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Monte Spada - n. 57 dicembre 2013

Periodico della Parrocchia S. Giovanni Battista di Fonni Tel. 0784 57008 (Cell. 3283010085) - Email: donpietropuggioni@gmail.com

STAMPA

IL TRISTE PRESEPIO

di don Pietro Puggioni

Anche quest’anno i presepi avranno le belle stradine, le case sicure, i fiumi composti, le luci abbondanti, la gente senza lacrime.

Ma dopo la tragedia che ha messo in ginocchio la nostra Isola è cambiato il nostro sguardo e turbato il nostro cuore. Al muschio del paesaggio si sovrappone l’onda del fango, alle luci il buio sinistro delle case abbandonate, ai ruscelli l’onda crudele e ingovernabile, alle dolci melodie l’urlo prolungato della nostra terra ferita.

Per fortuna due luci non si sono spente: quella della solidarietà che ha coinvolto un numero incrededibile di persone, e quella della capanna.

Tutti siamo stati raggiunti dalla macchina della solidarietà e dalla forza delle immagini della tragedia. “Grazie di tutto, ma non dimenticateci nelle prossime settimane!”, ci implorano i responsabili di Torpè.

La luce della capanna di Betlemme sta ad indicare la direzione del nostro camminare nel buio del mondo, nello smarrimento del cuore, nella ricerca del vero volto dell’amore. I pastori, i dimenticati della storia, ci ricordano che quella luce è per tutti e che nessun deve sentirsi escluso.

Anche il presepio 2013 non è banale e infantile poesia. Su di esso, come 2000 anni fa, aleggia il volto sinistro di Erode, dell’Erode moderno che uccide ancora vittime innocenti.

Erode è il nome della violenza e della politica sporca, del potere che rapina la speranza ai giovani, del profitto che genera povertà, delle guerre che ignorano il dialogo tra i popoli, la cultura che spegne il respiro dell’anima, la peersecuzione dei cristiani.

Andiamo tutti verso la capanna perchè siamo uomini e solo Dio che si è fatto uomo ci insegna ad essere pienamente uomini.


VOLTI E COSE DI CASA NOSTRA

LUCA TANZI UN VOLTO DELLA TRAGEDIA

La notizia della scomparsa di Luca Tanzi ha rattristato l’ambiente sportivo fonnese, dove era conosciuto da sportivi e non. Aveva militato nella stagione 2004-2005 nella veste di preparatore dei portieri e di difensore egli stesso della porta fonnese.

Carattere gioviale si è fatto voler bene da tutti; non perdeva occasione per tornarci specie quando il centrale difensivo Tommaso Lai, suo cognato, miilitava nel Fonni. L’ultima visita durante l’incontro di boxe Murgia - Cosseddu. Ha trascorso l’intera serata insieme al sottoscritto mentre l’allegria regnava sovrana.

Altruista, sempre pronto a dare una mano a chi ne aveva bisogno. A Nuoro, sempre alla ricerca di volti fonnesi per rinverdire i ricordi-

Ciao, Luca. Ti ricordiamo sempre:
 

PEPPINO MULAS


FONNI: - GIOVANI + ANZIANI

Il 22 dicembre tzia Maddalena Cualbu ved. Quai (nella foto) festeggerà i 100 anni. “Grazie a Dio mi sento bene, cammino da sola, stiamo preparando la Messa di ringraziamento”). Così prende il posto di tzia Maria Loi ved. Tatti, scomparsa a settembre a 102 anni; e si unisce a tzia Antonia Murrocu ved. Piras che ne ha 101. All’anno venturo salteranno il secolo Antonia Mariolu Deiana, Giovanna Busia Mulas, Michela Mureddu Piras, Rita Gregu ved. Coccollone, Salvatore Cadau in Nolis.
Questi dati introducono alcune riflessioni su quella che è chiamata “piramide rovesciata”, il sorpasso non solo numerico degli anziani sui giovani. Significativi i dati parrocchiali del 1963, con a fianco, tra parentesi) quelli del 2013: battesimi 78 (23); matrimoni 42 (13); Morti 32 (29).
Per la prima volta nella storia le nuove generazioni, “figli digitali“, dovranno insegnare ai più grandi a muoversi nel nuovo mondo del web. L’allontanamento della pensione blocca l’accesso dei giovani al mondo del lavoro. Quando muore un anziano alle lacrime del dolore si unisce spesso la preoccupazione per la fine di una pensione su cui contare.
I cambi dei modelli di vita - crisi dela famiglia, famiglie più piccole, crisi culturale - esigono un nuovo patto educativo tra le generazioni.
Ogni generazione è una risorsa educativa per le altre. I bambini insegnano lo stupore e la voglia di vivere; i giovani donano l’energia, il desiderio di libertà e di osare; gli adulti sono chiamati a prendersi cura, a costruire, a dare forma alle cose; gli anziani possono consegnare la testimonianza di ciò che è essenziale e insegnare l’arte di consegnare.
Piano piano le nuove generazioni si stanno omologando a quelle del “continente”. Non si ritorna indietro ai modelli del mondo antico, anche se gli adulti non devono rinunziare nel dialogo educatico a raccontare la propria infanzia e giovinezza, in un dialogo aperto a capire gli schemi culturali dei nuovi interlocutori, spesso scomodi e indecifrabili. Solo così ci si può autorealizzare. L’individualismo non porta da nessuna parte come insegna lo scempio ambientale e le conseguenze tragiche di questi giorni. Papa Francesco giustamente richiama la responsabilità del presente nel costruire il futuro.

 

 

 

 

 

 

 


 

Angolo del buon umore

 

MODA
“Certo che i teenager d’oggi s’acconciano in modo davvero strambo - esclama un tizio –. Guardate quella ragazza laggiù se non sembra un maschio”
E il vicino: “E infatti è un maschio: è mio figlio”.
“Oh scusatemi, non sapevo che lei fosse il padre”.
“Ma non sono suo padre, sono sua madre!”.
PREVISIONI
Un tale va da un’indovina. Dopo aver guardato nella sfera di cristallo per un paio di minuti, la donna dice: “Lei è fortunato. Vedo che sposerà una ragazza bella, alta e ricchissima”.
“Benissimo, Adesso però mi dica che cosa devo fare della bassotta cicciotella e squattrinata che ho sposato dieci anni fa”.
LONGEVITA’
In un piccolo villaggio delle Alpi l’aria è così buona che non muore nessuno. Finalmente, dopo tanti anni, gli abitanti vedono passare un funerale.
“Chi è quel poveraccio?” domanda una vecchietta.
“Il medico del villaggio. E’ morto di fame”
LAVORI MANUALI
Un amico saluta il proprio amico e nota subito il viso tutto graffiato: “Cosa ti è successo? Che hai sul viso?”
“Beh, - risponde l’amico - è il lavoro manuale di mia moglie”.
DAL MEDICO
Medico: “Cosa mangia a colazione?”
Paziente: “Polenta”.
“E a pranzo?” “Polenta”
“E a cena?” “Polenta”
“E la digestione come va?”
“Un po’ lenta!”.
TRA DONNE
“E pensare che mio figlio, da piccolo, prometteva poco o niente”.
“E adesso?”
“Adesso promette a tutti: è entrato in politica”.
PIERINO
La maestra a Pierino:
“Fammi un esempio di ingiustizia...”
“Ehm... Quando io prendo un brutto voto perchè papà ha sbagliato i compiti”..

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