Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

La nuova sardegna. Bianchi, un anno in trincea ma piace più che nel 2010

Consensi, il primo cittadino guadagna l’1,7 % (tra i pochi in Italia) e arriva al 57 «Forse sarò antipatico ma dico sempre la verità. E questa è la mia forza»

Condividi su:

di Giovanni Bua

NUORO «Forse sarò antipatico. O forse non sarò bravo a raccontare ai giornali quello che ogni giorno facciamo. Però dico le cose come stanno. E questo evidentemente piace». La classifica. Non si entusiasma Sandro Bianchi per la classifica pubblicata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. Eppure ce ne sarebbe motivo. È infatti il venticinquesimo sindaco più amato d’Italia. Con il 57,1 per cento dei consensi. In lieve calo rispetto al 2011 (aveva il 57,6) ma, cosa abbastanza rara di questi tempi (e unica nell’isola tra i primi cittadini “campionati”) in decisa crescita rispetto al giorno dell’elezione, quando divenne sindaco con il 55,3 per cento. Un’anomalia dentro la graduatoria stilata dal Governance Poll 2012, che come ogni anno ha misurato per il Sole il grado di consenso mantenuto dai sindaci nel corso del governo della propria città. Visto che la classifica mostra una regola chiara: a spingere in alto i sindaci che si contendono i gradini nobili nella classifica sono quasi sempre le vittorie elettorali ottenute pochi mesi fa. E due primi cittadini su tre sono in calo. Nell’isola poi il trend negativo diventa legge. Con il comunque ottimo Ganau che lascia per strada quasi sei punti rispetto al sontuoso 65,9 per cento con cui ha guadagnato il secondo mandato a Sassari. E il cagliaritano Zedda che perde il 5 per cento e spiccioli. Ci mettiamo la faccia. La crisi picchia duro insomma. Ma a Nuoro non certo di meno che negli altri centri dell’isola. «E vedere Monti che si fa bello in tv – sottolinea Bianchi – parlando di Imu da rivedere e tasse da abbassare fa venire il nervoso. La faccia, e il sangue, per i sacrifici che ha chiesto agli italiani ce l’abbiamo messa noi. I sindaci sono quelli che fanno il lavoro sporco. E davvero non mi sorprendo a vedere che i consensi per molti miei ottimi colleghi sono in calo. E non si tratta solo di consensi. Parliamo di un malessere diffuso e profondo. Che si scarica sugli amministratori locali in maniera anche violenta. E la visita di oggi (ieri ndr) del ministro Cancellieri ne è la prova lampante». Tutta la verità. Eppure, nonostante questo, la fiducia regge. Anzi cresce. «Le classifiche del Sole 24 Ore non sono il Vangelo – scherza Bianchi – ma non nascondo che fa piacere. Evidentemente i cittadini apprezzano il lavoro che stiamo facendo. E il fatto che abbiamo parlato chiaro dall’inizio. La situazione è grave, e va affrontata con serietà. Ma non con disperazione. Servono sacrifici, ma arrivano i risultati». Conti in ordine. «Ci sono cose difficili da spiegare – sottolinea Bianchi –. Come un patto di stabilità che ci impedisce di spendere soldi che abbiamo. Ci sono i trasferimenti tagliati brutalmente. E un governo regionale che non è mai stato così cagliaricentrico. Ma nonostante questo abbiamo tenuto i conti in ordine senza tagliare i servizi. È un promessa che abbiamo mantenuto con orgoglio e difficoltà. E non la sola». Le incompiute. In effetti Bianchi, nonostante un 2012 decisamente tempestoso dal punto di vista degli equilibri di maggioranza, ha portato a casa tre storiche incompiute: palazzetto, mercato e Puc. Su cui non mancano le polemiche. «Come sempre – spiega sornione –. È una caratteristica dei nuoresi essere molto critici. Ma lo accettiamo. E non possiamo non festeggiare in questo 2012 di aver riaperto il mercato civico. E di averlo visto di nuovo pulsare di vita durante Mastros in Nugoro. E di aver chiuso il lungo contenzioso legato al palazzetto. E appaltato i lavori per realizzare la struttura. E poi la storica approvazione del Puc. Ma anche la ristrutturazione della Numero 1, i piani di quartiere, la viabilità.Le periferie e il lavoro sugli ingressi della città. Senza dimenticare il lavoro sui piani di filiera per lo sviluppo locale e i fondi in arrivo per il completamento del centro intermodale. E ancora tante cose, l’elenco che sarebbe lungo. Ma non abbiamo mai tempo di farlo. Risolta una cosa preferiamo passare al problema successivo. Forse per questo a volte sembro antipatico. A quanto pare non a tutti per fortuna».

Condividi su:

Seguici su Facebook