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Riforma enti locali: gli emendamenti della Base Sardegna a favore delle zone interne

Abolizione indennità, città di campagna, riparto fondo unico e "politiche per territori rurali e montani"

| di redazione
| Categoria: Politica
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Pensa alle zone montane la Base Sardegna e a quelle più svantaggiate che non fanno parte delle cosiddette città metropolitane: in Consiglio Regionale ha presentato infatti dodici emendamenti al disegno di legge sulla riforma degli enti locali in discussione proprio in questi giorni.

Gaetano Ledda, consigliere regionale della Base illustra l’azione di questi giorni del movimento: “l’approvazione delle nostre proposte rappresenterebbe un segnale concreto verso le popolazioni che nel cammino verso la riforma degli enti locali si sentono pesantemente discriminate”.

Gli fa eco Efisio Arbau, presidente della Base e sindaco di Ollolai: “a partire dalla possibilità di costituzione dell’Unione dei Comuni di Area Montana specchio della Città metropolitana, sono dodici emendamenti che contengono un segnale verso chi vuole rimanere e lavorare nelle zone interne”.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta:

All'art. 1 è stato presentato un emendamento sopressivo del comma 6. Questo per eliminare la possibilità che la nostra sia l'unica regione d'Italia a prevedere indennità a favore degli amministratori provinciali o di area vasta. Peraltro il comma prevede che queste indennità peserebbero sui trasferimenti per gestire i servizi e funzioni in capo ai Comuni.

All'art. 7, la modifica che consente ai Comuni montani di fare Unione con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti e non nel limite ordinario di 10.000 abitanti. Una proposta di modifica per le cosiddette Unioni "normali" che prende atto della distribuzione demografica nei Comuni montani e rurali.

Viene proposto l'Art. 8 bis con la costituzione dell'Unione di Comuni di Area Montana. Si tratta di una super unione dei Comuni con poteri simili a quelli della città metropolitana. L'idea della Base è quella di dare uno strumento per i Comuni montani per costituire un soggetto che rappresenti la cosiddetta Città di campagna che abbiamo proposto più volte.

All'art. 18 si aggiunge il comma 3 che stabilisce per legge che il riparto del fondo unico rimane ancorato alla formula del 40% uguale per tutti e 60% variabile in base alla popolazione. Si tratta di una misura di sostegno necessaria per i piccoli e medi Comuni sardi che con il fondo unico riescono a tenere in piedi le proprie comunità.

Vi sono poi sette emendamenti che introducono 6 nuovi articoli che abbiamo rubricato al Titolo III con "Politiche per territori rurali e montani". In sintesi: la sperimentazione della burocrazia zero (legge statale) per i comuni montani, accordi di programma per definire i livelli minimi dei servizi, sostegno a favore dell'industria del bosco e le premialità (bonus bebè, riduzione carico fiscale ed incentivi alle attività produttive) per i Comuni montani.

 

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