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Parco del Gennargentu: è il tempo della chiarezza

di Matteo Marteddu

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Logica vorrebbe, alla vigilia delle elezioni regionali, che posizioni, programmi, idee, proposte avessero il marchio della chiarezza. Così non è per il Parco del Gennargentu. Tra l'altro da qui, punta Lamarmora, mattinata ottobrina azzurro e sole, spazi forse unici in Europa, è proprio urgente essere chiari. Si mobilitano di nuovo comuni cittadini, associazioni culturali e di produzione, convincimenti antichi e moderni, consapevolezze innovative. Tra queste la percezione che il centro Sardegna non sarà più teatro di scommesse e azzardi persi e in malora: fabbriche di calze, di chimica grossa o fina, di legname e carbone, di tessuti e preservativi, di promesse schizoidi di posti di lavoro. Intanto gli uomini della politica nicchiano, afasici, intimoriti, sotto coperta, all'ombra di incrostazioni anni settanta dure a morire. Nel deserto, invece, l'area interna, che vedo da qui, sotto la croce del Gennargentu, è una risorsa immensa; non solo per il brand Sardegna, ma per la cultura, lo sviluppo, lo stile di vita di questo millennio. Allora Consiglieri Regionali e parlamentari, cui spetta la parola e la decisione, devono uscire dalla fase di regressione progressiva. Siamo qui, in tanti, a dare una mano. Per la chiarezza e le determinazioni, non per nuove saghe di infinite chiacchiere. Il problema  è il nome? Cambiamolo in: European Area ( of ) Gennargentu. E.A.G ( i ei gi), splendido acronimo inglese. Si, è un'area europea, non è il cortile sotto casa con le panchine dei vecchietti, soprattutto di testa e di cultura. Per questo, checchè ne dicano gli azzeccagarbugli, la legge è fondamento e cornice irrinunciabile. Ma la 394/91 non è il dogma papale e neanche la costituzione americana. Anzi va profondamente cambiata. Soprattutto nell'articolo 9 che va cancellato laddove prevede consigli d'amministrazione, comitati scientifici, assemblee di indirizzo, consulenti a gogo', insomma una pletora di mantenuti di Stato, nani e ballerine secondo lo stile Craxiano anni 80. Tutto questo va resettato. Sono sufficienti l'assemblea dei Sindaci dell'Area, per gli indirizzi generali, naturalmente, non per le faccenduole di piccolo cabotaggio, e un ristrettissimo pool di tecnici .per la gestione concreta del budget annuale. Sembrerebbe semplice. In effetti è lo stile Europa. O siamo ancora con la mastrucca e con l'orbace, o rincorriamo, come Capellacci stamane, gli elemosinieri di Stato, per sottrarci qualche punto percentuale di Irap? Beh io metterei alla prova i candidati; altrimenti il sole continuerà a battere questi graniti d'argento e l'Europa rimane lontana. Ma non finisce qui.

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