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Parla il neo segretario del Psd'az Giovanni Columbu. "Oggi abbiamo fatto un passo importante, adesso serve inclusione e dare risposte concrete"

Michele Arbau
14/03/2015
Politica
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Michele Arbau

“C’è da fare molto e si può fare”. Sono le prime parole del neo segretario nazionale del Psd’az Giovanni Columbu che ci risponde al telefono da Oristano dove questo pomeriggio si è riunita l’assemblea del partito.

Columbu, figlio di uno dei padri di Quattro mori Michele, ritiene che il partito più vecchio della Sardegna debba iniziare un nuovo corso. “Dopo oltre 90 anni dalla costituzione per il Psd’az è arrivato il momento di intraprendere un nuovo corso. Un periodo che dovrà essere sereno e laborioso, in cui dovremo rivisitare i nostri programmi, le idee e gli obiettivi. Insomma, come ho detto all’assemblea ci serve un periodo sabbatico per mettere appunto la nostra ragione di esistere e il rapporto con i cittadini”.

“Il partito – ha continuato Giovanni – come ha fatto in questi anni deve continuare a occuparsi di tutto ciò che ha a che fare con la memoria, l’identità e la storia, ma soprattutto deve parlare e si deve occupare della contemporaneità e deve proiettarsi nel futuro. Non possiamo continuare a rifugiarci dietro formule e obiettivi importanti ma per il momento utopici o comunque non realizzabili, abbiamo il dovere di dare risposte immediate”.

Per quanto riguarda le divisioni che hanno contraddistinto i Quattro mori in questi ultimi anni Giovanni Columbu parla da padre di famiglia. “Le divisioni non hanno ragione d’essere, anche perché nascono per futili motivi, vanno ricomposte quanto prima. Il partito deve e può crescere e questo lo può fare con la collaborazione e l’inclusione di tutti, il contrario di quanto è avvenuto in questi anni”.

Al voto oggi non ha partecipato Giacomo Sanna, il presidente del Psd’az.
“Mi dispiace per Giacomo, io non ho potuto fare nulla, fa parte di un pregresso, delle vecchie divisioni. Spero che tra breve anche eventuali problemi e conflitti possano essere sciolti e si possa lavorare assieme.

A chi dedichi l’elezione?
“Ho in mente a chi dedicarla ma preferisco aspettare. E’ troppo presto per festeggiare o fare dediche, adesso bisogna essere cauti e tranquilli. Abbiamo fatto un passo importante, ce ne sono altri necessari da fare prima di poter dire di aver intrapreso un nuovo corso. Penso ci siano dei nomi importanti che hanno fatto la storia del partito a cui poter fare la dedica e ispirarci”.

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