Domani i seggi per le primarie del Pd saranno aperti dalle 8 alle 21. Possono votare tutti coloro che si sono iscritti all’albo degli elettori per le primarie del 25 novembre, quelle per la scelta del candidato premier del centrosinistra. Potranno votare, inoltre, tutti gli iscritti al partito con la tessera rinnovata. Per votare bisogna versare un contributo di almeno due euro per le spese organizzative. Benchè il 24 e 25 febbraio il collegio elettorale della Sardegna sarà unico (sia per la Camera sia per il Senato), le primarie del Pd si svolgono in otto collegi provinciali. Si vota su un’unica scheda (sarà poi il partito a indicare chi va alla Camera e chi al Senato) e si possono dare due preferenze di genere: un candidato e una candidata.
di Filippo Peretti wCAGLIARI Quarantotto in corsa per le 10-11 candidature che garantiranno l’elezione in Parlamento. Oggi è l’ultimo giorno della campagna delle primarie del Pd per la scelta degli aspiranti deputati e senatori, domani si vota negli stessi seggi in cui il 25 novembre e il 2 febbraio anche i sardi hanno contribuito a designare Pierluigi Bersani candidato premier del centrosinistra. Dato da tutti i sondaggi per favorito alle elezioni del 24 e 25 febbraio, il Pd punta a eleggere dodici o tredici parlamentari: otto-nove deputati e quattro senatori. Non tutti saranno scelti con le primarie, volute per dare la voce agli elettori visto che il “Porcellum” è senza preferenze. I due capilista verranno indicati direttamente da Bersani. Uno (alla Camera) è quasi certamente il segretario regionale Silvio Lai, l’altro potrebbe essere una personalità sarda (iscritto o no al Partito democratico) oppure un dirigente nazionale. Queste decisioni arriveranno subito dopo l’Epifania. Domani dopo le 21 inizierà lo spoglio delle schede. Ma non è detto che tutte le dieci-undici caselle che contano vengano riempite subito. Vediamo perchè. A parte i capilista, i vincitori delle primarie saranno decisi così. Il primo sarà il più votato di Cagliari, quindi nell’ordine i più votati di Sassari, di Nuoro e il secondo più votato di Cagliari (una donna se il primo è un uomo, e viceversa). Quindi i più votati di Oristano, Gallura, Sulcis e Medio Campidano. A chiudere il secondo di Sassari e il terzo e il quarto di Cagliari. E siamo a undici. Seguono gli altri nomi che nella lista di febbraio avranno meno probabilità di essere eletti: il secondo di Nuoro e il primo dell’Ogliastra. Dopo lo spoglio resteranno alcune incertezze perché nei posti che contano dovranno essere indicate almeno quattro donne. L’unica regola riguarda Cagliari e Sassari: in entrambe le province maggiori dovrà essere indicata anche una donna. Un’altra può essere scelta a Oristano, in Gallura o nel Sulcis, tutte province che hanno un solo seggio a disposizione: per cui gli eventuali primi candidati maschi tremeranno al pensiero di dover rinunciare alla garanzia dell’elezione per fare posto a una candidata. A meno che dalle urne non vengano fuori direttamente almeno quattro donne, la compensazione numerica tra i generi sarà decisa il 2 gennaio. L’esperienza insegna che alle primarie non ci sono favoriti assoluti. La competizione è durissima e sette (su undici) parlamentari uscenti dovranno guardarsi da rivali insidiosi (come consiglieri regionali e segretari provinciali) per radicamento. Non si sono ricandidati i deputati Arturo Parisi e Giulio Calvisi e il senatore Antonello Cabras.
