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L'unione sarda. Il presepe vive di notte

OVODDA. La Natività della Pro loco ripropone in scala le case del borgo

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Gli angoli del centro storico di Ovodda brillano grazie ai giochi di luce che delineano le sagome dei personaggi intagliati nel legno, che al calare della sera prendono vita. È il presepe “diffuso”, con i personaggi che disegnano una sorta di percorso della Natività. Annarella Mattu è l'ideatrice del progetto. «L'idea - spiega - nasce con l'intento di coinvolgere tutto il paese, valorizzando l'abitato».
I personaggi prendono forma: il pastore che guida sicuro il suo gregge, le galline che passeggiano nel cortile di una vecchia casa, i gatti che giocano nel ritaglio di un compensato a colori. Nei pressi della Chiesa di San Giorgio appare una cicogna che porta con sé il dono di una vita nuova perché in questo paese della Barbagia le nascite sono numerose, un dato in controtendenza con la media degli altri centri della Sardegna. L'artista ovoddese, che insegna da anni nelle scuole del territorio, raccoglie il successo della sua iniziativa attraverso i commenti positivi dei visitatori che arrivano anche da altre località dell'isola per assistere al racconto del Natale.
Gli eventi legati alle festività di fine anno si arricchiscono anche del presepe realizzato dalla Pro loco guidata da Ezio Marietti, che ripropone in piccola scala gli aspetti e gli edifici più identificativi del paese. «Si crea nel rispetto di una tradizione che trova nuove strade per essere rappresentata - dice il sindaco Cristina Sedda -. Il Natale della crisi non ha ucciso la fantasia e l'operosità che contraddistingue il valore della volontà». Una piccola curiosità: in un terzo presepe, realizzato all'interno di una delle case più vecchie del paese, Maria e Giuseppe indossano il vestiario tradizionale ovoddese. Nel tracciato dell'identità.
Roberto Tangianu

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