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Oniferi scommette sulla cultura

I giovani hanno seguito con interesse il convegno sui beni ambientali promosso dall'amministrazione comunale

| Categoria: Territorio
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Un momento del seminario

“Non vogliamo essere l’amministrazione delle grandi opere ma della valorizzazione cultura”. Ha le idee chiare il sindaco di Oniferi Stefania Piras. Che ha promosso un incontro-dibattito sulla gestione, valorizzazione e sviluppo dei beni ambientali con la collaborazione del Cesil di Gavoi ("che ringrazio pubblicamente per il lavoro svolto, perchè è grazie a loro che siamo riusciti a organizzarlo"). Al seminario, coordinato dall'assessore comunale alla Cultura Daniela Daga, erano presenti rappresentanti di diverse realtà sarde, che sulla cultura hanno scommesso e vinto. Tre case history che hanno dimostrato al giovane pubblico che il patrimonio culturale se valorizzato può trasformarsi in lavoro. “Oniferi offre molto dal punto di vista archeologico. Per questo – ha detto il sindaco - vogliamo infondere consapevolezza sui giovani ”. Gli esempi concreti sono stati portati innanzitutto da Barumini con Francesca Garau e Lorena Medda della  Fondazione Barumini Sistema cultura. Hanno  presentato una realtà modello di livello internazionale che ha alle spalle un lavoro di oltre quarant’anni consolidata anche grazie al riconoscimento Unesco.  “Al professore Lilliu dicevano che le pietre non davano da mangiare – ha ricordato Francesca Garau della Fondazione Barumini –. Oggi  la Fondazione conta 60 dipendenti a tempo indeterminato e 10 stagionali che lavorano da marzo a ottobre e tanto indotto grazie a tantissimi visitatori che arrivano da ogni angolo del mondo. Barumini che ha 1300 abitanti in una statistica che riguarda la Provincia del Medio Campidano risulta seconda per prodotto interno lordo solo a San Luri". Tutto questo grazie alla valorizzazione dei siti archeologici. “Per realizzare tutto questo serve costanza, sacrifici, fantasia e soprattutto bisogna credere in ciò che si fa e nella cultura” hanno concluso Garau e Medda. Stesse caratteristiche che sono servite alla cooperativa Antarias di Siliqua. Certo, stiamo parlando di un’altra dimensione, ma il percorso è identico. Il Presidente Matteo Pitzalis ha ripercorso la storia della propria cooperativa che è stata sicuramente illuminante e importante per i giovani oniferesi che si vogliono cimentare in questo campo. Cosi come la testimonianza, a noi più vicina, di Mamoiada. Con Mario Paffi, presidente della cooperativa Viseras, che ha mostrato come è cambiata la vita stessa del paese e sopratutto l’immagine. Mamoiada che solo 15 anni fa veniva descritta, “a ragione” secondo Paffi, come un paese desolato e senza un turista se non di passaggio verso Orgosolo, è diventata in pochi anni, grazie alla lungimiranza dell’amministrazione comunale e di tre giovani, un centro di attrazione turistica che oggi va, a testa alta, in giro per il mondo a presentare il proprio museo della maschere, dunque la propria identità. E anche in questo caso, ovviamente, ci sono stati delle evidenti ricadute economiche. “Noi avevamo le maschere e su quello abbiamo puntato. Le abbiamo valorizzate, valorizzando contemporaneamente la nostra identità, la nostra cultura e anche la nostra economia” ha concluso Mario Paffi. In mezzo anche l’intervento di Marco Benoni di Confcooperative Sardegna, che ha tracciato un quadro relativo alle normative e le prospettive nel campo. “La direzione è quella di una Fondazione regionale che ricomprenda tutti i Comuni, da inserire in un unico circuito guidato dalla Regione. Un percorso difficile – secondo Marco Benoni – che si sta affrontando seriamente”. Che poi ha dato massima disponibilità all’amministrazione e ai giovani interessati ai beni ambientali, avvertendo però: “Servono giovani imprenditori, sono loro che devono prendere l’iniziativa e devono mettersi in gioco. L’amministrazione può solo sostenerli”. E su questa linea si muove il progetto Oniferi. Stefania Piras a conclusione dell’incontro ha ribadito l’intenzione dell’amministrazione a “sostenere e incoraggiare i giovani, e da noi ce ne sono diversi, a creare una cooperativa o qualsiasi altra forma giuridica per gestire e valorizzare il nostro patrimonio archeologico. E lo faremo parlando con i comuni del territorio, per mettere a sistema tutti i nostri beni culturali, materiali e immateriali, e offrire cosi al turista una percorso completo: Mamoiada con le maschere, noi con le domus de janas, Olzai con il mulino e cosi via”. E per dare gambe a questa iniziativa ha annunciato che il Comune ha in cantiere per il prossimo anno un evento

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