di Luciano Piras
OLLOLAI «Il 2013 si annuncia come un anno dal grande fascino astronomico». Parola di Tonino Bussu, ex sindaco di Ollolai, insegnante in pensione e grande esperto di cielo stellato oltre che di limba e cultura sarda. Un astrofilo che da una vita guarda e studia la volta celeste, ma sempre con i piedi per terra, senza mai perdere di vista la sua Barbagia e gli usi e costumi del cuore dell’isola. «Dopo un 2012 tormentato dall’annuncio della fine del mondo attribuito al calendario dei Maya – dice –, quest’anno oltre alla ricorrente presenza incantevole delle stelle cadenti, delle eclissi, delle congiunzioni tra pianeti, Luna, stelle e altri astri celesti, avremo la fortunosa occasione di ammirare per lungo tempo due splendide, incantevoli e appariscenti comete che brilleranno nel nostro cielo in primavera e tra l’autunno e l’inverno prossimi accompagnate da asteroidi che si presentaranno al nostro pianeta a distanza ravvicinata, quasi ai limiti della nostra sicurezza». «La prima cometa che apparirà fulgida e brillante nel nostro cielo primaverile – spiega subito Tonino Bussu – si chiama Panstarrs, mentre l’altra, che brillerà a fine anno con tutto il suo splendore, forse superiore a quello della Luna piena, si chiama Ison. Mentre Panstarrs la vedremo a Pasqua, Ison la potremo ammirare a Natale e quindi sarà forse simile alla cometa che la tradizione narra abbia indicato a pastori e re magi la capanna in cui era nato il Redentore». Panstarrs passerà a 50 milioni di chilometri dal Sole «e la potremo osservare bassa sull’orizzonte occidentale dopo il tramonto del Sole, durante il crepuscolo – va avanti l’ex sindaco di Ollolai –. Ancora gli studiosi non hanno dato precisazioni sulla sua brillantezza. Il fenomeno più appassionante per gli amanti degli astri però si presenterà a novembre quando per mesi risplenderà la cometa Ison che transiterà a circa 3,2 milioni di chilometri dal Sole, ad una distanza dunque che nessun pianeta raggiunge», sottolinea. «E sarà pertanto così illuminata dalla nostra stella che probabilmente la potremo vedere anche di giorno, come capita per la Luna, in quanto pare possa essere più luminosa della Luna piena – racconta ancora l’astrofilo barbaricino –. È questa, dicono gli astronomi, una cometa che ha impiegato milioni di anni per raggiungerci dalla nube di Oort dove c’è un deposito di nuclei cometari di ghiaccio e roccia rimasti dalla nascita dei pianeti. La sua superficie è più scura dell’asfalto, fredda e di poche decine di chilometri di larghezza, ma la cometa si riscalderà avvicinandosi al Sole e il ghiaccio si trasformerà in gas ed erutterà riflettendo la luce solare. La si potrà cominciare a scrutare col telescopio dal mese di agosto e a occhio nudo da ottobre-novembre fino a gennaio quando ci offrirà suggestivi spettacoli gratuiti e ineguagliabili visioni celesti». «In Sardegna – precisa Tonino Bussu – la cometa con la sua splendida coda veniva chiamata s’isteddu coilongu o caudadu o orchiddadu, se era biforcuta. Fino agli inizi del secolo scorso i sardi guardavano con ansia e timore questi fenomeni celesti e quasi sempre presagivano immani sventure come guerre o stragi. Ma anche quelle che oggi chiamiamo congiunzioni tra stelle, pianeti e Luna allora erano guardate con paura e preannunciavano sciagure». «Infatti – chiude l’ex insegnante rileggendo le vecchie credenze popolari delle zone interne – se la Luna era in congiunzione con qualche pianeta, sa Luna cun un’isteddu, come capiterà quest’anno, si pronosticavano morte o disgrazie e si prevedeva che o occhident pessone o morit partorgia, o uccideranno qualcuno o morirà una partoriente».
