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La nuova sardegna. Oniferi nei registri della Chiesa

Due secoli di storia nei Quinque libri appena pubblicati da don Gianni Bitti

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di Luciano Piras ONIFERI Parte dal nome, don Gianni Bitti: «Oniferi è probabilmente di derivazione latina: omnia fero e omnes fero = “porto tutte le cose” e “porto tutti” nel senso di accogliere, cioè accolgo tutte le cose e le persone che vengono da fuori: un paese che accoglie tutti e non rifiuta nessuno; nessuno viene allontanato. Questo senso di accoglienza è, ancora oggi, radicato nella mentalità degli oniferesi che sono disponibili ad accogliere il forestiero: hanno il senso dell’accoglienza e dell’ospitalità». Storia di oggi, storia di ieri. Così come risulta dai documenti della Chiesa, prova provata che anche in passato molti abitanti di Oniferi erano istranzos arrivati da fuori. «Già nel primo e unico atto di matrimonio del 1713 – racconta don Bitti – leggiamo che lo sposo era di Orani, e così anche nel matrimonio del 1714 lo sposo era di Orotelli e nei due matrimoni celebrati nel 1715, nel primo lo sposo era un vedovo di Orani mentre nell’altro lo sposo veniva da Orotelli e nel matrimonio del 1716 lo sposo risulta essere di Pauli». E ancora, sempre a leggere gli atti, fino agli inizi dell’Ottocento: «Gli sposi venivano da Tonara, Mamoiada, Lei, Sagama, Bitti, Sedilo, Donori, Sarule... ». Sono soltanto alcune, queste, delle mille curiosità contenute nel nuovo libro di don Gianni Bitti, Oniferi nei Quinque libri, ancora fresco di stampa. Quattrocento pagine ricchissime di preziose informazioni che fanno la storia della comunità paesana. Già parroco di Oniferi, dal 28 agosto 2010 al 2 ottobre 2012, don Bitti, dal 2009 direttore dell’Archivio storico diocesano, ha raccolto e trascritto tutti i registri parrocchiali conservati nella curia di Nuoro, i Quinque libri appunto, ossia: il libro dei battesimi, il libro delle cresime, il libro dei matrimoni, il libro dei defunti e il libro dello stato delle anime. Una mole imponente di documenti scritti a mano che spesso rischiano di restare a disposizione soltanto degli addetti ai lavori. Don Gianni Bitti, invece, protagonista della nuova vita dell’Archivio diocesano, che sempre più va digitalizzandosi, li ha letti con pazienza certosina, tradotti dal latino, sardo e spagnolo e trascritti in questo volume omaggio ai suoi ex parrocchiani ma anche alla Sardegna tutta, visto che ora qualsiasi lettore appassionato o ricercatore ha la possibilità di studiare direttamente gli atti che ricostruiscono le dinamiche delle singole famiglie di Oniferi e dunque la storia del paese, per un arco di tempo che va dal 1713 al 1920. Parte dal 1713, infatti, il primo registro (atti dei matrimoni) della chiesa di Oniferi conservato nell’Archivio storico della diocesi di Nuoro. Con forte ritardo, dunque, rispetto alle disposizioni del Concilio di Trento, che già nel 1563 decretava e ordinava ai parroci la tenuta dei registri di battesimo e di matrimonio. Allora Oniferi faceva parte della diocesi di Alghero, dalla quale è stata stralciata soltanto nel 1938 per essere annessa alla diocesi di Nuoro insieme a Orani, Sarule, Ottana e Orotelli.

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