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Pigliaru faccia il presidente e parli a tutti i sardi

di Matteo Marteddu

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Se lo facciamo in tanti, se ci spingiamo, anche con fatica e offrendo il nostro tempo, ad offrire qualche idea attorno al Pigliaru candidato è perché abbiamo passione e forse capacità di diffondere opinioni. Ma le ore sono davvero calde. Peggio per gli afasici o per chi, more solito, pensa di condizionare nell’ombra. Sconfitte già lungamente sperimentate. Non ci piace la circostanza che Pigliaru, ottimo candidato, sia relegato a scribacchino di un fantomatico quanto immaginifico programma e subisca la mutazione genetica in foglia di fico, mentre le camarille fanno il lavoro sporco, quasi che oggi, ancora possa sfuggire , all’immediatezza della conoscenza. Bene, se si chiedono, basta leggere la rete, liste pulite è perché, peculato, sofisticato termine giuridico, vuol dire ruberie di danaro pubblico e messa in tasca del malloppo; e abuso d’ufficio vuol dire piegare la pubblica amministrazione ad opachi disegni privati. Poi, ma veramente ci si vuol far credere che c’è gente indispensabile, che ci sono in circolazione dei De Gasperi o dei Berlinguer? Ma il tema è proprio politico: Pigliaru candidato presidente, ha la volontà, perché ne ha tutte le capacità, di porre il suo progetto, di guidare senza essere strattonato, insomma di parlare ai sardi che sono fuori da quegli squallidi aggregati di piccolo cabotaggio, odiato dai cittadini? Allora che parli! Agli studenti dei licei, degli istituti scolastici superiori, ai ragazzi che in queste settimane si fanno il culo sotto gli esami universitari, ai docenti di tutte le scuole sarde che sudano sulle cattedre e sulle carte, ai medici delle strutture ospedaliere, ai lavoratori di tutti i settori produttivi e dei servizi,  ai professionisti, ai pastori delle campagne; ai sardi che stanno sbattendo il muso sulla crisi ma che hanno anche un filo di speranza. E potete pensare che a questi, a noi, non sopraggiunga l’orticaria solo al pensare che indagati, poi si difenderanno,  per avere, con accorgimenti i più fantasiosi, sottratto il malloppo alle casse pubbliche, possano ancora star lì a far finta di fare leggi o a governare la Regione? Pigliaru si gioca e in solitudine, l’autorevolezza in queste ore. O parla a tutti i sardi o gioca in intimità con pochi stake-holders che puzzano di muffa. La partita può finire senza neanche cominciare. E sapremo come votare.

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