dal nostro inviato
Lorenzo Piras
ROMA Su otto, sette sono esordienti. I senatori sardi che ieri si sono presentati a Palazzo Madama per la prima seduta della legislatura, hanno storie ed esperienze diverse. Ma per quasi tutti è stato un primo giorno di scuola. Non solo per Manuela Serra (la prima senatrice sarda nella storia) e Roberto Cotti, i due rappresentanti del Movimento 5 Stelle, ma anche per i quattro del Pd: Silvio Lai, Ignazio Angioni, Giuseppe Luigi Cucca e Luigi Manconi. Il primo segretario regionale del partito, il secondo dirigente di Legacoop, il terzo consigliere regionale e il quarto ex sottosegretario alla Giustizia, l'unico ad avere esperienze precedenti da senatore. Emozionato anche l'esponente del Pdl Emilio Floris, ex sindaco di Cagliari subentrato a Berlusconi e, con lui, il consigliere regionale Luciano Uras, unico senatore sardo di Sel.
I SARDI Fuori dal Palazzo l'entusiasmo latita: la curiosità è tutta dei giornalisti e dei turisti. Telecamere e taccuini sono ipnotizzati dalla domanda ricorrente: «Scusi, ma lei è un eletto?». La domanda è diretta proprio a Uras, perplesso nel dover rispondere «sì» prima dell'intervista di rito. È stato tra i primi sardi ad arrivare. Non ha incertezze invece nel giudizio sulla giornata: «Siamo chiamati a un adempimento inutile».
SCHEDA BIANCA Il suo, come tutti gli altri gruppi, escluso quello dei grillini, che un candidato ce l'hanno (Luis Alberto Orellana), ha votato scheda bianca alla prima e alla seconda votazione per l'elezione del presidente del Senato. Uras si dice incerto sulle sorti di una legislatura per lui da esordiente: «Non so ancora neppure in quale seggio dovrò prendere posto».
ULTIMA FILA Lo sanno bene invece i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Ancora si perdono negli interminabili androni del Palazzo, ma in Aula hanno scelto di accomodarsi nell'ultima fila, al centro: «Zona spettante al palco presidenziale», raccontano i maligni. Di Roberto Cotti l'unica traccia è la bici - la stessa che mercoledì ha utilizzato per arrivare a Roma da Ciampino - che vorrebbe parcheggiare nella rastrelliera che non c'è, «e non appoggiarla a una parete in una delle traverse accanto».
SEDUTI La sua vicina di banco, Manuela Serra, insegnante, commenta l'episodio più saliente della giornata. Quando il senatore Emilio Colombo, chiamato a presiedere i lavori per via dell'età e di un'esperienza che affonda le radici fino ai tempi della Costituente, ha invitato l'Aula a tributare gli onori dovuti a Papa Francesco, anche lei non si è alzata. È rimasta seduta come molti del suo gruppo. «Sono credente ma non mi hanno mai affascinata le manifestazioni di facciata», dice. «Questa però è un'istituzione e come tale è laica. E noi siamo qui per lavorare».
L'EX SINDACO Nell'androne davanti all'emiciclo c'è l'ex sindaco di Cagliari Emilio Floris. Dialoga con un vecchio amico: il cardiochirurgo Valentino Martelli. E, più o meno, fa i discorsi che caratterizzano le chiacchierate di Gasparri e Matteoli appena due passi avanti: «Lo scenario delle larghe intese sembra che per ora non sia percorribile», spiega Floris: «La prospettiva del voto (quasi) subito non è poi così peregrina. Anche se occorrerebbe superare gli egoismi elettorali e farsi guidare dal buonsenso».
IL CENTROSINISTRA Sobria la condotta dei rappresentanti del Pd. A metà votazione, dopo che alla chiamata spunta a sorpresa il nome dell'ex assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin (eletta in Piemonte), alla bouvette si ritrovano per una pausa Silvio Lai, Giuseppe Luigi Cucca e Ignazio Angioni che, come i grillini, dormono in bed and breakfast e hanno raggiunto il Senato chi a piedi, chi in autobus.
RITARDO A parte il ritardo di un caffè macchiato, soprattutto Lai sottolinea «l'incertezza di una legislatura che, a prescindere dalla durata, segnerà l'inizio della Rerza repubblica».
Scheda bianca ha votato anche Luigi Manconi, pronto «a dare un contributo di esperienza» alla legislatura e alla causa della Sardegna. Questa mattina chissà che la fumata bianca non arrivi, anche se sembra ancora un'ipotesi fantascientifica.
