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L'unione sarda. Biologico, aiuti con beffa

I produttori agricoli accusano la Regione

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«Ci costringono a completare le pratiche in un mese, mentre loro se ne prendono nove solo per controllarle». Alberto Romagna, coordinatore regionale di Bioagrisardegna (540 soci, pastori e agricoltori che hanno investito sulle produzioni biologiche), denuncia da Nuoro l'ennesimo pasticcio messo in piedi dalla Regione. Con un semplice decreto dello scorso sei marzo l'assessore all'Agricoltura ha infatti anticipato al 30 aprile la scadenza per presentare le domande sul bando del Programma di sviluppo rurale «Misura 132, partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare». Si tratta in sostanza del rimborso delle spese per la certificazione delle produzioni, circa 600-700 euro ad azienda che - accusa Romagna - non potranno in gran parte essere incassate e la Regione sarà costretta a restituire all'Unione europea.
CAMBIO IN CORSA Il bando originario prevedeva la scadenza dell'ultima delle nove sottofasi per il 15 dicembre del 2013. Entro quella data i produttori biologici dovrebbero presentare la fattura e i relativi pagamenti per vedersi rimborsate le spese di certificazione. Tutto però è stato anticipato al 30 aprile «al fine - si legge in una nota dell'Assessorato datata 12 marzo - di poter individuare un ragionevole arco temporale in cui svolgere l'istruttoria delle domande».
PASTICCIO BUROCRATICO I produttori biologici e le loro associazioni devono così impegnarsi in una corsa contro il tempo per pagare e fatturare e, addirittura, prevedere qualità e quantità delle produzioni durante l'anno. Addirittura in tanti non potranno presentare la domanda perché ancora non sono state sbloccate le richieste relative al 2012 e quindi non si conosce la relativa graduatoria «Non è possibile che si scarichino sui cittadini le inefficienze della pubblica amministrazione - ribadisce Romagna - anticipando un termine solo perché non si riesce a evadere pratiche che, è bene sottolinerarlo, sono istruite da noi e devono essere solo e semplicemente controllate dall'Argea».
NUOVE DIFFICOLTÀ La nuova scadenza è motivata anche dalla chiusura del programma di «aiuto-pagamento» che non sarà riproposto dall'Ue. «Dando appena un mese di tempo - accusa però il coordinatore di Bioagrisardegna - si invita praticamente alla rinuncia. In questo periodo di gravissima crisi poi è assurdo costringere i produttori biologici ad anticipare spese e adempimenti che sapevano scadere a metà dicembre». ( m. t. )

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