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L'unione sarda. Le artiste dell'asfodelo

OLZAI. La lavorazione dei cestini era stata documentata oltre un secolo fa

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Cestini, corbule, panarzas. Sono i manufatti intrecciati dalle allieve che a Olzai hanno frequentato il primo laboratorio di cesteria con l'intreccio dell'asfodelo che saranno presentati oggi, festa della donna, nella Casa museo Carmelo Floris. Il progetto, denominato Per Olzai, è stato promosso dall'amministrazione comunale di Olzai, guidata dal sindaco Tonino Ladu, e dall'agenzia Laore. Quindici le allieve: Barbara Azuni, Anna Bussu, Carmina Cheri, Antonietta Corbu, Anitia Fernando, Nadia Giordano, Maria Rita Lostia, Maria Gabriella Melis, Maria Grazia Meloni, Silveria Ortu, Alessandra Romagnani, Barbara Rubiu, Francesca Sechi, Paola Sechi e Marianna Soro. Le donne, entusiaste, hanno acquisito con ottimi risultati le prime tecniche di lavorazione, guidate dalle esperte Maria Barbara Meloni e Giovanna Porchi. All'iniziativa ha collaborato la Pro loco Bisine, impegnata da anni nella valorizzazione di una delle più antiche e raffinate tradizioni locali, come documentato nel 1911 dall'illustre medico, intellettuale e bibliofilo Pietro Meloni Satta nella sua monografia “Olzai - Reminiscenze e divagazioni”. Visto il successo del progetto, il Comune ha già presentato domanda al direttore del dipartimento Agenzia Laore di Nuoro Antonio Maccioni per l'attivazione di un secondo corso finalizzato al perfezionamento delle tecniche di raccolta, preparazione e lavorazione artigianale dell'asfodelo.
Salvatora Mulas

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