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Lì'unione sarda. Le cooperative sarde alla guerra del latte

Regione sotto accusa per i contributi riservati alle aziende che conferiscono oltre 20 mila litri l'anno

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La vertenza-latte s'inasprisce. Piccoli produttori e cooperative di trasformazione insorgono contro la legge regionale che li penalizza escludendoli dai premi di produzione. «Percorreremo tutte le strade possibili - è stato detto - compreso il ricorso al Tar». È una dichiarazione di guerra alla Regione quella delle cooperative del settore lattiero caseario, che insieme raggruppano circa diecimila soci di tutta l'isola.
L'INCONTRO I rappresentanti delle società isolane, per la prima volta, si sono incontrate l'altro ieri nel capoluogo del Marghine nella sede del Consorzio Latte. Soffiano quindi forte i venti della protesta, che riguarda proprio la posizione assunta dall'assessore all'agricoltura Oscar Cherchi sull'articolo 7 della legge 15 del 2010. Una legge che prevede premi (4 mila euro pro capite), a chi conferisce il latte di pecora alle aziende di trasformazione che diversificano la produzione, quindi producono altri tipi di formaggio diversi dal pecorino romano.
LE NORME Nella sostanza la legge prevede un contributo di quattromila euro per ogni produttore che versa il latte ovino alle aziende di trasformazione per un minimo di 20 mila litri annui. Proprio sulla quantità stabilita dalla legge c'è l'attrito, poiché non tutti i produttori, soci delle cooperative riescono a versare i le quete stabilite dalla legge della Regione. Questo, ovviamente, penalizza i piccoli produttori, vale a dire chi non riesce ad andare oltre i 10 mila litri e non arriva a produrne 20 mila litri come stabilisce il bando della Regione per accedere ai contributi.
ADDIO ALLE COOP La situazione sta creando disagio, tanto che i piccoli produttori, pian piano, stanno abbandonando le cooperative e versando il latte in altre aziende private, poiché non si sentono tutelati. Per questo le cooperative insorgono e l'altro ieri si sono incontrate a Macomer, per fare il punto della situazione e prendere decisioni in merito alle scelte assunte dall'assessore Oscar Cherchi, che ai primi di novembre ha incontrato i rappresentanti delle coop. In quella circostanza l'assessore aveva garantito che al prossimo bando sarebbero state indicate delle norme che potessero premiare anche gli allevatori più piccoli.
LA RABBIA Questo però non è avvenuto e così è maturato il malcontento. «Sulle quantità che diversifichiamo - è stato detto - garantiamo anche i piccoli soci. Noi trasformiamo in totale la quantità stabilità dalla legge, facendoci carico anche degli allevatori che versano di meno dei 20 mila litri stabiliti, compensandoli con quelli che ne versano 25 o 30 mila litri annui. L'assessore aveva garantito che il bando avrebbe tenuto conto di questo, invece gran parte degli allevatori sono rimasti esclusi».
CHIESTO UN VERTICE L'altro ieri i rappresentanti delle cooperative hanno chiesto all'assessore Oscar Cherchi una inversione di rotta e mettere in condizioni le cooperative di tutelare tutti i soci. È stato deciso inoltre che se l'assessore non dovesse accettare le condizioni dettate dalle cooperative sarà guerra totale. Con possibili sviluppi giudiziari, sotto forma di ricorsi al Tar.
Francesco Oggianu

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