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FONNI. Sabato incontro sulla legalità

a cura della redazione
Territorio
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FONNI. Coltiviamo la legalità. Il tema, più che mai attuale a Fonni dopo i quattro attentati incendiari in un mese, sarà affrontato durante un’iniziativa promossa dagli assessorati ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili con la collaborazione della cooperativa Carpe diem.

All’incontro, che si terrà venerdì 28 alle 18 nel salone parrocchiale don Bussu, parteciperà Jeff Onorato (per conoscerlo meglio leggi sotto la sua storia), sportivo affetto da disabilità. La sua sarà un testimonianza sui valori veri della vita ed è rivolto a tutta la comunità ed in particolare alle famiglie, gli adolescenti, i giovani, le scuole, le associazioni e le parrocchie.

A seguire, a partire dalle 21,30, spazio alla musica con un tributo a Rino Gaetano.

 

Gianfranco Onorato (noto Jeff) nasce a La Maddalena il 19/10/1952, in un'isola, dice lui che non cambierebbe con nessun altro posto al mondo. Sin da giovane età dimostra interesse per tutti gli sport, e un po' come tutti i ragazzi della sua età inizia a tirare i primi calci al pallone alle elementari. Entra nelle giovanili del Palau, dove militerà per cinque anni, arrivando a conquistare, nel torneo di eccellenza regionale, il posto in prima squadra. Successivamente si trasferisce in una delle due squadre della sua città: il Maddalena, ricoprendo il ruolo di Capitano, disputando diversi campionati , e ottenendo anche un'importante promozione. Parallelamente all'attività calcistica, Gianfranco, con la sua inesauribile energia, partecipa rappresentando l'istituto in cui studia (il tecnico nautico La Maddalena), ai campionati studenteschi di pallavolo, vincendo il titolo provinciale; gareggia anche a diverse corse di fondo, (che si disputano allo Stadio dei Pini a Sassari) ottenendo buoni piazzamenti, nella specialità "sessanta ostacoli". Nel periodo estivo si dà sempre da fare per rimediare un lavoro che possa metterlo in condizione di soddisfare le sue piccole ambizioni personali, ma questo non gli impedisce di trovare il tempo di andarsene in giro con la sua barchetta a vela o di immergersi nei meravigliosi fondali che circondano l'Arcipelago.  
 
 
Giornate interminabili, passate sul campo di calcio, in palestra, o al mare, che sicuramente lo distolgono dallo studio delle materie scolastiche. Intanto matura la più logica delle idee, dopo il diploma iscriversi alla Farnesina, all'epoca l'Istituto Superiore di educazione fisica. Jeff (è così che lo chiamano gli amici) ci prova con entusiasmo, si guadagna una segnalazione di merito da parte del Prof. URBANI, allenatore della Nazionale Azzurra, nella prova di volteggio al cavallo e nelle parallele, ma il numero dei partecipanti è altissimo, e i posti a disposizione pochissimi, in un'epoca in cui l'unica cosa che conta è l'essere figlio di papà. L'esito è negativo, ma Jeff non demorde e medita di riprovare l'anno dopo ad Urbino dove apriranno un nuovo Istituto. Questo purtroppo rimarrà solo un progetto, perchè nel Maggio del 1976 in un bellissimo pomeriggio di sole, mentre era in sella della sua stupenda MV Augusta 350, un'automobilista distratto lo investiva. Jeff salva la vita, (lui dice perchè il Buon Dio non voleva troppa confusione lassù) ma perde totalmente l'uso di un braccio, parzialmente quello di una gamba e definitivamente i sogni che accarezzava. Trascorrono molti mesi dedicati a lunghe degenze e continui viaggi, alimentati dalla speranza che il suo braccio addormentato un giorno si potesse finalmente svegliare. Gianfranco dopo una logica e legittima pausa di riflessione, con l'amore e l'aiuto determinante di tutte le persone chi gli stanno vicino reagisce crescendo giorno dopo giorno, attraverso grandi e piccoli episodi, riconquistando fiducia in se stesso.  
 
Scopre nel frattempo di avere passione e attitudine per lo sci nautico, supera preconcetti e pregiudizi, allenandosi con volontà e fantasia e risolvendo problemi che alla vigilia sembravano senza soluzione. Cresce fisicamente e tecnicamente in maniera costante e graduale, ma non così la sua presunzione, che per contro, si sviluppa  smisuratamente ogni giorno, al punto di fargli sognare un brevetto da istruttore di sci nautico. La Federazione accetta la sua iscrizione promettendogli di partecipare agli esami e quindi di superarli, rendendolo così l'unico istruttore in Italia ad aver conseguito il brevetto Federale, pur disponendo di un solo braccio. Questo gli consente, più tardi, con l'aiuto del suo più caro amico Tore di aprire una scuola sull'isola dove abita. Nel dicembre 1994 incontra il Sig. Liotta, presidente della A.S Sci Club Coghinas, che gli propone di impegnarsi agonisticamente. Jeff non si tira indietro, e dopo un lungo periodo di allenamenti specifici, arriva la candidatura per rappresentare l'Italia ai campionati mondiali svoltisi nel marzo del 1995 in Australia. Jeff vi partecipa ottenendo un quarto posto nella disciplina delle figure, e un quinto posto 
nella specialità slalom. 
 
Si spalancano così le porte a nuove esperienze ed opportunità. Quel cassetto pieno di sogni che sembrava si fosse chiuso per sempre con l'incidente, si riapre regalandogli gioie e soddisfazioni ricche di contenuti e valori di cui tutti possono goderne indistintamente. L'avventura agonistica continua con la partecipazione a moltissime gare nazionali ed internazionali, che gli regalano tante medaglie e nuovi record. Ma la passione più grande resta la discipline dei PIEDI NUDI, dove Jeff si confronta con i ragazzi normodotati, un'opportunità che gli si voleva negare e per la quale ha dovuto condurre una battaglia legale durata più di un anno. Ora vanta nella "standing list" europea la 156° posizione, con una trentina di atleti sotto di lui; certo è molto lontano dai primi ma è un posto che vale più di qualsiasi medaglia, perchè non è solo la sua vittoria, ma quella di tanti ragazzi che come lui vorrebbero riconquistare la gioia di vivere.

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