di Giovanni Bua
NUORO Ultimo giro di lancette per le candidature Pdl. Che, a giochi nazionali ormai fatti, deve chiudere sul rebus candidature per le ormai prossime elezioni politiche. Il rebus. Un rebus vero, visto che dei 14 tra deputati e senatori che hanno guadagnato Roma nel trionfale giro del 2008 solo 5 o 6 potranno ambire alla riconferma. E non sono pochi gli outsider che scalpitano per un posto al sole. C’è poi da considerare il promesso rinnovamento, l’apertura delle donne. E il fattore Berlusconi. Con il Cavaliere che potrebbe in ogni momento decidere di buttare dalla finestra misurini e manuali Cencelli e fare tutto completamente di testa propria. In questo magma pochi i punti fermi per il territorio nuorese. Per il quale dovrebbe arrivare almeno un posto dei quattro “blindati”, ma che di parlamentari aspira ad averne almeno due. Correnti. Nel popolo delle libertà inseguire le correnti, soprattutto regionali, rischia di portare fuori strada. Anche perché i principali protagonisti corrono da soli, o meglio curano personalmente i loro “ganci” romani. Volendo fare una divisione grezza del partito in Sardegna si potrebbero individuare tre famiglie: i Berlusconiani puri, l’area Capellacci-Alfano e il blocco Lombardo-Verdini. Con il banchiere di Fivizzano che ha un peso specifico determinante: sarà lui infatti a compilare materialmente le liste. La Camera. Fuori da questi giochi c’è però il primo (e forse unico) nuorese per il quale il biglietto per Roma sembra in cassaforte: il deputato Bruno Murgia. Abbastanza giovane politicamente da non rischiare la rottamazione, molto vicino al sindaco di Roma Alemanno con cui Berlusconi sta chiudendo importanti accordi sia per la città di Roma che per la Regione Lazio, pontiere in Sardegna tra le diverse anime (spesso in guerra) del Popolo delle Libertà. Per lui la conferma alla Camera sembra scontata. Probabilmente nella casella numero tre, l’ultima davvero blindata. I Berluscones. Prima di lui i due posti dovrebbero toccare a due Berlusconiani di ferro: Mauro Pili (che sarà il probabile capolista) e Settimo Nizzi. Le donne. Difficile proseguire la lista. Anche perché la partita si intreccia a doppio filo con il Senato. Quel che è certo è che nessun nuorese può aspirare al 4 e 5 posto. Che dovrebbe essere di appannaggio di una donna (la presidente dell’assemblea Claudia Lombardo, ma si parla anche dell’attuale assessore alla Sanità Simona De Francisci, o dell’assessore all’industria Alessandra Zedda).Senza però dimenticare l’oristanese Mario Diana. O “l’amico di Berlusconi” (e di Lupi) Paolo Vella. Senato. Ancora più stretta la cruna per il Senato. Dove i posti buoni sono solo due (soprattutto se il capolista di Monti nell’isola sarà l’ex Beppe Pisanu). E uno sembra riservato al senatore gallurese Fedele Sanciu. La lotta è quindi per la seconda casella. A cui (Cicu permettendo, anche se l’ex sottosegretario dovrebbe pagare la lunga permanenza romana) aspirano in molti. A iniziare dal capogruppo in regione Pietro Pittalis. Vicino al governatore Capellacci e dato in vago “disgelo” anche con Claudia Lombardo, dopo i trascorsi tempestosi che avrebbero potuto (visto il legame tra Lombardo e Verdini) complicarne non poco la candidatura. Il vero ostacolo per Pittalis potrebbe essere quello territoriale: con la scontata conferma di Murgia sarebbero infatti due i nuoresi sulla via di Roma. Niente di insuperabile (sono due anche i galluresi), soprattutto perché una candidatura dell’avvocato nuorese sbloccherebbe i giochi anche per le prossime regionali. I Giovani. Ipotesi che potrebbe aprire la strada per Cagliari a uno dei giovani del Pdl a lungo indicato come un possibile candidato: il capogruppo in Comune Pierluigi Saiu. Che però avrebbe declinato l’ipotesi di un posto di rincalzo in lista, più interessato al possibile sbocco in Regione o alla corsa per il municipio a Nuoro. Difficilissima infine la riconferma del senatore Silvestro Ladu. Che, pur potendo contare in un solido pacchetto di voti sul territorio, ha problemi a trovare uno sponsor romano. Nessun nuorese invece nei Fratelli d’Italia di Crosetto e Meloni. Che, con Delogu e Cossiga capilista, potrebbe “rubare” una poltrona a Montecitorio.
