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L'unione sarda. Tradito dalla carta di credito

Silvestro Ladu e le spese private coi soldi di Fortza Paris

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Il conto era intestato al gruppo Fortza Paris, la Carta Sì era personale: un sistema semplice semplice. Così Salvatore Ladu avrebbe usato per scopi privati la quota individuale dei soldi erogati dal Consiglio regionale per l'attività politico-istituzionale del gruppo. Duemilacinquecento euro per ogni mese della tredicesima legislatura - dal 2004 al 2009 - sarebbero serviti per pagare il riscaldamento, la benzina, il tagliando della macchina, i lavori di carrozzeria, i viaggi, l'abbigliamento, gli alberghi, i ristoranti, le pizzerie, perfino i pub, a Budoni come a Siniscola, a Vienna come a Budapest, a Londra come a Roma. Le spese contestate ammontano a 253.366,73 euro e sono una parte del milione e 570.000 euro (950.000 dei quali suddivisi in 450 assegni) incassato dal gruppo in cinque anni su cui sta indagando la Procura di Cagliari nell'inchiesta-bis che coinvolge tutti i gruppi consiliari delle ultime due legislature.
LE SPESE «Non ci sono pezze giustificative»: il maresciallo della Guardia di finanza Luca Erriu risponde sicuro alle domande del pubblico ministero Marco Cocco che ha portato davanti ai giudici del Tribunale di Cagliari l'ex consigliere regionale, ora senatore del Pdl, con l'accusa di peculato e falso ideologico aggravato: nei cinque anni in cui ha presieduto il gruppo di Fortza Paris, tra il 5 agosto 2004 e il 14 novembre 2008, Ladu ha prelevato contanti dallo sportello della banca interna al Consiglio regionale per 139.000 euro, staccato e girato a se medesimo 14 assegni per 36.500 euro, effettuato spese per 77.00 euro con una carta di credito personale operante sul conto del gruppo. Salvo poi firmare falsi rendiconti con cui ha attestato che tutte quelle somme si riferivano a rimborsi legati agli spostamenti dalla sede di residenza verso altre località per svolgere attività del gruppo e per costi comunque imputabili al partito.
IL RINVIO NEGATO Ladu non si presenta in aula e affida la sua difesa all'avvocato Mariano Delogu che chiede l'accorpamento del processo con quello che partirà il 19 aprile: altri 18 consiglieri regionali della passata legislatura sono accusati di peculato in relazione alle spese effettuate con la quota individuale dei fondi destinati ai gruppi Misto e Sardegna Insieme. Il pm si oppone e il collegio presieduto da Mauro Grandesso, dopo mezz'ora di camera di consiglio, dà senz'altro il via al dibattimento: non ci sono i presupposti giuridici per un rinvio. Si comincia, dunque, dagli agenti di polizia giudiziaria: il maresciallo Erriu elenca le spese effettuate coi soldi del gruppo di cui è stata trovata traccia contabile perché effettuate con carta di credito o assegni. Saltano fuori cifre più o meno elevate, dai 25,90 spesi da Trony ai 460 euro per un hotel di Bitti, dai 124 euro per la benzina in un distributore de La Caletta ai 59 euro di una locanda di Siniscola, dai pagamenti alla Vodafone alla trasferta di Roma con tappa al bar Bernini e ristorante Da Settimio, dal soggiorno a Madonna di Campiglio a quello di Vienna.
L'INCHIESTA-BIS Ma non basta: c'è il sospetto che i soldi passati per le mani di Ladu in quei cinque anni siano molti di più. Il pm lo dice chiaro, svelando una piccola parte dell'inchiesta-bis: sono 450 gli assegni tratti sul conto del gruppo Fortza Paris, per un totale di 950.000 euro. La banca ha, però, fornito copia di 30 di quei titoli di credito, 14 dei quali (per 36.500 euro) sono stati girati da Ladu a se medesimo. Ma il senatore era il solo con potere di firma, dunque, secondo il pm, sono passati per la mani di Ladu non solo tutti gli assegni ma anche il totale delle somme erogate al gruppo Fortza Paris: un milione e 570 mila euro. Sarà l'inchiesta-bis a svelare chi abbia utilizzati quei soldi e per quale fine.
LA DIFESA Dopo il maresciallo della Finanza anche il luogotenente del carabinieri Mariano Natale ricostruisce in Tribunale l'attività della polizia giudiziaria. L'avvocato Delogu preferisce non controesaminare i due inquirenti: le tesi difensive saranno proposte durante l'interrogatorio dello stesso Ladu, fissato per il 26 febbraio, e poi dai testi della difesa. Tra questi ci sono alcuni dirigenti di Fortza Paris (Salvatore Pinna del Mandrolisai, Salvatore Fois di Nuoro, Michele Carboni di Macomer) e i consiglieri comunali di Siniscola e Bitti Pasquale Farina e Giuseppe Mele.
I CAPIGRUPPO Dopo Pietro Pittalis (Pdl) è stato sentito come testimone nell'inchiesta-bis Giampaolo Diana. Il capogruppo del Pd ha consegnato al pm Cocco i rendiconti delle spese e ha spiegato che, col nuovo regolamento, nessuno sfugge più ai controlli: ogni movimento di denaro lascia una traccia.
M. Francesca Chiappe

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