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La campagna sta ritornando di nuovo in mano ai giovani

E' quanto emerge da uno studio Coldiretti sull'occupazione in campo agricolo

Economia
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E' campagna mania. Una vera è propria invasione delle campagne da parte dei giovani. “E' in atto un vero è proprio ritorno a lavorare la terra da parte delle nuove generazioni, spinti non più dal bisogno ma dalla passione e l'entusiasmo”.

Lo dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu che questa mattina ha partecipato insieme ad una delegazione di giovani agricoltori sardi in Expo alla presentazione dello studio da parte dell'organizzazione nazionale proprio sul ritorno dei giovani in campagna.

Dallo studio emerge una campagna che pullula di giovani appassionati e formati che la stanno rivoluzionando nel nome della tradizione.

Nel 2015 i giovani lavoratori agricoli indipendenti hanno fatto registrare un aumento record del 35 per cento rispetto all’anno precedente, con gli under 34 anni (che operano come imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di cooperative agricole) che hanno superato le 70mila unità.

Nessun altro settore produttivo ha fatto meglio secondo i dati Istat relativi al secondo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“I giovani in agricoltura sono una realtà – commenta lo studio il presidente Battista Cualbu -. Si stanno ritagliando da protagonisti uno spazio importante grazie alla loro passione e competenza. Ed infatti non si limitano alla semplice produzione – continua – ma trasformano in azienda i prodotti, praticano la vendita diretta, hanno le fattorie didattiche. Ma fanno anche attività ricreative, l’agricoltura sociale, curano il paesaggio e producono energie rinnovabili. Insomma – rimarca con orgoglio Battista Cualbu - portano avanti non solo la crescita economica, ma anche la difesa della cultura, della storia, della bellezza, della salute e in generale l’alta qualità della vita. Stanno cogliendo una straordinaria opportunità di sviluppo economico personale e collettivo, stanno riscoprendo le opportunità offerte dal mondo rurale interpretato in chiave innovativa, grazie soprattutto alla spinta venuta dalla Legge di Orientamento (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti, che ha aperto la strada all’agricoltura multifunzionale”.

Non è un caso che in Italia si trovi probabilmente il maggior numero di giovani agricoltori dell’intera Unione Europa e che, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, il 57 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in banca (18 per cento).

“L'invasione giovanile della campagne non è prerogativa esclusiva di chi decide di dare continuità all’azienda familiare – rivela il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. La vera novità sono i cosiddetti agricoltori di prima generazione, le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sull’agricoltura con estro, passione, innovazione e professionalità. Tra questi, come emerge da una analisi della Coldiretti/Ixe’, ben la metà sono laureati, il 57% ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più’ contento di prima. La scelta di diventare imprenditore agricolo è peraltro apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici”.

Il risultato è che, secondo l'indagine della Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono, una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.

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