenziale molto elevato attraverso figure specializzate 24 ore su 24.
“Chiediamo che si faccia chiarezza quanto prima e che si diano delle risposte immediate attraverso azioni concrete a tutti quei cittadini con autosufficienza compromessa, assicurando loro il miglioramento del grado di autonomia e/o della qualità della vita della persona e fornendo garanzie rispetto a esigenze e diritti imprescindibili quali:  l’igiene della persona e degli ambienti di vita,  lo svolgimento delle attività di vita quotidiana, gli spostamenti e la promozione della vita di relazione, e che i contributi vengano erogati REGOLARMENTE, senza RITARDI, perché anche un solo giorno di ritardo nella percezione del contributo crea molteplici difficoltà e non possiamo permettere che le famiglie, oltre al grave disagio derivante dalla malattia del proprio caro, sperimentino anche il patimento finanziario, dovendosi preoccupare di ottenere prestiti in denaro da familiari, amici e istituti di credito”.

LEGGI LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE VALERIA ROMAGNA

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