In maggioranza dove stanno, non proprio felici e contenti, ma questa volta con
tutti i puntini messi dove devono essere messi. Il consiglio nazionale del Psd’Az (71
presenti) riunito a Tramatza
a porte strettamente sbarrate (fuori tutti, è stato l’invito di Giacomo Sanna) non è
stato semplice. Le diverse
anime si sono confrontate
prima sui risultati elettorali:
«Ottimi», ha ripetuto il segretario Giovanni Colli, potevano essere migliori, hanno
puntualizzato altri. Comunque sostanzialmente tutti
d’accordo. Ma il punto su cui
discutere era l’altro, fra le
varie ed eventuali: stare o no
nella maggioranza di Ugo
Cappellacci.
LE TRE VIE.
Due filosofie
a confronto:
continuare
l’esperienza,
dare l’appoggio esterno.
La terza minoritaria era
per l’uscita e
arrivederci
alle Regionali, fra un anno.
Alla fine ha prevalso la fedeltà alla maggioranza. Ma
sempre che ci siano le condizioni che ha scandito Giovanni Colli, riscuotendo ampi applausi: nuova legge
elettorale tipo quella della
Val d’Aosta che «premia chi
prende i voti e non chi incassa la percentuale dello
0,60 (Roberto Capelli)». Secondo: la zona franca «di cui
tutti oggi parlano dimenticando che è stato il Psd’Az a
presentare una mozione sul
tema». La lingua sarda, sulla falsariga della carta europea delle lingue. In coda ma
non ultimo per importanza,
i trasporti. A fine serata è
stato dato mandato alla direzione perché approfondisca tutti i temi e verifichi la
reale volontà della maggioranza di portarli avanti nell’ultimo scorcio di legislatura.
In sala, attento alle sfumature, l’assessore Christian
Solinas che ha confidato di
«non trovare nessun senso
nello stare fuori dalla Giunta. Ma sarà il consiglio a decidere». Una linea che alla
fine è prevalsa, anche se i
dubbi che le proposte possano passare nel tavolo della maggioranza di centrodestra sono forti. E senza «non
si va da nessuna parte».
LE CONDIZIONI. Il Psd’Az a
quel punto potrebbe uscire
e votare di volta in volta ciò
che quadra col suo progetto.
Una sorta di
appoggio
esterno alquanto largo
che non lascerebbe per
niente tranquillo il governatore
Cappellacci.
La situazione
è dunque in
movimento,
dagli incontri
delle delegazioni dei partiti
che fanno parte della maggioranza potrebbero arrivare sorprese, compreso un
cambio di assessorato. L’impressione è che i sardisti
possano mollare i Trasporti
per la Cultura.
Da Giacomo Sanna è venuto poi un richiamo forte
ai dirigenti che «non hanno
partecipato per ottenere un
risultato migliore di quello
riportato operando in rete,
che immaginano sia una discarica di ciò che non si dice nel partito». E poi la stoccata ai Comuni dove «sono
stati presi meno voti degli
iscritti». È successo anche
questo, può ancora succedere di tutto ma in viale Trento.
Antonio Masala
