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Monte Spada - n. 70 FEBBRAIO 2015

Periodico della Parrocchia S. Giovanni Battista di Fonni Tel. 0784 57008 (Cell. 3283010085) - Email: donpietropuggioni@gmail.com

| di a cura di don Pietro Puggioni
STAMPA
2015

Amare la Chiesa!
di Pietro Puggioni

“Sento Gesù che grida: la mia Chiesa, la mia Chiesa!” Questo lamento del beato don Giovanni Calabria (1873-1954) davanti alla crisi della Chiesa mi è tornato alla mente davanti ad alcuni dolorosi fatti recenti.

La gioia per l’arrivo di Papa Francesco “dalla fine del mondo” è rimasta intatta, anzi registra un crescendo meraviglioso grazie alla quotidiana testimonianza di freschezza evangelica che emana da ogni sua parola e da ogni suo gesto. Eppure anche papa Francesco ha nemici che lo avversano, che non riescono ad avere per lui simpatica. Anche se i papi precedenti hanno collezionato critiche e pesanti ironie, per Francesco si aggiunge “un sottile disprezzo" che scandalizza il popolo cristiano.

A Nuoro il nuovo anno ha visto già un triplice (finora) volantinaggio anonimo e volgare contro il Vescovo. Tutto è iniziato con una scomposta reazione al trasferimento di un parroco e non si sa come finirà questo scandalo. Vasta e generale la solidarietà al Vescovo.

Certe reazioni forse sbagliate hanno dato esca agli anonimi estensori dei volantini.

Mai come in queste occasioni bisogna calibrare le reazioni. La reazione migliore è certamente la sofferta preghiera, un maggiore impegno di amore alla Chiesa, una più limpida visione di fede che diventa obbedienza dei fedeli e dei sacerdoti al Vescovo quando prende decisioni per il bene della diocesi.

Il Vescovo sa che la stragrande maggioranza è vicina a condividere questo doloroso momento. Anche noi.

Buona quaresima
a tutti i fonnesi di fra Piergavino Piras

“La Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade”.

Con queste parole Papa Francesco apre il suo messaggio per la Quaresima 2015. La Quaresima diventa un tempo di grazia, dove il Signore ci permette di liberarci dall’egoismo, che troppo spesso chiude il nostro orizzonte di carità e amore nei confronti non solo di chi ci sta accanto ma anche di noi stessi. Ho veramente bisogno della Quaresima? Ho veramente bisogno di un tempo che mi purifichi? Mi rinnovi? La Quaresima pretende che ciascuno di noi impari nuovamente a guardare con “devozione” Cristo Gesù, per benedire la propria vita e la vita del fratello che mi sta accanto. Nel tempo della Settimana Santa e nel giorno santo della Pasqua, il cuore di ogni credente viene preparato ad accogliere l’amore infinito del Cristo, che non ha temuto di versare il suo sangue per me. Quello che il Signore mi dona è unico, è un amore senza limiti, senza scon-ti, che non detta nè impone condizioni. Ma allora merito tutto questo?

Nell’ascolto della Parola di Dio del Tempo di Quaresima saremo guidati a comprendere quanto invece siamo bisognosi e soprattutto meritevoli del Suo amore! Si, meritiamo il Suo amore, perché siamo sue creature e a Lui apparteniamo. La ciclicità dei vari tempi liturgici diventa il segno più mirabile e profondo dell’ “ostinazione” di Dio nei nostri con-fronti. In ogni tempo liturgico, in ogni momento della nostra vita, in ogni istante della nostra storia, il Padre ha nel suo cuore un desiderio e una speranza, che l’uomo schiavo del suo peccato, sconfitto dalla propria colpa, invochi il suo nome.

Non serve gridare il suo nome, a Lui basta una semplice parola: “Abbà Padre”, misericordia. Il tempo della quaresima diventi per ciascuno di noi un tempo in cui siamo capaci di pronunciare con forza le Parole del figlio tra le braccia del Padre misericordioso: “Padre ho peccato contro il cielo e contro di te”. Lui come Padre buono ci mostrerà il suo perdono con l’offerta del suo Figlio.


VOLTI E COSE DI CASA NOSTRA

San Giovanni e S. M. dei Martiri
Programma della Quaresima

VIA CRUCiS. Ogni venerdì, dopo la Messa vespertina.
LA LECTIO DIVINA. Ogni martedì dopo la Messa vespertina.
ADORAZIONE EUCARISTICA Ogni giovedì, dopo la Messa vespertina, viene esposto sull'altare il Santissimo per l'adorazione e si concluderà con i Vespri. DIGIUNO E ASTINENZA II digiuno ecclesiastico il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo, e l'astinenza dalle carni nei venerdì di quaresima.
SANTE QUARANTORE
San Giovanni Battista: 13, 14, 15 marzo
Santa Maria dei Martiri: 6, 7,8 , marzo
SETTENARIO DELL'ADDOLORATA
San Giovanni Battista: sabato 21 - venerdì 27 marzo
PASQUA IN BASILICA PER GIOVANI E ADULTI DI FONNI
SABATO 21 MARZO ORE 19. Segue momento di festa.
RITIRO DI QUARESIMA DOMENICA 8 MARZO ORE 15,30
IN CONVENTO: PER ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI E GRUPPI ECCLESIALI.

SETTIMANA SANTA 2015

29 MARZO DOMENICA DELLE PALME
Ore 10, 00 Benedizione delle Palme S. Messa e Cambio dei Priori

2 APRILE GIOVEDÌ' SANTO Ore 10,00 S. Messa Crismale a Nuoro
Ore 18,00 S. Messa della Cena del Signore
Ore 21, 00 Solenne Adorazione Eucaristica

3 APRILE VENERDÌ' SANTO
Ore 18,00 Celebrazione della Passione del Signore
Ore 21 ,00 S'Iscravamentu 4 APRILE SABATO SANTO
Ore 21,00 Solenne Veglia Pasquale

5 APRILE RESURREZIONE DEL SIGNORE
Ore 7,30 e 10,00: SS. Messe
Ore 11,00 S'Incontru e S. Messa di Pasqua

Battesimi

Francesca Cualbu Cualbu
Giulia Falconi Maloccu
Arabel Angelica Mureddu De Candia

Defunti

Rita Gregu ved. Coccollone il 12 gennaio a 101 anni.
Anna Rosa Cancedda ved. Botta-ru il 19 gennaio a 90 anni.

GIORNATA DEL POVERO

Domenica 8 marzo, 3 domenica di quaresima, secondo la tradizione della nostra comunità, siamo invitati a fissare il nostro sguardo e il nostro cuore sui poveri.
Tutti siamo toccati dalla crisi eppure si sente dire da certi che a Fonni non ci sono poveri.

Dobbiamo essere grati al Grup-po Vincenziano che li raggiunge con lo stile che hanno appreso entrando in quel movimento ecclesiale.
Uno dei segni distintivi della quaresima è l’elemosina come tradu-zione della carità cristiana.

Accogliamo perciò con genero-sità tale invito.

Quando Fonni era tutta juventina

Don Pasquale Pedes, giovane viceparroco di Fonni dal 1974 al 1980, ricordato con affetto e stima, ci ha mandato questa bella foto della Suola Materna “Don Diego Burrai: 1.a fila: Salvatore Sannio, Cosimo Cicalò, Nino Schirru, Antonello Cualbu, Sabrina Piras, Marco Falconi, Michele Aru. 2.a fila: Raffaele Nolis, Francesca Sannio, Cristoforo Mulas, Antonello Marceddu. 3.a fila: Salvatore Deiana, Giuseppe Busia.


14 quadri di Leo Pes
DONATA LA NUOVA VIA CRUCIS

Sabato 7 febbraio mons. Mosè Marcia verrà a benedire, nella nostra parrocchiale di San Giovanni Battista, la nuova Via Crucis, opera dell’artista desulese Leo Pes.

Si tratta di un dono che arricchirà di arte e di spiritualità la nostra chiesa e che introdurrà la nostra comunità nel cammino quaresimale verso la Pasqua.

Il primo grazie è per la persona che, nell’anonimato, ha voluto farci un dono così singolare come gesto di amore al Signore e al paese.

Grazie all’artista, Leo Pes, che ha voluto tradurre con la sua grande maestria le attese di noi tutti, entrando in sintonia con i nostri sentimenti più profondi della nostra storia religiosa. L’ammirazione espressa dai primi che hanno potuto ammirare l’opera, siamo certi, sarà confermata da tutti poiché si tratta di bellissime pagine del “catechismo” della Passione del Signore.

Urlare non serve a nulla

E’ il titolo di un bel libro di Daniele Novara che s’imbarca in una fatica immane: convincere genitori, insegnanti, educatori… a scommettere sulla calma nel riprendere, sul tono fermo ma non minaccioso, sulla mimica facciale meno truce per ottenere risultati concreti.

Certo urlare è la via più bre-ve per illudersi di essere ascoltati.

Nelle olimpiadi dell’urlo le medaglie d’oro non sono poche: i genitori, le maestre, gli sportivi. Se questi, che per abitudine alzano spesso il volume, capissero che urlare non serve a nulla, non risolve in modo positivo i conflitti, non crea relazioni serene...

Tante insegnanti, tanti genitori e tanti educatori sanno che, per ottenere l’ascolto e la fiducia, occorre abbassare il tono della voce accompagnandola con gesti pacati. Si tratta di un canale privilegiato per conquistare l’attenzione.

Immagino le reazioni a queste righe: “Vieni nella mia classe, tratta con i miei figli, tieni per tanti giorni i ragazzi che devo gestire… e poi voglio vedere cosa scrivi”.

Viviamo nella civiltà dell’urlo, dove la soglia uditiva si abbassa sempre più, e aumenta alla scuola di una tv ove tutti urlano per aver ragione, e i nostri figli ne sono gli alunni più deboli. Sanno poi distinguere chi urla perchè insicuro e debole da chi invece dispone di autorevolezza.

Daniele Novara lo sa tutto questo eppure scommette fino alla provocazione.

Perché non dargli un po’ di fiducia nel gestire i conflitti con figli e alunni, per guidarli verso una crescita armonica e serena e far maturare il senso critico?


Fonni: curiosità sui mulini ad acqua

Su mulinu de piacedda

di Anna Maria Loddo

A frugare negli archivi capita di trovare delle informa-zioni interessanti che ci raccontano molto del nostro passato, più o meno recente. Capita di scoprire, per esempio, che non erano pochi i mulini che, nel nostro paese, consentivano di macinare i cereali destinati sia alla panificazione sia all’alimentazione degli animali. Gli anziani riferiscono che l’ultimo mulino ad acqua a chiudere, nell’immediato dopo guerra, fu quello sito in località Mameli, di proprietà di Emilio Prina, padre di Tingelina e di don Prina.

La gloriosa storia dei mulini idraulici si concludeva lasciando spazio a impianti più moderni, alimentati dalla corrente elettrica, ormai introdotti nel paese da qualche tempo. I mulini elettrici continuarono a funzionare fino a poco più di trent’anni fa, ed erano dislocati tutti nel paese,a differenza di quelli idraulici. Questi ultimi, che si trovavano nelle campagne, difficilmente potevano resistere alla concorrenza dei più comodi e facilmente accessibili mulini urbani. I fonnesi non avevano più bisogno di fare tesoro della ricchezza d’acqua presente nel proprio territorio, che invece nel passato era stata fondamentale.

Da un "Elenco numerico de' molini per la macinazione dei cereali nella Provincia di Sassari al 31 dicembre 1876" risulta che Fonni nel 1876 ave-va ben 10 mulini idraulici, ai quali venne imposta la tassa sui macinati di £ 3075,52. Una cifra importante, che testimonia come la molitura, e la panificazione, siano sempre state tra le attività economiche più importanti nella nostra comu-nità. Oggi sono i forni, per lo più industriali, ad attualizzare, reinventandolo, un passato glorioso.

Allora erano le donne, le mamme, a portare avanti un rituale produttivo che anche in periodi di estrema povertà ha garantito la sopravvivenza della nostra comunità. Saperi nati dall’esigenza di superare le ristrettezze che ancora oggi con-tribuiscono a garantirci un futuro.

Angolo del buon umore

LA TECNICA DI DIO
“ Di’, nonnino caro, chiede la bimbetta sulle ginocchia di suo nonno, è il buon Dio che ti ha fatto”
“Certo è il buon Dio che ti ha fatto”.
“E il buon Dio ha fatto anche me?”
“Ma certamente, ha fatto anche te”.
La bimba va allo specchio e dice al nonno: “Ma allora non trovi che in settant’anni la sua tecnica non sia migliorata di molto?”
BOLLETTINI PARROCCHIALI
1.“Causa mancanza di spazio, nascite e decessi sono rimandati al mese dui febbraio”.
2. Questo pomeriggio alle 1/,30 ci sarà un “gelato sociale”. Le signore che danno il latte sono pregate di venire presto”.
3. Sermone di questa sera: “Cos’è l’inferno?”
“ Vieni ad ascootare il nostro coro”.
4. Dopo una predica di fuoco del parroco sulla decenza nel vestire, il bollettino parrocchiale titola: “Discorso dontro la minigonna del parroco”.
DIO CI VEDE
Il parroco vede dei bambini che rubano mele nel suo giardino e fuggono. Allora attacca all’albero un cartello”Dio vede tutto”.
Il giorno dopo ritrova attaccata all’albero un’altra scritta: “Ma Dio non fa la spia”.
ABILITA’ CULINARIA
Tra amici: “Tua Moglie è una brava cuoca?”
“Abbastanza. Per esempio sa cucinare la carne in tre modi”.
“Davvero?”
“Sì, mezzo cotta, mezzo cruda, mezzo bruciata”.
TRA AMICI
Dice un tale ad un suo amico: “Ho regalato una lavastoviglie a mia moglie”.
“Ma tua moglie non voleva una lavatrice?”
“ Sì, ma ero io che lavavo i piatti”.
LUI E LEI
- Non capisco proprio come si possa chiamare cappello quell’affare che hai sulla testa!
- Ed io non capisco proprio come si possa chiamare testa quell’affare che hai sotto il cappello!

 

 


a cura di don Pietro Puggioni

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